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giovedì 13 ottobre 2016

BTP 2067: opportunità oppure rischio ?

Recentemente è stato emesso il BTP 2,80% con scadenza 2067 (codice isin IT0005217390) e numerosi investitori mi hanno scritto per chiedermi informazioni e se si tratta di un'opportunità interessante di investimento.
Dato il grande interesse e l'elevato numero di email ricevute, ho deciso di rispondere pubblicamente con questo articolo scritto ad hoc per illustrare pregi e difetti di questo prodotto finanziario.

Se non fosse per la sua lunghissima scadenza (marzo 2067, ossia 50 anni), si tratterebbe di un normalissimo titolo di stato che stacca una cedola fissa del 2,80% annuo (1,40% semestrale) e con il classico taglio minimo da 1.000 euro.
Per concretizzare il discorso, se acquistato alle quotazioni di oggi (96,75) e portato a scadenza, questo BTP offrirebbe un rendimento lordo annuo del 2,92% ed un cash flow (simulato su un capitale di 20.000 euro) come illustrato nelle immagini sottostanti. 

rendimento BTP 2067 bellelli 


DataEntrata monetariaValore
01/03/2017280 euroCedola
01/09/2017280 euroCedola
01/03/2018280 euroCedola
01/09/2018280 euroCedola
01/03/2019280 euroCedola
01/09/2019280 euroCedola
01/03/2020280 euroCedola
01/09/2020280 euroCedola
01/03/2021280 euroCedola
01/09/2021280 euroCedola
01/03/2022280 euroCedola
01/09/2022280 euroCedola
01/03/2023280 euroCedola
01/09/2023280 euroCedola
01/03/2024280 euroCedola
01/09/2024280 euroCedola
01/03/2025280 euroCedola
01/09/2025280 euroCedola
01/03/2026280 euroCedola
01/09/2026280 euroCedola
01/03/2027280 euroCedola
01/09/2027280 euroCedola
01/03/2028280 euroCedola
01/09/2028280 euroCedola
01/03/2029280 euroCedola
01/09/2029280 euroCedola
01/03/2030280 euroCedola
01/09/2030280 euroCedola
01/03/2031280 euroCedola
01/09/2031280 euroCedola
01/03/2032280 euroCedola
01/09/2032280 euroCedola
01/03/2033280 euroCedola
01/09/2033280 euroCedola
01/03/2034280 euroCedola
01/09/2034280 euroCedola
01/03/2035280 euroCedola
01/09/2035280 euroCedola
01/03/2036280 euroCedola
01/09/2036280 euroCedola
01/03/2037280 euroCedola
01/09/2037280 euroCedola
01/03/2038280 euroCedola
01/09/2038280 euroCedola
01/03/2039280 euroCedola
01/09/2039280 euroCedola
01/03/2040280 euroCedola
01/09/2040280 euroCedola
01/03/2041280 euroCedola
01/09/2041280 euroCedola
01/03/2042280 euroCedola
01/09/2042280 euroCedola
01/03/2043280 euroCedola
01/09/2043280 euroCedola
01/03/2044280 euroCedola
01/09/2044280 euroCedola
01/03/2045280 euroCedola
01/09/2045280 euroCedola
01/03/2046280 euroCedola
01/09/2046280 euroCedola
01/03/2047280 euroCedola
01/09/2047280 euroCedola
01/03/2048280 euroCedola
01/09/2048280 euroCedola
01/03/2049280 euroCedola
01/09/2049280 euroCedola
01/03/2050280 euroCedola
01/09/2050280 euroCedola
01/03/2051280 euroCedola
01/09/2051280 euroCedola
01/03/2052280 euroCedola
01/09/2052280 euroCedola
01/03/2053280 euroCedola
01/09/2053280 euroCedola
01/03/2054280 euroCedola
01/09/2054280 euroCedola
01/03/2055280 euroCedola
01/09/2055280 euroCedola
01/03/2056280 euroCedola
01/09/2056280 euroCedola
01/03/2057280 euroCedola
01/09/2057280 euroCedola
01/03/2058280 euroCedola
01/09/2058280 euroCedola
01/03/2059280 euroCedola
01/09/2059280 euroCedola
01/03/2060280 euroCedola
01/09/2060280 euroCedola
01/03/2061280 euroCedola
01/09/2061280 euroCedola
01/03/2062280 euroCedola
01/09/2062280 euroCedola
01/03/2063280 euroCedola
01/09/2063280 euroCedola
01/03/2064280 euroCedola
01/09/2064280 euroCedola
01/03/2065280 euroCedola
01/09/2065280 euroCedola
01/03/2066280 euroCedola
01/09/2066280 euroCedola
01/03/206720280 euroCapitale + cedola
   
TOTALE LORDO48280 EURO 
TOTALE NETTO44724,85 EURO 


Indubbiamente si tratta di un buon prodotto per le banche, per le assicurazioni e per i fondi pensioni mentre (a mio avviso) per il risparmiatore è un prodotto che presenta più rischi che opportunità.


