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giovedì 6 ottobre 2016

I 5 motivi per cui l’oro è in caduta libera

Un asset gonfiato oppure un crollo speculativo? L’unica certezza è che il metallo giallo sta scendendo in caduta libera dagli oltre 1.300 dollari l’oncia a 1.282, riavvicinandosi ai livelli del post Brexit. Perchè?

Deutsche Bank

Una prima impressione potrebbe chiamare alla mente il caso Deutsche Bank: le difficoltà della banca tedesca, accusata dalle autorità statunitensi di aver favorito la nascita e poi lo scoppio della bolla dei subprime con la conseguente crisi, potrebbero aver avuto un primo impatto negativo sull’oro visto che il colosso del credito berlinese è anche uno dei maggiori intermediari a livello mondiale sul mercato aurifero.
 

Dollaro Usa 

Andando oltre le questioni di cronaca finanziaria, è bene ricordare le motivazioni più profonde, quelle che da sempre riguardano gli equilibri tra oro e valute.

Prima di tutto il peso del dollaro il quale a sua volta ha un peso anche nelle vicende delle materie prime, quotate con il biglietto verde. Il rapporto inversamente proporzionale fra i due vuole, come regola, che a un appesantimento del biglietto verde faccia seguito un calo delle valutazioni dell’oro.
 
 

Inflazione e petrolio

Sempre sul fronte Usa, si guarda però questa volta all’inflazione e cioè al rialzo dei prezzi previsto sia sul lungo periodo sia una volta che l’Opec avrà perfezionato l’accordo annunciato la settimana scorsa, accordo che vede una serie di tagli (la cui entità paese per paese sarà stabilita nella riunione del prossimo 30 novembre) sulla produzione del greggio.

Logica vuole che l’oro in fase di previsto aumento dell’inflazione, aumenti di valore perchè considerato una difesa. Ma c’è inflazione e inflazione. Finora il mercato è stato contraddistinto da tassi di interesse a 0 o da rendimenti negativi e da deflazione diffusa: in questo caso (del tutto eccezionale nella storia) i bond perdono ogni sorta di attrattiva e l’oro resta l’unico rifugio quindi, paradossalmente, il metallo giallo ha visto un incremento forte molto più ampio con la deflazione attuale.  Una crescita che è stata sgonfiata dal fattore dei bond indicizzati all’inflazione i quali, nel gioco dei pesi e contrappesi, con l’aumento del costo del denaro, tornano ad affascinare gli investitori. 

Tassi di interesse e incognita Fed

Ancora Usa tra li primi carnefici dell’oro.

Il rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed è ormai arrivata ai limiti del tollerabile se non altro perchè nei giorni scorsi si era già intuito che il passo decisivo non poteva più essere procrastinato: Jeffrey Lacker (Fed Richmond) e Loretta Mester (Fed Cleveland) hanno invocato una stretta, la seconda parlando già di novembre come primo step per una revisione, il primo, invece, fomentando il fantasma di una perdita di controllo dell’inflazione che potrebbe poi costringere a una serie di provvedimenti più aspri per riuscire a stabilizzare la situazione.

Elezioni Usa

Infine, se proprio si vuole vedere Washington come il mandante di un'esecuzione, allora è bene citare anche la perdita del 4% delle quotazioni del metallo giallo dopo il primo scontro Tv tra i due candidati alal Casa Bianca e cioè la democratica Hillary Clinton e il repubblicano Donald Trump.

Anche qui il motivo è facilmente individuabile: per i mercati la Clinton, vincitrice del primo round dei tre incontri, è la scelta più rassicurante. E dove c'è sicurezza non c'è bisogno di comprare oro.  
Fonte: News Trend Online

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