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lunedì 10 ottobre 2016

Clinton-Trump al veleno. Ma il mercato va per la sua strada

Insulti e minacce. Poi, miracolosamente, una domanda dal pubblico ("Cosa apprezza del suo avversario?"), cui entrambi i candidati rispondono con un certo fair play, arriva nel finale a sciogliere la tensione di una serata condizionata dalle polemiche sulle frasi sessiste del repubblicano, che hanno inevitabilmente contribuito a rendere ancor più avvelenato rispetto al primo il secondo dibattito presidenziale.

Clinton ancora in testa

Anche questa volta gli instant poll danno vincitrice la candidata democratica.

Per la Cnn, Clinton si aggiudica un 57% del favore degli intervistati contro il 34% del suo avversario. A Trump, non è comunque andata tutto sommato malissimo. Chi si aspettava di vederlo al tappeto o addirittura in procinto di ritirarsi ha dovuto ancora fare i conti con la tenacia dell'uomo.
Qualcuno ha ricordato che il funerale della sua campagna elettorale è stato già celebrato diverse volte: in occasione delle frasi infelici sugli immigrati messicani “violentatori”. O quando ha sferrato un attacco personale contro i genitori musulmani di un sodato americano morto in Iraq.
E anche questa volta Trump ha dimostrato di saper bene incassare i colpi.

Riuscendo anche in certi momenti, superata una prima fase prevedibilmente in difesa, a mettere una certa pressione sulla rivale.  

La polemica sulle registrazioni rubate

D'altra parte, il candidato repubblicano sapeva che sarebbe stato un inizio in salita. A poco meno di un mese dal voto, Trump è all’angolo, costretto a fronteggiare la più grave crisi dei suoi sedici mesi di campagna elettorale, dopo la tempesta scatenata dalla registrazione di vecchi commenti sulle donne rese pubbliche venerdì scorso.

E il secondo dibattito presidenziale non poteva che cominciare dall'argomento del giorno: con le frasi del 2005 in cui Trump si vanta che una star come lui può "fare tutto" alle donne.
Trump ha prevedibilmente cercato di archiviare il prima possibile la questione."Erano chiacchiere da spogliatoio", si è difeso.
"Non ne sono orgoglioso. Mi sono scusato con la mia famiglia. Mi sono scusato con il popolo americano.E’ ovvio che non ne sono orgoglioso, ma erano chiacchiere da spogliatoio."E tira subito avanti spostando l'attenzione sul suo piano di "rifare l'America". Ma gli sforzi del tycoon si infrangono contro le domande del moderatore Anderson Cooper, che per ben quattro volte riprende l’argomento.
Era dunque inevitabile che alla fine, come previsto, reagisse come ha reagito.

Ovvero cercando di ribaltare l'argomento sesso sulle vicissitudini sentimentali della famiglia Clinton. "Le mie sono parole", è stato il messaggio che ha cercato di far passare, mentre le accuse di stupro all'ex presidente sono fatti reali.  

Gli altri temi

Poi tornano i tradizionali argomenti dei due candidati.
Dalle accuse del repubblicano sulle mail rubate a Clinton all'offensiva della democratica sulla politica estera del suo avversario: Clinton riprende le accuse al repubblicano per le sue dichiarazioni concilianti su Putin. Ma Trump riduce la polemica dichiarandosi del tutto estraneo a legami con il russo e limitandosi a dire che "sarebbe un bene andare d'accordo con la Russia".

Soprattutto in funzione anti-Isis.
Torna, stimolata dalla domanda di uno dei cittadini presenti in sala, la discusssione sugli effetti dell’Obamacare. Clinton difende la riforma del presidente in carica pur prevedendo alcuni miglioramenti sul fronte dei costi. Trump la bolla come un disastro che costa agli americani e distrugge la competizione tra le società di asicurazione.

La reazione sui mercati

E gli effetti di mercato del secondo dibattito presidenziale non hanno tardato a farsi sentire.

“Se vuoi sapere di sta vincendo il dibattito presidenziale di domenica sera" avverte la Cnbc, "basta che guardi il peso messicano.”
E se nei momenti della polemica sulle frasi incriminate di Trump la moneta messicana è schizzata in su del 2%, è anche vero che il riassestamento seguito subito dopo, quando il repubblicano ha spostato la discussione sulle 30000 mail della Clinton, mostra che il dibattito di ieri sera non ha cambiato granché nella percezione da parte dei mercati del risultato elettorale.
"Qualcuno", ha detto Adam Button, di ForexLive.com, "pensava che sarebbe stato il colpo finale per Trump, ma il repubblicano si è comportato bene." 
Ma in generale, i mercati sono più orientati a considerare verosimile una vittoria della Clinton.

E guardano alla vittoria della democratica come a un fattore tranquillizzante, vista la lunga frequentazione del potere dell’ex first lady che non minaccia dunque eccessivi scossoni.
Molta più incertezza c’è invece su come una amministrazione Trump gestirebbe dossier sensibili per Wall Street come i rapporti commerciali con i paesi stranieri, la politica estera degli Stati Uniti, o il ruolo della Fed, da tempo obiettivo polemico della campagna elettorale del tycoon.
Non è possibile ovviamente prevedere quanto ci sia di propaganda e quanto di reale progetto politico nelle promesse del repubblicano di rinegoziare il North American Free Trade Agreement (NAFTA) e in generale di applicare nuove pesanti dazi sulle importazioni.

Per il momento comunque, i mercati stann oancora alla finestra. 

Fonte: News Trend Online

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