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venerdì 14 ottobre 2016

Anima Holding: analisi tecnica della giornata

La raccolta netta negativa (circa 130 mln di euro, a causa del rimborso di un mandato istituzionale per circa 240 milioni di euro) nel mese di settembre dell’esercizio in corsa ha penalizzato il titolo Anima Holding che si spinge ancora una volta sotto quota 4.0 euro (3.89 prezzo min. del giorno).
Ieri i corsi hanno sforato il supporto fondamentale a quota 3.80 euro dal quale potrebbe partire anche un rimbalzo tecnico. Se ciò non dovesse accadere sarà difficile evitare il primo target a 3.59 euro (2° target 3.42 euro) e nuovi minimi storici. Solo oltre la resistenza importante a 5 euro l’umore degli investitori potrebbe cambiare, dando luogo ad un primo reale passo di inversione di tendenza.

Un primo obiettivo intermedio è rappresentato da 5.65 euro. Il titolo in 6 mesi ha ceduto il 35%, il 54% in 12 mesi (dal 2014 ad oggi -9%).
Il quadro macroeconomico globale appare a tenuta mista: permangono fattori di incertezza per il rallentamento della crescita in Europa ed in Cina; dalla Federal Reserve emerge invece un cauto ottimismo sulle prospettive dell’economia Usa, confermato dai positivi dati di giugno relativi all’occupazione.
Più in dettaglio, nell’incertezza sull’evoluzione dei tassi, la dinamica dell’attività economica segnala una crescita positiva seppure in rallentamento, la stima del PIL annualizzato a +0,8% t/t primo semestre 2016 appare in crescita lievemente sotto alle attese e le condizioni del mercato del lavoro hanno espresso, come detto, progressivi miglioramenti.

La dinamica inflativa si colloca ancora sotto il sentiero preferenziale della Fed. In Area Euro la crescita evidenzia una dinamica da modesta a moderata, sostenuta dalla domanda interna: le stime sul PIL destagionalizzato appaiono sostanzialmente in linea con le previsioni poco superiori a 1,5% su base annua.
L’inflazione permane debole.
Il tasso di disoccupazione appare mediamente stabile, intorno al 10%. Gli indicatori di sentiment (PMI) restano in area espansiva, tuttavia continua la debolezza dell’export. Di rilevanza l’azione della BCE che nell’ambito delle iniziative di stimolo monetario, ha avviato i previsti acquisti di corporate bond.

Il quadro si è indebolito verso la fine del semestre, con la vittoria del fronte del Leave al Referendum britannico sulla permanenza del Paese nell’Unione Europea, che amplifica l’incertezza sia nel breve sia nel medio termine e nel complesso suggerisce un effetto complessivo negativo sulla congiuntura europea.
Dopo la vittoria del “Brexit” in Gran Bretagna è importante che da un lato l’Unione Europea ed i governi nazionali aderenti mostrino una posizione coesa e che dall’altro le banche centrali siano pronte ad intervenire per normalizzare la situazione, ad esempio attraverso ulteriori iniezioni di liquidità.

Le autorità bancarie e governative, in particolare, hanno manifestato la volontà di intervenire per sostenere il sistema bancario, in specie quello italiano, anche con manovre straordinarie, qualora la situazione lo rendesse necessario. In Italia crescita (PIL nel primo semestre +1,0% su base annua), disoccupazione (11,6%) ed inflazione (piatta) si collocano in linea con le attese.
Le previsioni sull’andamento del debito pubblico sono leggermente in calo. Restano timori sul rallentamento di una crescita, peraltro moderata, e per le criticità del sistema bancario (intorno al tema centrale dei crediti in sofferenza), sulla problematica flessibilità di bilancio stante l’ambizioso obiettivo di riduzione del debito, sulle riforme strutturali, e sul tema dell’immigrazione.

In Giappone, malgrado una lieve crescita della domanda interna, l’inflazione permane cedente. Sussiste lo spazio per possibili mosse future da parte della Bank of Japan, tuttavia giocano un ruolo sfavorevole la forza dello yen e la debolezza della domanda estera unitamente ad una scarsa tonicità di quella interna.
Relativamente ai Paesi Emergenti, i principali punti d’attenzione riguardano il processo di reflazione e la stabilizzazione delle commodities, con particolare attenzione alla sensibile risalita dei prezzi del petrolio. Il tema della decelerazione della crescita cinese ha potenzialmente riflessi a livello globale.

Medie mobili esponenziali:

il prezzo è collocato al di sotto di Ema20, quest’ultima è inferiore a Ema50; entrambe sono inferiori alla media mobile di periodo 200 (SMA).

Secondo questa teoria è in atto l’orientamento più ribassista possibile.

Evoluzione prevedibile della gestione

La prima parte dell’esercizio e’ stata caratterizzata da un andamento fortemente volatile dei mercati, ed in particolare di quelli europei ed italiano.
L’evoluzione del risultato economico, finanziario ed operativo dell’esercizio in corso, anche con particolare riferimento alle commissioni di incentivo, continuerà ad essere influenzato dall’andamento dei mercati finanziari.
Autore: Pasquale Ferraro Fonte: News Trend Online

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