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lunedì 10 ottobre 2016

Fmi, prossima crisi? Geithner e Lewis sul palco:mercati indifesi

Washington, 9 ott. (askanews) - La prossima crisi finanziaria, ancora indeterminata nei suoi tempi e nella sua 'scintilla' di origine, vede gli Stati Uniti drammaticamente impreparati. Da un lato sono state rimosse parte delle difese che hanno consentito a Washington e al mondo di superare con fatica la peggiore crisi agli anni '30. Dall'altro i comportamenti di Wall Street sono cambiati in minima parte, creando le premesse per nuovi problemi. Lo hanno detto con forza, sulla platea del Fondo Monetario Internazionale di Washington, l'ex segretario al Tesoro Usa, Timothy Geithner, che nella gestione di quei momenti drammatici ha avuto un ruolo fondamentale, e Michael Lewis, lo scrittore che ha fatto conoscere al mondo con libri come "The Big Short", le dinamiche distruttive della grande finanza.
Entrambi, significativamente invitati da Christine Lagarde, numero uno del Fondo Monetario Internazionale, a raccontare le loro esperienze sul palco del quartier generale dell'istituzione nelle ore finali degli incontri annuali del Fmi.
"Vivere con gli attuali vincoli - ha detto Geithner, attualmente presidente della società finanziarie Warburg Pincus - è pericoloso per gli Stati Uniti. Ed è anche irresponsabile data l'importanza del sistema finanziario statunitense e del dollaro per l'economia mondiale".
Se gli Stati Uniti sono riusciti a varare interventi di emergenza durante la crisi del 2008, che hanno consentito di salvare istituzioni sistemiche che in caso contrario avrebbero fatto crollare l'economia mondiale, è stato anche grazie - ha spiegato Geithner - alla discrezionalità con la quale si sono potuti varare i primi interventi. E invece oggi " "le democrazie si sono evolute in una strada di controlli e contrappesi per circostanze nelle quali invece sarebbe giusto fornire discrezionalità per gli interventi di emergenza. Occorre dunque fornire più discrezionalità e potere negli arsenali della finanza".

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