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lunedì 31 ottobre 2016

Cina, il nuovo programma di Swap non è un revival anni '90


Michael Lai, responsabile delle strategie azionarie Cina e Asia-Pacifico di GAM, spiega che la prima reazione degli investitori all’annuncio di un ulteriore programma di Swap tra debito ed equity da parte della Cina è stata di scetticismo.
Il programma è sviluppato in modo da fornire maggior respiro a società sane con posizioni debitorie gravose, società che stanno aumentando sempre più in numero per via del continuo rallentamento economico - spiega Michael Lai -.

Il programma darà ai finanziatori una quota azionaria delle società in cambio di un alleggerimento del debito. Non avranno i criteri per rientrare nel programma aziende molto indebitate senza alcuna speranza di sopravvivere, come ad esempio le cosiddette “società zombie”, già in perdita, e quelle che hanno mancato il pagamento degli interessi o che hanno situazioni debitorie complesse, oppure quelle che stanno contribuendo ad aumentare l’eccesso di produzione o stanno aumentando le scorte di magazzino.
Chi partecipa al mercato da tanti anni ha memoria del programma di alleggerimento del debito degli anni Novanta e non mancavano i timori che un nuovo programma di questo tipo potesse intralciare le riforme e, in particolare, che non venisse fatta sufficiente due-diligence - spiega Michael Lai -.

Una conseguenza potenziale potrebbe essere che le banche scambino “cattivi” prestiti per “cattive” partecipazioni azionarie, creando società zombie ed amplificando in questo modo il problema per sé stesse nel lungo termine. Sospettiamo che le autorità faranno un uso limitato di questo programma cercando di focalizzarsi solo sulle società con maggiori possibilità di avere successo in futuro, in industrie non primarie e prive di un particolare eccesso di offerta.
Per il successo del programma, società fortemente indebitate in settori con un eccesso di offerta dovranno necessariamente ridurlo o essere riformate prima dello swap.

In sostanza, tutto ciò dovrebbe rappresentare una buona notizia per le banche.
Questo programma si differenzia da quello degli anni Novanta in quanto permette alle banche di cartolarizzare i crediti deteriorati a loro discrezione, raccogliendo risorse senza dover essere costrette a liquidarli - spiega Michael Lai -.
Inoltre questo permette una raccolta di capitale senza fare uso di altri mezzi. Gli azionisti dovrebbero essere tranquillizzati sul fatto che le banche stanno riconoscendo e rimuovendo i crediti deteriorati dai propri bilanci.
Al momento è la Agricultural Bank of China che sta pianificando la più grande vendita di Npl del Paese nell’ambito del programma di swap - spiega Michael Lai -.

Secondo quanto comunicato dalla banca, il piano prevede la vendita di strumenti garantiti da 10,7 miliardi di Yuan (1,6 miliardi di dollari) di Npl nel mercato obbligazionario interbancario. Il prezzo di vendita equivale al 29% del valore nominale del credito, con un tasso atteso di recupero sul debito del 41%.
Gli strumenti includono una tranche senior da 2,06 miliardi di yuan e una subordinata da 1 miliardo di yuan.

La volatilità del mercato non aumenterà molto

Crediamo che il programma avrà dimensioni contenute, con un atteggiamento molto selettivo da parte delle banche al momento di valutare lo swap come soluzione per i crediti deteriorati - spiega Michael Lai -.

Fino a quando gli swap saranno processati su base individuale e saranno basati su fattori di mercato, perciò escludendo l’interferenza del governo o la pressione delle banche a partecipare o fissare il prezzo e le condizioni, nel complesso la volatilità del mercato azionario non dovrebbe aumentare significativamente.

Ristabilire la fiducia degli investitori e la stabilità finanziaria

Le autorità cinesi hanno agito sapientemente quest’anno per ristabilire la fiducia sul mercato azionario - spiega Michael Lai -.

Hanno spinto le società a ridurre il debito durante la fase di rimbalzo degli ultimi nove mesi ed hanno anche iniziato a disciplinare l’offerta in alcune industrie in situazione di eccesso di offerta, come quelle dell’acciaio, del cemento e del carbone. In cambio, questo ha significato che un ulteriore ristrutturazione o riforma sarò molto più facile da implementare.
In aggiunta, hanno permesso alle banche di accelerare il processo di riconoscimento dei crediti deteriorati, che ha in qualche modo contribuito a ricostruire la nostra fiducia sulla qualità degli asset, visto che al momento sembra che i bilanci delle società siano ora solvibili.
La ripresa economica sembra manifesta, non solo attraverso la spesa immobiliare e nelle infrastrutture ma anche tramite i tassi di cambio più bassi, lasciando intravedere una qualche evidenza di un miglioramento delle esportazioni.

Con ciò, insieme all’universo dei mercati emergenti, quest’anno la Cina ha vissuto uno dei maggiori ribaltamenti per quanto riguarda la revisione degli utili societari.
In più, il free cash flow delle aziende cinesi è migliorato notevolmente quest’anno, ennesimo fattore che punta a una migliore disciplina sul capitale, sulla scorta di una migliore gestione del circolante.

Il sentiment per gli investimenti nell’azionario cinese nei prossimi sei mesi

Crediamo che gli ultimi sviluppi di mercato (lo Shenzhen-Hong Kong Stock Connect Program, la verosimile inclusione delle A-shares negli indici MSCI, il programma di swap, il consolidamento delle società gestite dallo Stato e l’eliminazione dell’eccesso di produzione industriale) dovrebbero avere tutti un impatto positivo - spiega Michael Lai -.

Nel complesso, questi eventi dovrebbero ridurre il premio di rischio nell’azionario cinese e per questo gli investitori dovrebbero beneficiare dall’investimento in un portafoglio diversificato che catturi lo svolgimento di alcuni di questi temi.
Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

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