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lunedì 10 ottobre 2016

Draghi, Qe avanti fino a marzo e oltre se necessario

 Il Quantitative easing, la politica monetaria attraverso la quale la Banca centrale europea immette liquidità nel sistema, proseguirà fino alla fine di marzo o oltre se necessario. A dirlo è il presidente della Bce, Mario Draghi.
«OPPORTUNITÀ PER ATTUARE LE RIFORME». Per Draghi il Qe offre un'«unica finestra di opportunità per l'attuazione di riforme strutturali», sottolineando che queste, insieme a un politica di bilancio che sostenga la crescita, «consentiranno all'economia dell'area euro di raccogliere tutti i benefici delle misure di politica monetaria, portando a una crescita economica maggiore e sostenibile e rendendo il sistema più forte di fronte agli shock».
«LA BCE AGIRÀ CON TUTTI I MEZZI». Il numero uno della Bce ribadisce che l'istituto di Francoforte «agirà con tutti gli strumenti disponibili nell'ambito del suo mandato» se necessario. Draghi sottolinea anche che «la politica monetaria dell'Eurozona offre l'impeto necessario alla ripresa dell'area euro per rafforzarsi e all'inflazione per tornare gradualmente ai livelli in linea con il nostro obiettivo».
BANCHE PIÙ FORTI. La posizione di capitale delle banche e la loro resistenza si è rafforzata, restano comunque sfide sul fronte della redditività. Per il presidente della Bce l'attuale outlook debole della crescita resta un nodo, con i bassi tassi di interesse e la curva dei rendimenti piatta che hanno effetto su quelle banche che dipendono dalla trasformazione delle scadenze.
«L'ECONOMIA RESISTE ALL'INCERTEZZA». Dal discorso di Draghi trapela anche una nota di ottimismo: «Le informazioni continuano a indicare che l'economia è resistente all'incertezza politica ed economica in Europa e nel mondo. Le prospettive per la crescita dell'area euro restano moderate». Per questo una «ripresa forte e sostenibile dell'economia dell'area euro è il miglior contributo che possiamo dare a una crescita mondiale bilanciata e inclusiva. La Bce continuerà a giocare la sua parte».
VISCO: «MAI PARLATO DI TAPERING». Intanto il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, ha sottolineato che la Bce non ha «mai parlato ditapering» (ovvero di rallentamento di acquisto di asset, ndr). Quindi il Qe «andrà avanti fino a marzo e oltre se necessario. Stiamo guardando ad alcuni aspetti tecnici all'interno del programma» afferma Visco, sottolineando che pur non potendosi fermare di colpo, «non abbiamo discusso ora come uscire».
Non solo, il quantative easing, se necessario, sarà esteso: «dipende dall'inflazione. Vedremo come si evolve, nei prossimi mesi ci sarà l'effetto dei prezzi del petrolio. Secondo le nostre proiezioni c'è un movimento verso il 2% nei prossimi due anni. Prendiamo sempre in considerazione i mercati. La loro valutazione è più o meno in linea con la nostra. La crescita è ancora piuttosto lenta» mette in evidenza il governatore. 

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