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giovedì 13 ottobre 2016

Anche i ricchi piangono: in calo il loro capitale

La crisi ha cambiato lo stile di vita di molti di noi e per alcuni anche andare a mangiare una pizza il sabato sera può diventare una spesa da non potersi permettere tutte le settimane.

I nuovi problemi per i vecchi ricchi

Ma la vita, si sa, si deve affrontare con sacrificio e spirito d'adattamento, lo stesso cui avranno sicuramente fatto ricorso i miliardari di tutto il mondo, a loro volta colpiti anche loro da nuovi problemi e nuove ristrettezze.
Sì, perché a differenza di quanto si può credere, anche i ricchi piangono.O per essere precisi, anche i ricchi hanno iniziato a piangere. Tempo fa il Rapporto Oxfam aveva rivelato come l'1% della popolazione mondiale avesse in mano più risorse economiche di tutto il restante 99%. Non solo, ma lo stesso report segnalava anche che i 62 uomini più ricchi al mondo avevano quanto (e più) dei 3,6 miliardi di poveri.

Nel 2010 erano 388. La crisi econmica, in altre parole era, ed è, una crisi di diseguaglianza che non ha fatto altro che allargare il già ampio divario fra ricchi e poveri rendendo i (pochi)ricchi sempre più ricchi e i (tanti) poveri sempre più poveri. E pericolosi dal momento che la povertà porta alla disperazione e chi non ha niente da perdere è disposto a tutto pur di scappare alla miseria.
Ma per quanto “strano” possa sembrare, anche in questo scenario i ricchi non sono immuni da problemi: nel 2015 infatti, il loro patrimonio si è assottigliato di 300 miliardi di dollari Usa portando il totale a 5.100 miliardi con un patrimonio medio che da 4 è sceso a 3,7 miliardi di dollari.

Questi i numeri del Billionaires Report di Ubs/PwC.

I motivi del calo

Un taglio le cui radici affondano nella deflazione e nella crisi delle materie prime oltre che nell'appesantimento del biglietto verde. E a quanto pare non sembrano essere positive nemmeno le proiezioni sul futuro visto che entro il 2036 i 460 miliardari registrati trasferiranno oltre 2.100 miliardi di dollari ai rispettivi eredi.
Un cambio generazionale che vedrà la diluizione delle risorse ma anche un nuovo ritratto dei miliardari a livello internazionale: l'Asia sarà infatti la protagonista assoluta visto che per oltre i ¾ dei suoi miliardari si tratterà di una novità. In altre parole il continente asiatico ha la percentuale più alta di nuovi miliardari (85% di prima generazione di eredi) guidata, come è facile intuire, dalla Cina che vanta anche la più alta concentrazione di nuovi miliardari.

Da parte sua, invece, l'Europa si distingue per conservazione del patrimonio: i ricchi tendono ad essere sempre stabili e a pianificare il trasferimento dei patrimoni.
 
Fonte: News Trend Online

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