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mercoledì 19 ottobre 2016

Il petrolio rialza la testa: rating e target dei protagonisti

Il greggio risale nonostante l'ultima polemica nata in seno all'Opec e cio la discordanza tta i numeri ufficiali della produzione forniti dall'Opec stessa e la somma delle produzioni comunicate dalle singole nazioni: in quest'ultimo caso, solo considerando quanto estratto da Iran, Iraq e Venezuela si avrebbe un'extra di 860mila barili al giorno in più rispetto a quanto dichiarato dall'Opec.
Il petrolio sale...
Ad ogni modo il greggio, come detto, riprende la via, lenta, del rialzo grazie alle ultime dichiarazioni in ordine di tempo, quelle del segretario generale OPEC, Mohammad Barkindo secondo il quale l'organizzazione sarebbe orientata verso una limitazione della produzione di petrolio. Da qui la speranza che la volontà dei membri sia quella di esercitare tagli più consistenti dei 750 mila barili al giorno indispensabili per rientrare nel limite fissato a 32,5-33 milioni di barili soglia massima fissata durante il vertice informale di Algeri. Parole che hanno permesso al WTI di sfiorare i 51 dollari al barile mentre il Brent è arrivato a toccare i 52,45 dollari: non si tratta più dei 54 dollari toccati il 10 ottobre e che rappresentano i massimi degli ultimi 12 mesi ma restano pur sempre livelli interessanti, al di sopra dei 51 dollari, che hanno fatto tornare i titoli petroliferi nella sfera d'azione degli analisti, intenzionati ad operare in vista di una stabilizzazione.
La view degli analisti
Per questo motivo gli esperti di Mps Capital Services si aspettano , nel 2017, un prezzo saldamente sopra ai 50 dollari nel momento in cui l'Opec avrà disegnato chiaramente al sua strategia. Più ottimisti invece i colleghi di Rbc Capital Markets che parlano di un 2017 con un Brent a 59 dollari e un Wti a 56,50, livello molto simile a quello fissato da BlackRock (Sao Paolo: BLAK34.SA - notizie) con un target a 60 dollari sul lungo periodo. Sempre da Rbc Capital Markets arrivano altre raccomandazioni su Chevron (Euronext: CHTEX.NX - notizie) con target a 106 dollari aiutata dal suo posizionamento e dal cash flow. Un fattore particolarmente interessante per gli analisti resta la cedola, solitamente generosa su tutto il settore e che raggiunge punte ragguardevoli nel caso di Royal Dutch Shell (Xetra: A0ET6Q - notizie) con un 7% che ha riscosso la fiducia degli analisti grazie alle strategie messe in atto nel momento di una crisi, quela del petrolio, gestita oculatamente. Altro caso interessante è Bp, per il quale da Barclays (Swiss: BARC.SW - notizie) è stato dato un giudizio overweight con un target a 6 sterline anche in virtù del fatto che la società potrebbe vantare un dividend yield al 6% per l'esercizio finale in corso e per il prossimo.
Guardando ai singoli nomi, inoltre, spicca il ritorno di fiducia su Eni (Londra: 0N9S.L - notizie) , consigliata con un rating Buy e un fair value tra 16 e 16,5 euro secondo quanto stabilito da Fidentiis mentre da Hsbc si preferisce confermare il giudizio Hold e diminuire sensibilmente il target a 14,2 dai precedenti 14,5 euro.
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