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mercoledì 19 ottobre 2016

Dilemma Bce: come archiviare il QE senza far paura ai mercati


C’è una certa attesa per la conferenza stampa che Mario Draghi terrà domani a margine della sessione di ottobre del consiglio direttivo della Bce. E' ampiamente condivisa l'idea che bisognerà attendere la riunione di dicembre per le decisioni vere e proprie sulla sorte del Quantitative Easing, il piano di alleggerimento quantitativo la cui scadenza, dopo la proroga di sei mesi fa, è adesso ufficialmente fissata per il marzo del 2017.
Ma il "tono" che il Governatore centrale sceglierà di usare domani potrebbe essere un buon indicatore per i mercati sull'orientamento dei banchieri centrali, alle prese con il dilemma tra modifiche espansive dei parametri per gli acquisti di bond e titoli e le sempre più insistenti voci di un prossimo avvio del tapering, la riduzione graduale de.  

Le nuove voci sull'avvio del tapering

Ad alzare negli ultimi giorni il livello di attenzione sull’appuntamento erano state le indiscrezioni filtrate un paio di settimane fa dall’agenzia Bloomberg, secondo cui la Banca Centrale si starebbe sempre di più orientando verso una conferma dell'avvio del "tapering".
Bloomberg, citando fonti interne alla stessa Bce, suggeriva che il calendario di uscita graduale su cui i banchieri avrebbero trovato un’intesa di massima prevederebbe una riduzione degli acquisti di bond e titoli al ritmo di 10 miliardi al mese, senza specificare se l’inversione di marcia troverà attuazione da subito: se davvero l’intesa dovesse avere come base di partenza aprile, il piano si esaurirebbe entro il 2017. 
La reazioni nervosa dei mercati, che cercano segnali su cosa accadrà dopo quella data, hanno spinto lo stesso Draghi a intervenire nei giorni per smorzare le voci. 
Draghi aveva già comuque ribadito in diverse occasioni che il tema non è stato argomento dell'ultimo consiglio direttivo.

E nelle ore scorse ha ribadito la volontà di lasciarsi le porte aperte di qui alla scadenza, dichiarando che la Bce ha tutta l'intenzione di proseguire fino a marzo “e anche oltre” se necessario. Il che, come indicato dal Sole 24 ore oggi, lascia pensare che le voci che hanno innescato il clamore a inizio ottobre siano state sono la conseguenza di una “discussione tecnica” non ufficiale tra i membri del consiglio.
La maggior parte degli economisti ritiene che il programma sarà alla fine allungato di sei mesi, il che porterebbe altri 500 miliardi di nuovi acquisti.

I temi di domani

Quella di domani sarà la quinta riunione consecutiva che lascia immutato lo schema da 80 miliardi al mese.

Per il Wall Street Journal, il compito di Draghi nella comunicazione di domani sarà soprattutto quello di trovare “un delicato equilibrio” tra esigenza di rassicurare gli investitori sulla capacità della Bce di dare nuovo impulso a un piano che ha già raggiunto quota 1,7mila miliardi e la volontà di mantenere un certo riserbo sulle prossime mosse.
Da un lato, il piano, come messo in evidenza da molti, ha infatti ormai raggiunto livelli di soglia che ne rendono difficile il proseguimento.

Marchel Alexandrovich, economista di Jefferies, prevede che con le attuali regole la quantità disponibile di bond tedeschi da acquistare potrebbe esaurirsi in un paio di mesi. E d'altra parte ogni estensione implica una revisione dei parametri sugli acquisti che alcuni paesi, a cominciare dalla Germania, potrebbero ostacolare. 
Dall’altro, l’eventuale retromarcia del piano di espansione della politica monetaria lascia ancora irrisolti molti dei problemi che esso era chiamato a risolvere.

A partire dai dati sull’inflazione. Non ha infatti scaldato più di tanto il piccolo segnale di quel +0,4% di settembre dopo il +0,2% di agosto. Dato che per Howard Archer, di Ihs Markit, “dimostra che la Bce ha ancora del lavoro da fare”.
Qualche sorpresa potrebbe però se Draghi dovesse leggere in maniera diversa rispetto al mercato i nuovi dati su crescita e inflazione.
Per il resto, quello di domani sarà probabilmente un’occasione per spegnere al momento le speculazioni sulle date. L’unica certezza tra gli operatori è infatti che le decisioni di marzo non arriveranno a sorpresa. 
Fonte: News Trend Online

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