Il principale pregio, che viene percepito dai risparmiatori, consiste nell'ammontare della cedola e nel rendimento che, se rapportati alla fame di rendimento che c'è oggi sui mercati, appaiono interessanti e degni di nota.
In realtà si tratta di una percezione errata, o quantomeno che può trarre in inganno l'investitore inesperto, e che deve essere contestualizzata.


La principale criticità di questo BTP consiste nel rischio prezzo.
Un risparmiatore deve essere infatti cosciente che in caso di aumento dei tassi di interesse, oppure di una diminuzione della percezione della solvibilità dello stato italiano, il prezzo di questo BTP (a causa della sua elevata "duration") subirebbe un forte ribasso.
Per dare un'idea concreta di questo rischio, basti sapere che un aumento dei tassi dello 0,50% determinerebbe un ribasso del prezzo di circa il 12% ...non c'è che dire, uno schiaffo niente male a fronte di un rialzo dei tassi davvero contenuto (oltre che realistico nell'arco di qualche anno)!
Se si concretizzasse questo scenario, il risparmiatore rischierebbe di ritrovarsi incastrato con una posizione in perdita, con un prezzo di carico elevato, con una scadenza molto lunga e con un rendimento basso (che come vedremo nelle prossime righe, potrebbe anche non coprire dall'inflazione).

La seconda criticità consiste nel fatto che il rendimento è interessante solo in apparenza.
Se infatti confrontiamo il rendimento di questo BTP (2,92%) con il fratello matusalemme (BTP 2,70% marzo 2047), che al prezzo odierno (104,33) offre un rendimento lordo annuo del 2,49% con una duration del 21,08, emerge come il maggiore rendimento lordo annuo dello 0,43% (ossia 2,92-2,49) non compensi il forte aumento del rischio.
C'è qualcuno che pensa che abbia senso aumentare la scadenza di 20 anni per ottenere in più un misero 0,43% lordo annuo? 

Non dimentichiamo inoltre due concetti fondamentali: il primo è che rischio e rendimento sono due facce della stessa medaglia mentre il secondo concetto è che oggi i titoli di stato offrono rendimenti estremamente compressi e bassi rispetto alla media storica.
Questo significa che se non c'è rendimento, quello che resta nei titoli di stato è solo il rischio.
Sintetizzando al massimo, come ho detto e scritto numerose volte nel corso degli ultimi mesi, i titoli di stato italiani (ma anche europei) sono da vendere piuttosto che da acquistare!

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In realtà i conteggi fin qui illustrati si riferiscono al rendimento "nominale" mentre quello più importante per il risparmiatore dovrebbe essere il rendimento "reale", ossia al netto dell'inflazione.
Se infatti conteggiassimo un'ipotetica futura inflazione, i rendimenti si ridurrebbero fortemente!
Non solo, in caso di forte aumento dell'inflazione (che oggi appare improbabile ma occorre tenere a mente che questo BTP scadrà tra cinquant'anni e durante questo lasso di tempo può accadere di tutto sui mercati finanziari) il rendimento reale potrebbe anche risultare negativo, con la conseguenza di una perdita di potere di acquisto da parte del risparmiatore. 

Un'altra criticità, con cui un risparmiatore deve fare i conti, è il rischio default dello stato italiano.
L'uomo della strada pensa che l'Italia non possa fallire ma in realtà, sebbene oggi non sia all'ordine del giorno, il rischio default non è certamente zero...

Infine occorre rilevare come, nel disegno di legge in fase di discussione che probabilmente modificherà le imposte di successione, i titoli di stato non siano più esclusi dall'asse ereditario.
Se fino ad oggi i BTP erano esclusi dall'asse ereditario e costituivano uno strumento molto utilizzato per ottimizzare il passaggio successorio, in futuro è possibile (se queste ipotesi diventeranno legge) che questo vantaggio venga meno, rendendo ulteriormente meno sexy l'idea di mettere nel cassetto questo nuovo BTP.


© Riproduzione parziale o totale concessa con espressa citazione della fonte


Buon trading
Gabriele
Autore: Gabriele Bellelli  www.bellelli.biz/

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