-
.....................

PER MANTENERTI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

mercoledì 12 ottobre 2016

Investimenti: gli italiani ignorano la diversificazione

Un mito rischia di crollare, quello degli italiani come popolo di risparmiatori. Da sempre identificati come BOT People per la loro preferenza verso la tranquillità e la sicurezza dei titoli di stato, parametri che nell’era dei tassi a 0 dovrebbe essere ampiamente rivista, gli italiani sono si sono trovati particolarmente indifesi di fronte alle nuove esigenze di investimento.

L'Italiano? Investitore pigro

La maggior parte degli investitori, infatti, predilige i classici spazi dell’azionario, dei bond e dei fondi ma scendendo nei particolari della scelta specifica, ecco saltare fuori il consiglio dell’amico oppure l’informazione generica.

Si tratta, come segnalato anche da Carmine di Noia Commissario della Consob, di una forma anche grave di analfabetismo finanziario che compromette la possibilità di creare un portafoglio diversificato su più livelli, unica, vera assicurazione, per quanto possibile, sui mercati volatili di quest’ultimo periodo.  Il ritratto che esce dall’ultimo Rapporto sulle scelte di investimento della famiglie italiane, pubblicato dalla Consob disegna più di una contraddizione.

Prima di tutto una propensione al risparmio che dopo al crisi del 2008 è andata man mano  assottigliandosi per ovvi motivi di necessità quotidiane: il risparmio, infatti, è stato l’unico cuscinetto che ha permesso alle famiglie italiane di superare i momenti di crisi.
Anche per questo motivo il risparmiatore italiano risulta essere particolarmente avverso al rischio, visto come sinonimo di perdita. A confermarlo sono i numeri: il 725 degli intervistati, infatti, preferisce prodotti con capitale o rendimento minimo garantito. Ma c’è anche un altro fattore che fa riflettere: sul portafoglio d’investimento, voci come depositi bancari o posali incidono per il 52% (dati 2015) rispetto al 38% del 2007 mentre le azioni e il peso da loro rappresentato è sceso del 43 per cento così come il peso dei bond di stato (-23%).

Come spiegare una situazione simile?

Il popolo italiano da sempre si è trovato agevolato dalla presenza di rendimenti storicamente generosi, il che non ha creato, nel tempo, la necessità di una cultura finanziaria e una coscienza sul fronte dell’investimento.
Parallelamente, però è nata anche l’esigenza di riportarsi verso un risparmio che per il  48% delle famiglie si è iniziato a creare troppo tardi mentre per il 60% risulta essere insufficiente per la pensione. Queste ultime cifre, però, risultano da un sondaggio condotto da Gfk per conto di M&G Investments.

e riguardano l’aproccio della popolazione verso l’investimento e il risparmio in vista del ritiro dal mondo lavorativo. Welfare in difficoltà e riforme per riuscire a puntellarlo, sono le molle che permettono di spingersi oltre e di rimettersi in gioco con la ricerca di strumenti più profittevoli.
Questo, per lo meno, per il 39% delle persone percentuale che sale al 72% quando la domanda non è perchè si risparmia ma quale sarà la principale preoccupazione finanziaria del proprio futuro: a questa domanda, come detto, il  72% degli intervistati teme per i costi delle cure sanitarie.

Diversificazione: questa sconosciuta

Una consapevolezza che sottolinea come l’italiano sia conscio di un elemento importante come l’allungamento delle aspettative di vita ma anche della possibilità di perdere il lavoro (per il 39% degli intervistati è una preoccupazione per il futuro) eppure, nonostante ciò il 9% solamente ricorre alla consulenza di un esperto per pianificare i propri investimenti arrivando a chiedere consiglio ad amici e conoscenti (37%) per poi finire a mettere quasi tutta al propria disponibilità sul conto in banca (65%).

Un ultimo dato da sottolineare: il 58% degli intervistati investe in singole azioni ed emissioni e per giunta il 69%  di questi conferma che l’area geografica degli asset su cui si è investito è italiana, pronti a cambiare idea o strategia (70%) nel momento in cui il calo dell’investimento tocca la doppia cifra a prescindere dallo stato di salute dei fondamentali dell’asset.
Diversificazione e sangue freddo evidentemente sono illustri sconosciuti. 
Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento