-
.....................

PER MANTENERTI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

martedì 11 ottobre 2016

I giapponesi si bevono la Peroni


La Peroni diventa giapponese e finisce nelle mani della Asahi Europe. Un paradosso nel paradosso: il primo perché la birra in questione ha basato da sempre il suo marchio sul fattore ”italianità”, il secondo, nasce dal fatto che la Peroni era in mano straniera già da molto tempo.

Il Giappone preferisce la birra al sakè

Ma nel mercato queste osservazioni passano (e di molto) in secondo piano e così invece del tradizionale sakè, adesso i giapponesi hanno messo gli occhi sulla birra italiana la quale, come detto, italiana non lo è da molto tempo visto che la Peroni da quasi 13 anni è sudafricana, almeno per questioni di proprietà.

Sì, perché se la sua nascita effettiva va fatta risalire al 1864, a Vigevano, nel 2003 passa in mano della Ab Inbev la quale, con l'accordo da oltre 100 miliardi per la fusione con SABMiller, è costretta, per questioni di concorrenza e monopolio, a vendere alcuni marchi minori ma di particolare appeal.
E Peroni è una di queste. Intanto dalla storica azienda fanno sapere che il passaggio non intaccherà minimamente la produzione di una birra che continuerà ad essere prodotta con malto italiano in impianti italiani distribuiti tra Pomezia, Padova e Bari.
Al di là delle considerazioni storico-culturali restano i numeri di un'azienda che, come Birra Peroni, può vantare un bilancio che al 31 marzo 2016 vedeva 360 milioni di euro di ricavi e un utile di 21,5 milioni.

L'accordo perfezionato 

Intanto è arrivato l'ultimo tassello per completare il complesso cammino per la fusione tra SaBMiller e Ab InBev: gli azionisti della società britannica hanno detto sì all'operazione con oltre il 95% dei voti favorevoli su un minimo del 75% necessario per approvare l'istanza.

In tutto questo il
 colosso Usa del tabacco Altria ha portato al 9,6% la sua partecipazione nella nuova creatura appena nata, la Ab Inbev-SabMiller con l'opzione del diritto di voto oltre a un compenso di circa 5,3 miliardi di dollari.

Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento