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giovedì 20 ottobre 2016

I gestori temono diversi cigni neri. Come e dove investire ora


Dopo le incertezze delle ultime settimane i mercati azionari internazionali sono riusciti a recuperare terreno, basti pensare che il Nikkei 225 proprio quest'oggi si è riportato sui livelli di fine maggio, mentre in America gli indici si confermano a poca distanza dai massimi storci. Anche per le Borse europee il sentiment è migliorato e a tal proposito segnaliamo che Piazza Affari ha visto il Ftse Mib riportarsi nelle ultime ore appena sopra i 17.000 punti, livello che aveva abbandonato nella prima decade di settembre.

Avversione al rischio sui massimi: gestori più pessimisti

Il miglioramento dei mercati azionari non sembra trovare riscontro nell'ultimo sondaggio realizzato da Bank of America-Merril Lynch, da cui è emerso un quadro sostanzialmente improntato al pessimismo.


Dall'indagine condotta tra il 7 e il 13 ottobre con il coinvolgimento di 213 grandi gestori in tutto il mondo, si evince che l'avversione al rischio è sui massimi, basti pensare che i livelli di cassa si sono portati al top degli ultimi 15 anni.
Il livello di liquidità nei portafoglio dei fund managers è salito al 5,8% rispetto al 5,5% di settembre per trovare un valore così elevato bisogna tornare indietro addirittura all'autunno del 2001, ossia dopo l'attentato alle Torri Gemelle di New York.

Quattro i timori che preoccupano di più

Diversi sono i fattori che inducono i gestori ad una simile cautela, a partire dal rischio di una profonda crisi dell'Unione europea, tanto che il 20% teme una disintegrazione della stessa.

A ciò si aggiunge il timore di un crollo dei prezzi obbligazionario e di spread creditizi crescenti, mentre il 17% degli interpellati è preoccupato per un'eventuale vittoria del repubblicano Donald Trump alle elezioni presidenziali americane. Un altro possibile cigno nero è dato dall'aumento dell'inflazione americana, tanto che gli investitori hanno incrementato le loro aspettative d'inflazione ai massimi da 16 mesi per gli Stati Uniti. 

Meno pessimismo sull'Europa

Quanto alle preoccupazioni per l'area euro, c'è da dire che i fund manager non si aspettano una recessione economica in Europa.

Non a caso c'è meno pessimismo sulle condizioni della congiuntura del Vecchio Continente rispetto a quanto emerso nell'indagine di settembre. Le previsioni sulla crescita nell'orizzonte temporale di 12 mesi sono migliorate, mentre le aspettative sull'inflazione sono al top da un anno, con il 59% degli intervista che prevede una dinamica dei prezzi al consumo più forte nei prossimi 12 mesi.
Quanto alla politica monetaria, l'idea è che sia abbastanza stimolante, mentre quella fiscale viene giudicata troppo restrittiva dal 38% dei fund manager.

Ad ottobre si è avuto inoltre un miglioramento dell'outlook sugli utili, anche se quasi li 75% dei gestori non prevede una crescita a doppia cifra dell'utile per azione nei prossimi 12 mesi.

Come investono i fund manager

Quanto all'allocazione di portafoglio, dal sondaggio emerge ancora una certa cautela sulla Borsa di Tokyo, sebbene il sottopeso sulla stessa sia diminuito rispetto a settembre.
Nessuna variazione invece per l'esposizione ai mercati azionari europei e americani, mentre si guarda con più interesse alle Borse dei mercati emergenti.
Infine, i gestori accordano la loro preferenza alle azioni di qualità e ai corporate bond ad alto merito di credito sia in America che in Europa, mentre per la prima volta dal 2012 viene abbandonata la sottoesposizione alle materie prime.
Fonte: News Trend Online

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