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venerdì 21 ottobre 2016

2 titoli che hanno fatto la fortuna degli investitori pazienti

Qualsiasi titolo azionario, ricorda Andrew Walker dalle pagine di The Motley Fool, può andare soggetto se osservato in un'ottica di breve periodo a fasi di volatilità dei mercati. Ma per chi guarda alla prospettiva di investimenti a lungo o a lunghissimo termine, le statistiche mostrano che l'acquisto di azioni con storie di successo,  buone prospettive di crescita e solidi dividendi - da accompagnare con una strategia di reinvestimento in nuove azioni delle cedole ricevute nel corso degli anni - può fornire, a chi sa aspettare, ritorni con percentuali enormi.

Il problema, è come scegliere i titoli giusti: con le giuste caratteristiche di solidità finanziaria e capacità di espandere il proprio business. 
Ecco allora due società che hanno tutte le carte in regola per far bene nei prossimi anni, entrambe forti di una posizione di leadership nei loro comparti e con storie di dividendi in crescita. 

Bank of Nova Scotia (NYSE: BNS)

Il primo consiglio d'acquisto fornito da Andrew Walker è per Bank of Nova Scotia, banca canadese che gode i vantaggi di una sapiente diversificazione sia in termini geografici che di business: la cosiddetta Scotiabank vanta una presenza in circa 30 paesi ed è da molti considerata una delle meglio gestite al mondo. L'istituto ha pagato dividendi ogni anno per più di cento anni e offre al momento ai suoi azionisti un rendimento della cedola del 4,2%.

E un investimento da 10mila dollari in Bank of Nova Scotia 20 anni fa, accompagnato da una strategia di reinvestimento dei dividendi, oggi varrebbe qualcosa come 150mila dollari. A rendere il titolo una solida scommessa per il futuro, una strategia puntata verso paesi dove la classe media è in crescita, e il miglioramento dei livelli di reddito promette di incrementare la domanda di prodotti d'investimento. La banca, che ha investito miliardi di dollari negli ultimi anni per rafforzare la sua presenza internazionale, ha concentrato i suoi sforzi di espansione soprattutto in Messico, Peru, Cile e Colombia: i quattro paesi che rappresentano il nucleo della Alleanza del Pacifico, un blocco commerciale che si propone di sviluppare il libero scambio di merci e capitali tra i suoi membri.

E l'integrazione di questi mercati, avverte Walker, offrirà a Bank of Nova Scotia la possibilità di svolgere un ruolo da protagonista in un mercato da oltre 200 milioni di consumatori e con poca concorrenza. 

Enbridge (NYSE: ENB)

Enbridge è già un colosso, ma con l'annunciata acquisizione di Spectra Energy, un deal da 37 miliardi di dollari, si avvia adesso a diventare la più grande società di infrastrutture energetiche di tutto il Nord America. Per poter ampliare i loro ricavi e incrementare i dividendi, avverte Andrew Walker, le società di infrastrutture energetiche devono mostrare capacità di costruire nuovi asset.

Ed Enbridge da questo punto di vista non sembra seconda a nessuno. La società ha al momento progetti a breve termine in corso per un ammontare di 16 miliardi di dollari e Spectra ne aggiungerà altri 10 miliardi. E se a questi numeri si aggiungono i 48 miliardi del portafoglio di progetti a lungo termine, c'è abbastanza per promettere una capacità di generare cash flow tale da incremenare la cedola di almeno il 10% da qui al 2024. Da tenere presente poi che anche se Enbridge opera nel settore energetico, meno del 5% dei suoi ricavi subisce l'impatto diretto dei movimenti dei prezzi delle commodities.

E dunque il titolo è generalmente molto più stabile di quello dei produttori di greggio e gas. Gli investimenti a lungo termine su questa società hanno garantito agli azionisti ottimi risultati: 10 mila dollari messi in Enbridge 20 anni fa e il reinvestimento dei dividendi in nuove azioni equivarrebbero oggi a 355mila dollari oggi. 
Fonte: News Trend Online

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