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lunedì 31 ottobre 2016

IL DAX E NOI COL TERREMOTO

IL LUNEDI’.

Dopo una settimana passata all’insegna del consolidamento laterale ribassista, oggi i principali mercati azionari viaggiano a scartamento ridotto per quanto riguarda i volumi. È probabile che gli operatori attendano di muoversi da domani in poi, in stretta osservazione con l’uscita dei principali dati macro economici di tutta questa ottava.
Siamo in attesa di molte notizie importanti: Ism manifatturiero domani in America, e Pmi europei mercoledì. Sempre di mercoledì la Fed dovrà confermare o meno le indicazioni per quanto riguarda eventuali decisioni sui tassi di interesse, e così pure dicasi giovedì per quanto riguarda la BoE. Giovedì abbiamo poi Ism non manifatturiero Usa, e concludiamo venerdì con i dati dell’occupazione sempre negli USA.
La prima decade di novembre termina poi con le elezioni americane: la data è 8.11.
Come era prevedibile la volatilità è tornata a crescere. Il 25 ottobre avevamo un Atrsu time frame orario per il Ger 30 intorno a 25 punti (media a 14 candele) e adesso siamo a 37: é cresciuto del 50%. Per quanto riguarda il VIX, dai minimi di area 15 già segnalati abbiamo concluso venerdì a 16,55. Vedremo se nella giornata di oggi il supporto di 16,25/16,10 verrà eventualmente interessato, anche se a giudicare dai movimenti di queste prime quattro di contrattazione pare che il mercato non abbia ancora intenzione di svelare una sua direzionalità.
La seduta di oggi pertanto potrebbe essere di non facile interpretazione, anche perché in Europa credo che prima o poi il mercato italiano potrebbe condizionare anche altri listini; temo che le brutte notizie del terremoto possano incidere ancora di più sui conti pubblici e sulla trattativa con l’unione europea, nell’avvicinarsi anche nel nostro caso della scadenza del referendum di dicembre. Non va poi sottovalutato per l’Italia l’ampliarsi dello spread fra Bund e Btp, e anche fra altri titoli periferici quali i bonus spagnoli rispetto al nostro benchmark obbligazionario.

Elezioni Usa e referendum in Italia sono anche oggetti e soggetti per creare turbative sui mercati, in base ai sondaggi. Infatti la scorsa settimana gli operatori erano più tranquilli poiché il vantaggio della Clinton in America sembrava davvero farla dormire fra più di un guanciale, mentre la faccenda dell’inchiesta Fbi sulla sue mail sta creando di nuovo un recupero per Trump, cosa che non aiuta la stabilità dei listini.
Listini peraltro tecnicamente molto fragili, per via delle loro salite sempre caratterizzate da pochi volumi e da partecipazione soltanto opportunistica da parte delle mani forti.

Ancor di più quindi mi sento di consigliare un’operatività molto saggia, anche perché per i trader intraday l’incremento di volatilità è probabile che riservi lo stesso delle buone soddisfazioni.

I massimi di stamattina in zona 10.680 sono resistenza per il Dax future, cui unire anche un successivo livello in alto posizionato a 10.712 e poi 10.740, con top di estensione a 10.783. Attenzione sotto 10.630, che oltre ad essere i minimi di oggi sono anche zona di passaggio della media mobile a 200 periodi orari. Sotto 10.624 cominciano a calare drasticamente i volumi a protezione, e si possono individuare i livelli di supporto a 10.574 10.550 e 10.536. 


Approfitto dello spazio concessomi per ricordare ai nostri lettori che sono rimasti 2 (due) soli posti per il corso di Verona del 4 e 5 novembre prossimi.
Programma e modalità di iscrizione li trovate qui: http://lapidari.it/node/74


Giovanni Lapidari

 

Autore: Giovanni Lapidari  www.lapidari.it

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