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venerdì 14 ottobre 2016

Il petrolio allunga il passo. I titoli oil da comprare ora


Anche in quest'ultima seduta della settimana gli acquisti hanno la meglio sul petrolio che continua a guadagnare terreno nel tentativo di allontanarsi dalla soglia dei 50 dollari al barile riconquistata nelle ultime sedute. Dopo aver chiuso la sessione di ieri con un progresso di mezzo punto percentuale, le quotazioni dell'oro nero fanno ancora meglio oggi, raggiungendo l'area dei 51 dollari, con un incremento dell'1,11% del loro valore.
Ieri è stato diffuso il report sulle scorte strategiche Usa che ha restituito un rialzo, peraltro superiore alle attese, dopo sei settimane consecutive di cali.

Un dato che però non ha frenato la spinta rialzista dell'oro nero, sostenuto ancora dall'attesa di un accordo su un taglio della produzione, dopo l'intesa preliminare raggiunta al termine del meeting di Algeri.

Incertezza su taglio produzione: cosa potrebbe accadere?

C'è ancora molta incertezza su questo fronte e in tanti esprimono dubbio su un taglio dell'output, a partire da Goldman Sachs, i cui analisti lo ritengono prematuro, aggiungendo peraltro che lo stesso potrebbe rivelarsi controproducente se comportasse prezzi del greggio sostenibilmente elevati.

Anche per questo motivo la banca americana lascia invariate le sue stime sul greggio per il 2017 a 52,5 dollari al barile, su valori quindi poco distanti da quelli correnti.
Più di qualcuno crede che un mancato accordo sul taglio della produzione avrà l'effetto di riportare il petrolio al punto di partenza, ossia sui valori ai quali viaggiava prima del meeting di Algeri, motivo per cui bisognerà prepararsi nel caso a rapide discese anche al di sotto dei 45 dollari al barile.

Le strategie degli analisti su ENI, Saipem e Tenaris

Questo clima di incertezza sulle prospettive del greggio pone non pochi dubbi sulle strategie da adottare per i titoli del settore oil a Piazza Affari, sui quali si sono espressi in vario modo diverse banche d'affari nelle ultime giornate.


Per ENI è negativo il giudizio di Exane che nei giorni scorsi ha deciso di avviare la copertura sul titolo con una raccomandazione "underperform" e un prezzo obiettivo a 12,5 euro. Il broker ritiene che la crescita del free cash flow del gruppo italiano sia maggiormente dipendente dall'andamento dei prezzi del greggio.
Meno severo il giudizio di HSBC che suggerisce di mantenere ENI in portafoglio, con un target price rivisto al ribasso da 14,5 a 14,2 euro.
A puntare sul titolo è invece Equita SIM che invita ad acquistare con un fair value a 15,5 euro, con gli analisti convinti che il gruppo sia sulla strada giusta per raggiungere gli obiettivi del piano prefissati a marzo scorso con la possibilità di un miglioramento in corso d'opera.
Per Saipem invece arrivano indicazioni positive da Citigroup, i cui analisti consigliano di acquistare con un prezzo obiettivo a 0,52 euro.

La banca americana fa notare che il titolo da inizio anno mostra una sottoperformance rispetto ai competitors, ma ritiene che i principali fattori negativi siano già scontati nei prezzi correnti.
Anche Mediobanca Securities scommette su Saipem tanto che gli analisti ritengono che sia destinato a sovraperformare il mercato con un target price a 0,47 euro.
Gli analisti credono che i potenziali nuovi contratti potrebbero già migliorare il portafoglio ordini del gruppo che attualmente copre il 70% dei ricavi stimati per il prossimo anno a 9,6 miliardi di euro.
Cautela su Tenaris che è coperto da Berenberg con una raccomandazione "hold" e un prezzo obiettivo a 12,5 euro.

Il broker ritiene che il contesto sia ancora sfidante, pur riconoscendo che il titolo italiano è sostenuto dal bilancio e dai flussi di cassa.
Negativo il giudizio di Kepler Cheuvreux che consiglia di ridurre l'esposizione a Tenaris in portafoglio, con un target price rivisto al rialzo da 9 a 9,7 euro.
La view bearish sul titolo è giustificata alla luce dei dubbi degli analisti relativamente alla strategia del gruppo negli Stati Uniti.

Sotto la lente Saras ed ERG

Sempre Kepler Cheuvreux invita a mantenere in portafoglio Saras, con un fair value ritoccato da 1,5 a 1,55 euro, sulla scia di una revisione al rialzo delle stime sull'utile per azione di quest'anno nell'ordine del 4%.
Un invito all'acquisto arriva dai colleghi di Icbpi che fissano un prezzo obiettivo a 1,6 euro per Saras dopo le buone notizie sul margine di raffinazione medio nell'area del Mediterraneo, salito a circa 4,1 dollari al barile la scorsa settimana.
Infine, a puntare su ERG è Mediobanca Securities con una raccomandazione "outperform" e un fair value a 12,9 euro.

Una conferma positiva che giunge dopo che la società ha perfezionato un accordo con Unicredit che prevede la permuta di tutte le azioni detenute dal gruppo bancario in ERG Renew con 6.012.800 azioni proprie ordinarie ERG, corrispondenti al 4% del capitale della stessa.
Fonte: News Trend Online

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