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lunedì 31 ottobre 2016

Borse in rosso dopo svolta nelle elezioni presidenziali Usa


Il mese di ottobre si è chiuso con una seduta in lieve calo per la piazza azionaria giapponese che ha visto il Nikkei 225 cedere lo 0,12%. Il listino nipponico è riuscito a reggere all'urto della clamorosa svolta nella campagna elettorale per le presidenziali Usa. L'FBI ha deciso di riaprire l'inchiesta sull'utilizzo di indirizzi e-mail e server privati da parte di Hillary Clinton quando era Segretario di Stato.

La notizia ha ridotto quasi a zero il vantaggio del candidato democratico sul suo avversario Donal Trump.
In rosso le Borse europee che da subito si sono posizionate al di sotto della parità e vedono ora il Dax30 e il Ftse100 in calo dello 0,34% e dello 0,43%, mentre resta più indietro il Cac40 con un ribasso dello 0,73%.
In Europa è stato diffuso il dato preliminare del PIL del terzo trimestre che ha evidenziato una variazione positiva dello 0,3%, in linea con le attese.

La lettura preliminare dell'inflazione di ottobre ha mostrato un rialzo dello 0,5%, in lieve crescita rispetto allo 0,4% precedente e in linea con le stime degli analisti.
In Germania è stato reso noto il dato relativo alle vendite al dettaglio che a settembre hanno registrato una variazione negativa dell'1,4%, in peggioramento rispetto all'indicazione di agosto rivista al rialzo da -0,4% a -0,3%.
Il dato ha deluso le previsioni degli analisti che si erano preparati ad una variazione positiva dello 0,2%.
In rosso anche Piazza Affari che resta più indietro degli altri mercati europei con il Ftse Mib in ribasso dello 0,8%, poco al di sotto di area 17.200. 
Tra le blue chips in controtendenza troviamo STM che avanza dell'1,31% sulla scia della buona trimestrale diffusa la scorsa settimana.

Qualche spunto positivo nel settore utility con Terna in rialzo dello 0,54%, seguito da Snam e A2A che avanzano dello 0,2% e dello 0,09%, mentre Enel mostra un frazionale rialzo dello 0,05%. 
Galleggiano intorno alla parità Telecom Italia, Prysmian, Mediaset ed Fca.
Vendite sui bancari tra i quali ad avere la peggio è Banca Monte Paschi che lascia sul parterre oltre il 6% del suo valore.
In flessione di oltre due punti percentuali Banca Popolare dell'Emilia Romagna, Banca Popolare di Milano, Banco Popolare e Unicredit, mentre Intesa Sanpaolo flette dell'1,39% dopo che Fitch ha confermato i rating del gruppo, modificando però l'outlook da "stabile" a "negativo".
La flessione dei prezzi del petrolio che viaggiano al di sotto dei 48,5 dollari al barile alimenta le vendite sui titoli del settore oil.

Tenaris cede l'1,74%, seguito da ENI che perde l'1,55%, mentre Saipem cala dell'1,11% appesantito ancora dalla deludente guidance per il 2017. 
Sul fronte macro Usa per oggi si segnalano i redditi personali che a settembre dovrebbero mostrare un rialzo dello 0,4% rispetto allo 0,2% precedente, mentre le spese per consumi dovrebbero salire dello 0,4% dopo la lettura invariata di agosto.
L'indice PCE core è visto in positivo dello 0,1% dallo 0,2% del mese precedente, mentre l'indice Chicago PMI ad ottobre dovrebbe calare da 54,2 a 54 punti.
Prima dell'avvio degli scambi a Wall Street saranno diffusi i risultati degli ultimi tre mesi di Loews Corp dai quali ci si attende un utile per azione pari a 0,69 dollari.
Fonte: News Trend Online

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