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venerdì 28 ottobre 2016

Aspettando la Fed


Con la prossima settimana entriamo nel mese che nella “vecchia borsa” veniva chiamato della “liquidazione dei morti”, con un statistica spesso negativa. Sarà il mese delle elezioni americane e dell’avvicinarsi del referendum in Italia, con probabile aumento di volatilità a partire dalla metà del mese.

Il rialzo dei tassi, a partire dagli USA, sarà la principale fonte di volatilità dei mercati finanziari e delle principali economie, dopo otto anni di politiche ultra-espansive. Nella prossima riunione di dicembre, la Federal Reserve dovrebbe alzare i tassi USA per la seconda volta in dieci anni e mezzo. La Fed è la prima banca centrale ad avere la necessità di adottare una politica monetaria meno accomodante, segno della maggiore capacità di ripresa dell’economia americana in questi anni.

L’agenzia di rating Fitch ha tagliato l’outlook sull’Italia, portandolo a negativo da stabile, lasciando invariato il rating a BBB+ citando la debolezza della crescita, il debito elevato e l’incertezza del referendum costituzionale, questo non ha però avuto influenza sui mercati, con le aste della settimana che si sono svolte nei parametri di rendimento precedenti, anzi, il nuovo Bot semestrale ha ritoccato al ribasso il rendimento negativo, sceso ora al -0,295% rispetto al precedente di 0,257% di quella di settembre.

Il Belgio ha collocato bond per 1.7 miliardi con rendimenti in ribasso su tutte le scadenze a 10, 15 e 29 anni. Dopo un bond a 7 anni, l’Austria ha lanciato con successo il suo primo bond a 70 anni. Sfidando i mercati e la fame di rendimenti degli investitori, Vienna è riuscita a vendere 2 miliardi di titoli di stato con scadenza 2086 raccogliendo ordini per 7.3 miliardi di euro, con cedola dell’1,5% e prezzo d’emissione a 98,71, successivamente il bond si è un po’ sgonfiato scendendo sul grey market in area 94,50, mentre la quotazione del secondario con taglio minimo da 1000 euro, sarà dopo la data di valuta del 2 novembre. L’Austria ha rating sovrano AA+ per S&P e AAA per Fitch.
Sulla curva lunga anche la Slovenia che torna sull’euromercato con un titolo a scadenza 2040 per 1 miliardo di euro. L’offerta con taglio retail da 1000 euro ha valuta al 3 novembre ed una cedola dell’1,75%. Il prezzo di emissione a 97,829 si è indebolito sul grey market fino a 97,30; rating dell’emittente Baa3/A-

L’operatore nazionale nel settore dei giochi e delle scommesse Snai Spa rifinanzierà le obbligazioni esistenti con un nuovo bond senior per massimi 570 milioni con scadenza 2021. Le nuove obbligazioni, riservate a investitori qualificati, sono divise in due tranche; la prima a tasso fisso (callable dopo il secondo anno) è da 320 milioni di euro con cedola dello 6.375% annua e un prezzo di emissione di 100; la tranche a tasso variabile (callable dopo il primo anno) è da 250 milioni, con una cedola indicizzata al 3 mesi Euribor maggiorato di 600 punti base e prezzo di emissione a 99. Le obbligazioni Snai hanno scadenza al 7 novembre 2021 e taglio minimo negoziabile di 100.000 euro.

A distanza di un anno, Iren, utility dell’energia nata dalla fusione di quelle di Genova, Torino ed alcune dell’Emilia, torna sul mercato dei bond con un titolo ad otto anni senior dell’importo di 500 milioni di euro, prima emissione del programma Emtn da 1.5 miliardi dell’utility. I bond Iren, che hanno un taglio minimo di 100.000 euro e scadono il 4 novembre 2024, pagano una cedola lorda annua pari allo 0.875% e sono stati collocati a un prezzo di emissione pari a 98.974%; il rating è fissato a BBB. Contemporaneamente all’emissione, ha annunciato un’offerta di buy back su quattro obbligazioni proprie in circolazione per un importo massimo di 150 milioni di euro.

Nuovo bond anche per Orange, la società telefonica francese con rating Baa1/BBB+, con 750 milioni a scadenza 2027 e cedola dello 0,875%. Il bond con taglio minimo da 100 mila euro, è stato collocato a 99,543 e si è indebolito successivamente in area 99,15.

Grande successo sul secondario per i titoli in dollari emessi dall’Arabia Saudita; molta volatilità sulla scadenza lunga 2046 con prezzi saliti inizialmente dal 98,015 dell’emissione fino ad oltre quota 100 e poi flettere appena sotto 99; lo stesso per la scadenza 2026 mentre maggiore stabilità si è avuta sulla scadenza 2021 che ha pressochè mantenuto il guadagno accumulato dopo il collocamento.

Successo anche per il collocamento della Giordania con rating B1, che ha collocato 1 miliardo di dollari a scadenza 2027 al tasso del 5,75%; il prezzo si è mantenuto stabile intorno a quello di collocamento a quota 99,628.

Sempre sul dollaro la Lukoil con 1 miliardo a scadenza 2026 e cedola del 4,75%. Il titolo ha rating BBB-. Petroleos de Venezuela (PDVSA) ha concluso l’operazione di swap sui bond 2017 e allunga le scadenze offrendo nuovi titoli senior garantiti con scadenza 2020 e cedola 8.50%. Con questa operazione la compagnia petrolifera venezuelana diluisce i rimborsi dei suoi debiti in scadenza il prossimo anno e allunga la maturity fino al 2020.

Annuncio di mandato per prossimo bond da parte della Whirlpool mentre Poste Italiane ha confermato che il finanziamento ponte per l'acquisizione di Pioneer sarà sostituito da un'emissione obbligazionaria di 2 miliardi se l'acquisizione dell'asset andrà a buon fine.


Carlo Aloisio - Senior Broker Unicredit


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Autore: Redazione Itforum

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