-
.....................

PER MANTENERTI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

giovedì 20 ottobre 2016

E se vince Trump?


I sondaggi sulle elezioni statunitensi danno per vincente la democratica Hillary Clinton con un margine di vantaggio piuttosto volatile e che va dal 12% al 4%, margine che, in altre occasioni, sarebbe bastato per far dormire sonni tranquilli a tutta la delegazione del partito.

La spada di Damocle

Eppure queste elezioni sono tra le più insidiose degli ultimi anni proprio perché la fascia dei potenziali indecisi potrebbe essere più ampia fra i democratici della Clinton che non tra i repubblicani di Trump.

In quest'ultimo caso a loro favore potrebbe giocare non solo la voglia di riscatto per le (numerose) gaffe di un candidato che alle spalle non ha alcuna carriera politica ma anche pressioni particolarmente forti come quelle che muoverebbero l'elettorato costituito dalla classe media dei lavoratori del midwest penalizzati in prima persona contemporaneamente dalla crisi economica e dai vari accordi internazionali a suo tempo siglati dall'amministrazione Clinton con i quali molte società e diverse multinazionali hanno avuto la possibilità di spostare le proprie sedi in altre nazioni con conseguenti licenziamenti in massa tra la forza lavoro statunitense.

E se vince Trump? 

Alla luce di tutto questo non è da escludere un possibile colpo di scena e cioè l'arrivo di un Donald Trump alla Casa Bianca.

In questo caso il team Research & Investment Strategy di AXA Investment Managers evidenzia i possibili scenari all'indomani delle elezioni. Sul breve termine è facile prevedere uno stimolo fiscale più consistente con una crescita del PIL più robusta. Inoltre, come da Trump stesso più volte sottolineato, sarà possibile prevedere un incremento della stretta monetaria da parte della Fed a tutto vantaggio di un dollaro più forte e rendimenti dei Treasury decennali più alti.

Ma da AXA sottolineano che l'appoggio dei repubblicani ad un Trump presidente, non sarebbe sempre scontato perciò "Nel caso in cui Trump debba rispettare l’ortodossia repubblicana, il piano di incentivi per le aziende farebbe salire il PIL nei prossimi tre anni e probabilmente accelererebbe la stretta monetaria da parte della Federal Reserve.
Presupponiamo incentivi per 400 miliardi di dollari con un moltiplicatore fiscale di 0,6 circa. Questa accelerazione farebbe dunque aumentare la crescita di oltre 1 punto percentuale, ridurrebbe la disoccupazione e farebbe salire i salari, alimentando i consumi privati." 

La view sul lungo periodo

Ma l'atteggiamento del Tycoon potrebbe rivelarsi negativo sul medio-lungo periodo.

In particolare quando si vedrebbero i primi risultati di un'azione sulla politica economica Usa piuttosto aggressiva. Orientativamente tra il 2018 e il 2019 arriverebbero i primi provvedimenti della politica commerciale più protezionista voluta da Trump il quale ha sempre parlato di dazi sulle merci importate da Cina e Messico.
Proprio sui rapporti con la nazione centramericana, in molti hanno visto la reazione del Peso messicano come un possibile termometro circa l'andamento della campagna elettorale: dopo l'ultimo scontro televisivo tra la Clinton e Trump, avvenuto ieri sera e che ha avuto toni particolarmente accesi, la valuta di Città del Messico ha raggiunto i massimi delle ultime sei settimane delineando perciò la perdita di appeal del repubblicano.

Solitamente il terzo incontro è quello che ha meno impatto a livello elettorale proprio perché, nel frattempo, la fascia di elettori indecisi si è assottigliata. Guardando però alle implicazioni sul dollaro in caso di un'elezione di Trump, da AXA sottolineano come il dollaro potrebbe arrivare entro fine anno intorno a 1,05 sull’euro oppure, in caso di vittoria di Clinton, a 1,08.

Gli scenari

Ma tra le opzioni c'è anche una possibilità diversa: Trump, data la sua campagna fortemente eterodossa, si è attirato le antipatie di una grossa fetta dei repubblicani i quali, qualora venisse eletto presidente, non è detto che appoggino in maniera incondizionata le sue iniziative.

Per questo motivo tra gli scenari previsti da Axa, oltre che una vittoria di Clinton alla Casa Bianca e un controllo dei repubblicani per quanto riguarda il Congresso, eventualità che si oppone all'altra e cioè quella di Trump alla Casa Bianca appoggiato dalla sua squadra anche tra Camera e Senato, ci sarebbe uno scenario in cui Trump presidente saraÌ€ frenato dai Repubblicani.
In quest'ultimo caso allora, come scritto nel report “ l’ampia divergenza nella politica monetaria dovrebbe mantenere il dollaro forte. In caso di vittoria totale di Trump, inizialmente il dollaro saliraÌ€ molto, seguito poi da una flessione a fronte del deterioramento dell’economia e delle aspettative di tagli ai tassi di interesse.

Nel lungo termine, confermiamo le nostre stime di valore equo sulla base della paritaÌ€ del potere di acquisto, in questo momento a 1,09.”
Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento