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martedì 18 ottobre 2016

Brutta giornata per Ferragamo. Tutti i dubbi degli analisti


Pessima giornata a Piazza Affari per il titolo Salvatore Ferragamo, bersagliato dalle vendite per tutta la mattinata e che si conferma alle 14.30 maglia nera sul paniere delle blue chips. E ciò a dispetto di un'intonazione estremamente positiva del Ftse Mib, che vola nel suo complesso a fin quasi alla soglia dei 17mila punti e registra al momento un rialzo dell'1,88, in linea con le buone performance odierne delle borse europee e  trainato da bancari e petroliferi.
Le azioni di Ferragamo, che si è spinto nel momento peggiore della mattinata fino a un minmo intraday a 2,20 euro, passano di mano al momento a 2,29 euro, in calo dell'1,39% e con circa 395 milioni di pezzi scambiati, a fronte di una media giornaliera negli ultimi 3 mesi di poco più di 690mila pezzi.

Una trimestrale dai contorni incerti

Sul titolo Ferragamo pesano questa mattina i dubbi degli analisti su quanto accadrà il prossimo 14 novembre, in occasione della presentazione dei risultati del terzo trimestre. Allora il nuovo CEO del gruppo Eraldo Poletto dovrà fornire al mercato qualche indicazione sulle nuove strategie del gruppo.

La view di Mediobanca

Grigia è soprattutto la previsione di Mediobanca, che mantiene un giudizio neutral e fissa un prezzo obiettivo a 20 euro, inferiore dunque alle quotazioni attuali del titolo.
Secondo gli esperti della banca d'affari, "l'andamento del secondo semestre di Ferragamo  dipende da fattori macroeconomici che vanno al di là del controllo del management, fattore che rende le parole del ceo elemento catalizzatore nel breve periodo".
Nel frattempo, gli esperti, che non si aspettano novità positive dal resoconto intermedio di gestione, mantengono un profilo di cautela.
Ad agosto, la società aveva fornito le prime indicazioni sul nuovo trimestre, indicando per luglio un miglioramento dei risultati dei punti vendita a gestione diretta, comuqnue ancora in territorio negativo. Complessivamente, il settore retail si attestava in territorio positivo, e lasciava prevedere una fine dell'anno migliore.
Ma nel riconoscere qualche timido passo avanti, Mediobanca, che prevede un volume d'affari in crescita dello 0,3% anno su anno a 299,6 milioni di euro, non vede comunque novità significative: "Crediamo" si legge nel report degli analisti, "che la società riporterà un miglioramento dei ricavi rispetto al -1,8% del primo trimestre e al -1,6% del secondo, ma i numeri dovrebbero rivelarsi, nel complesso, piatti",
Stati Uniti e America Latina saranno secondo le stime i mercati migliori, mentre dovrebbe continuare il trend fiacco già registrato in Europa e in Giappone.

Mediobanca stima una crescita del retail del +5,7% e un calo del wholesale del 10%, dovuto agli scarsi rilutati del travel retail e alla diminuzione della presenza nei centri commerciali USA. 
Stima dell'ebitda del periodo luglio-settembre a 54 milioni di euro, pari a un +1,7% anno su anno, mentre l'utile netto è atteso intorno a 26 milioni, una cifra inferiore alla stima di 31,3 milioni del consenso Bloomberg.
Quanto ai prossimi mesi, Mediobanca non sposa la visione ottimista del management, che ad agosto aveva definito "a portata di mano" le stime del consenso. I ricavi a 1440 miliardi di euro, con ebitda a 335 milioni e utile netto a 182 milioni, forniti dal consenso Bloomberg, "potrebbero essere difficili da raggiungere, a meno che non si verifichi un miglioramento tangibile", è il parere di Mediobanca.

L'analisi di Kepler Cheuvreux

Più misurata la view degli esperti di Kepler Cheuvreux, che stimano un aumento delle vendite nel settore retail del 3% a fronte di un calo del wholesale (-1%): nel complesso, un volume d'affari di 304 milioni, pari a un +2%.

Resta invariata la stima sugli utili nel confronto con il dato del 2015, previsti a 24,3 milioni rispetto ai 24,1 milioni dello scorso anno. Stesso discorso per la posizione finanziaria: passivo di 41 milioni rispetto ai 28 milioni del 2015.
Fonte: News Trend Online

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