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giovedì 13 ottobre 2016

Ecco 3 titoli che non temono trimestrali e rialzo dei tassi Fed


La stagione delle trimestrali USA, avverte John Persinos dalle pagine di TheStreet, non è cominciata nel migliore dei modi. Brutta giornata martedì, con la scivolata dei mercati dopo i primi numeri venuti dal gigante dell'alluminio Alcoa, i cui risultati societari per il trimestre appena concluso hanno disatteso le previsioni degli analisti.
I deboli numeri di Alcoa, considerata una specie di barometro delle fluttuazioni economiche, hanno spaventato gli investitori. Ad aumentare i timori, le fibrillazioni del greggio e l'atteso rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed che potrebbe mettere la parola fine all'era del bull market.

Ieri le minute del Fomc non hanno riservato particolari sorprese. Si viene a sapere che il board ritiene opportuno agire "relativamente presto". Insomma, ancora incertezza.
La parola d'ordine per resistere agli accidenti finanziari di periodo e e agli umori dei prezzi del petrolio è allora "crescita difensiva", dice Persinos. Che fornisce tre consigli d'acquisto su blue chips dalle valutazioni attraenti, affidabili, e che permettono di posizionarsi bene in una fase di mercato dominata dall'ansia.

Eccoli 

Bank of Nova Scotia (NYSE: BNS) 

Prima indicazione buy per la canadese Bank of Nova Scotia. Con un attivo netto di 857 milioni di dollari, la cosiddetta Scotiabank è una delle meglio gestite al mondo ed è ben posizionata per fare bene nell'ultima parte dell'anno e oltre.
Con sede a Toronto, la banca gode i vantaggi di una sapiente diversificazione sia in termini geografici che di business. La legislazione canadese, suggerisce Persinos, impone delle restrizioni alla competizione da parte di banche straniere nel mercato domestico oltre a standard di sorveglianza maggiori di quanto avvenga negli Stati Uniti: controlli che alla luce del recente scandalo Wells Fargo si dimostrano di buon senso.
Il rapporto prezzo/utili nei dodici mesi è di 12,41, a fronte di una media di 15,48 per il settore. Le azioni passano attualmente di mano a circa 53 dollari.

I sedici analisti che coprono il titolo forniscono un target price medio di 74,50 dollari, mentre la stima più alta è di 78 dollari. 

Johnson & Johnson (JNJ) 

E il secondo consiglio d'acquisto per chi vuole proteggersi in una fase di incertezza è per Johnson & Johnson.
Con una capitalizzazione di mercato di 324 miliardi, e un portafoglio di prodotti di consumo estremamente diversificato, il gigante dell'Health Care americano è la prima scelta da tenere in considerazione soprattutto per chi punta su una strategia di solidi ritorni a lungo termine. Sulle credenziali del gruppo c’è poco da dire.

Johnson & Johnson è una delle due uniche società rimaste, insieme a Microsoft, che possono vantare l’ambita tripla A nel ranking di Standard & Poor's.
Ma la solidità del marchio non è l’unica credenziale per la società. La generazione dei baby boomers sta invecchiando e ciò offre a tutto il comparto sanità ottime prospettive per il futuro.
Tre principali aree di business per la multinazionale: beni di consumo, apparecchiature mediche e prodotti farmaceutici. E tutti e tre con ricavi stabili che assicurano continuità nello stacco della  cedola, con rendimento dei dividendi in crescita per 43 anni consecutivi (il dividend yield di quest'anno è del 2,67%)
Il titolo scambia intorno ai 118 dollari, a fronte di un target price medio fornito dai 19 analisti che seguono il titolo di 130 dollari (142 dollari la stima più alta)

Qualcomm Inc.

(NASDAQ: QCOM) 

L'ultimo suggerimento fornito dal team di TheStreet è per il colosso dei semiconduttori Qualcomm, uno dei maggiori produttori mondiali di chip. La società, che vanta una capitalizzazione di mercato di 97 miliardi di dollari, è posizionata come nessun'altra nel mercato globale degli smartphone.
I processori della casa si trovano in un gran numero di device di alta gamma e i suoi componenti dominano nel settore (è fornitore di Apple per l’Iphone 7s). I ricavi riportati nel terzo trimestre hanno battuto le stime di Wall Street. E gli ultimi dati provenienti dalla Cina, dove i nuovi prodotti del gruppo stanno guadagnando quote consistenti di mercato lasciano presagire ulteriori buone notizie.
Qualcomm ha un price-earnings ratio di 19,31, a fronte di una media di 24,8 del comparto. Gli azionisti ricevono un dividendo del 3,2%.
Fonte: News Trend Online

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