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venerdì 28 ottobre 2016

ENI punita dopo la trimestrale, ma gli analisti dicono buy


Non supera indenne la prova della trimestrale Eni, che in scia alla diffusione dei nuovi conti si colloca a fine mattinata tra i titoli peggiori del Ftse Mib e condiziona la performance del listino milanese (-0.71%)
Il titolo del cane a sei zampe scambia al momento a 13,47, in calo del 2,04% dopo essersi spinto fino a un minimo intraday a 13,42 euro, e con oltre 8 milioni di azioni transitate sul mercato fino ad ora, rispetto alla media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 15,6 milioni di pezzi.

Dati sottotono

A pesare sulla brutta performance odierna la comunicazione questa mattina di una trimestrale piuttosto sottotono.

I ricavi di Eni al 30 settembre sono stati pari a 39,88 miliardi di euro, da mettere a confronto con i 57,33 miliardi dello stesso periodo del 2015. In calo anche l’utile operativo adjusted, 1,03 miliardi di euro a fronte dei 4,56 miliardi dei primi nove mesi dell'anno scorso.
Negativo agli occhi degli operatori è soprattutto il risultato dell'indebitamento netto pari a 16,01 miliardi di euro, in calo dunque di 0,86 miliardi rispetto al dato del 2015, ma in crescita di 2,19 miliardi rispetto al trimestre scorso.
Salta inoltre agli occhi il dato sul flusso di cassa netto da attività operativa del trimestre, (1,33 miliardi di euro), che non riesce a coprire il fabbisogno per l'acconto del dividendo 2016, pari a 1,41 miliardi, e le spese per investimenti del periodo (poco più di 2 miliardi).

La view di Kepler e Equita

La diffusione dei nuovi numeri trimestrali non ha comunque scosso la fiducia in Eni degli analisti, per i quali il titolo resta un "must have".

Mantengono infatti una view rialzista quasi tutti gli esperti che sono tornati a occuparsi oggi del titolo. 
Per gli analisti di Kepler Cheuvreux, al netto di risultati in parte sotto il consenso, Eni ha confermato "tutti i target chiave" previsti. "Ancora debole, nel complesso, la generazione di flusso di cassa", si legge nel loro report.
Ma viene anche evidenziato che a fronte di un risultato netto inferiore alle attese, ha battuto le precvisioni del consenso la gestione operativa. Kepler dunque conferma dunque la raccomandazione 'Buy' con target price a 16 euro.
E assecondano i colleghi nell'accordare fiducia al titolo del cane a sei zampe anche gli analisti di Equita Sim.

Per essi, la flessione dell'Ebit è "in linea con le attese", mentre è superiore alle stime il dato sul debito. Il calo dell'Ebit si deve "prevalentemente al calo del prezzo del greggio e del gas nel periodo in considerazione (-9% a/a), solo in parte compensato dal taglio costi."
"Risulta migliore rispetto alle stime la divisione E&P, che registra 644 mln (-30% a/a)" affermano gli esperti, mentre è "al di sotto delle attese la divisione G&P, che ha mostrato una perdita di 374 mln (469 mln di perdita in nel terzo trimestre 2015)."
"Riteniamo che il set di risultati" conclude la Sim milanese "abbia risvolti leggermente negativi per il titolo per la minor  generazione di cassa rispetto alle attese". Viene comunque mantenuto un rating buy con prezzo obiettivo a 15,50 euro.

Mediobanca Securities: Eni manterrà il dividendo

Eni è un titolo da tenere in portafoglio nel lungo termine, nonostante le difficoltà registrate nel trimestrale, anche per Mediobanca Securities, che conferma il rating Outperform e fissa sul titolo un target price a 18,5 euro.

Gli analisti della banca d'affari mettono comunque in evidenza i dati inferiori alle attese dell'utile operativo e dell'utile netto rettificato. Inoltre, fanno notare che "la societa' non ha dato alcun aggiornamento materiale sulle cessioni di asset, anche se il management probabilmente lo fornira' durante la conference call".
Fiducia viene espressa infine da Mediobanca sulla possibilità che Eni riesca a "coprire il dividendo" con la crescita organica.

Banca Akros punta crescita produzione e yield

Gli analisti di Banca Akros fanno notare che i nuovi dati mostrano "un set di risultati in calo rispetto allo scorso anno, principalmente per il peggioramento della divisione E&P", ma non possono "essere considerati un catalizzatore per l'azione." Per Akros, "l'interessante dividend yield di circa il 5,9%", la crescita della produzione e l'esito positivo del processo di turnaround "rendono Eni un'interessante opportunita' di investimento".

Dunque, raccomandazione 'Buy' e prezzo obiettivo a 18 euro.


Il parere di Banca Imi

Infine, va in controtendenza rispetto alle indicazioni degli altri analisti la raccomandazione di Banca Imi, che fornisce una raccomandazione 'Hold e fissa il target price a 13,9 euro.
Per Imi, la trimestrale rivela numeri "superiori alle nostre attese, ma inferiori al consenso" rispetto a Ebit adjusted e risultato netto adjusted. Maggiori dubbi inoltre gli analisti di Imi nutrono rispetto alla sostenibilità del dividendo, per il quale non escludono "i rischi di un possibile taglio" 
Fonte: News Trend Online

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