-
.....................

PER MANTENERTI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

lunedì 17 ottobre 2016

Al via l'operazione Ultima Cena. Renzi cerca l'endorsement USA


Partirà stasera, con una cena privata nella residenza dell’ambasciatore Armando Varricchio, l'ultima visita di Matteo Renzi negli Stati Uniti dell'era Obama, che ha riservato al premier italiano l’omaggio di essere l’ospite d’onore nell’ultima delle tradizionali "cene di Stato" alla Casa Bianca prima del cambio di guardia presidenziale del novembre prossimo.
La stampa americana ha mostrato un certo interesse per il "personaggio" Renzi. IlWashington Post - nel ricordare in un articolo di costume le "manie" di Renzi - da Twitter alla Fiorentina - e il suo ruolo di "Scrapper” della politica italiana (l'equivalente del nostro "rottamatore"), offre al pubblico americano un ritratto del premier come politico coraggioso e che non teme le sfide.

E l'invito presidenziale viene visto anche come il riconoscimento del ruolo di alleato chiave europeo di Obama svolto da Renzi durante il suo mandato. Ma la due giorni di incontri sarà soprattutto un'occasione, dicono molti, per ribadire la posizione di sostegno del presidente americano alla campagna referendaria di Renzi in vista della data cruciale del 4 dicembre

La delegazione italiana

E a conferma di quanto il viaggio a Washington di Renzi pesi in ottica elettorale, è già partita la polemica per la presenza di Roberto Benigni.

Le ultime prese di posizione a sostegno della riforma costituzionale del comico che ha rinnegato la "costituzione più bella del mondo" avevano già fatto storcere il naso a molti nel fronte del no, e adesso la presenza di Benigni nella delegazione è per gli avversari delle modifiche costituzionali un segnale preoccupante che la visita americana possa trasformarsi in uno spot.
Sarà invece un segnale del ruolo di protagonista dell’accoglienza dell’Italia la presenza del sindaco di Lampedusa Giusy Nicolini.

Gli altri ospiti saranno Fabiola Gianotti, direttrice del Cern, lo stilista Giorgio Armani, il presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone e il regista Paolo Sorrentino.

I temi in agenda

Il calendario della visita prevede domani un primo incontro a due con Obama domani, che sarà seguito da una conferenza stampa congiunta e poi dalla cena alla Casa Bianca.
Mercoledì, invece, Renzi sarà impegnato in un intervento alla John Hopkins University e, a seguire, si recherà al cimitero di Arlington. 
Si parlerà probabilmente di TTIP, con il tentativo in extremis di Obama di riprendere la discussione sul trattato commerciale transatlantico che molti danno per già morto dopo le esternazioni di molti leader europei.

Tra i dossier, anche la situazione libica: i due dovrebbero discutere di un rinnovato appoggio al governo di Tripoli e dell'uso della base di Sigonella. 
Ma il tema più scottante che potrebbe affiorare dai colloqui è la nuova fase di forti frizioni con Mosca.
Dopo l'annuncio e le polemiche degli scorsi giorni sulla partecipazione dell'Italia a una missione Nato in Lettonia, si discuterà delle voci di nuove sanzioni ai russi.

Il nodo referendum

Ma nell'entourage di Renzi è forte la speranza che la rilevanza mediatica dell'evento possa anche favorire un recupero del fronte del sì al referendum.
Che tra Renzi e Obama corrano ottimi rapporti non è un mistero.

I due non si sono lesinati complimenti reciproci. Obama ha incoraggiato la spinta riformista di Renzi. E il premier italiano dal canto suo non ha mostrato lo scetticismo di molti paesi dell’Unione europea al trattato commerciale con gli Stati Uniti.
Il Financial Times vede nell'evento, oltre che come un riconoscimento del suo ruolo di alleato chiave europeo svolto da Renzi, anche come un incoraggiamento al premier impegnato in una campagna referendaria che potrebbe costargli la carriera politica.

Il quotidiano della City cita fonti diplomatiche occidentali, secondo cui Obama fornirà "un forte endorsement" alla campagna riformista di Renzi.
Sono in molti tuttavia a far notare che sul tema referendum Renzi dovra giocare con cautela la carta della visibilità atlantica. Se infatti in una certa parte dell'elettorato di sinistra l'associazione con Obama potrebbe riguadagnare qualche consenso al premier, c'è d'altra parte anche il rischio di prestare il fianco alle critiche dell'opposizione, che potrebbero dipingerlo come un manichino degli Usa: non sono lontane le polemiche per l'endorsement al sì dell'ambasciatore americano del mese scorso.
Quanto alla reale efficacia che l'appoggio Usa potrà avere sul voto del 4 dicembre, qualcuno ha poi ricordato  gli scarsi effetti avuti dall'intervento di Obama in occasione del referendum sulla Brexit, quando il Presidente si schierò pubblicamente a favore della permanenza dei britannici nell'Unione Europea. "I referendum," ha dichiarato Marta Dassù, "si vincono e si perdono in casa"

Non solo Obama

Più in generale, l’ospitalità del Presidente uscente non sarà comunque l’unico motivo d'interesse.

A meno di un mese dal voto presidenziale che deciderà il prossimo inquilino della Casa Bianca, infatti, il viaggio americano di Renzi sarà anche un’occasione per avviare il dialogo con quella che potrebbe diventare la prossima amministrazione Usa.
Secondo quanto riferisce questa mattina La Stampa, infatti, nell’agenda del premier ci sarà anche per un pranzo informale con esponenti dello staff di Hillary Clinton, che proprio mercoledì sera sarà impegnata nell’ultimo duello televisivo con un ormai piuttosto acciaccato Donald Trump.

Ad organizzare l’incontro, previsto per mercoledì poco prima del rientro, sarà il Center for American Progress di John Podesta, il più alto in grado tra gli italo-americani arruolati nelle fila della campagna democratica: già a capo dello staff della Casa Bianca sotto la presidenza di Bill Clinton, Podesta dirige adesso la campagna di Hillary. 
Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento