-
.....................

PER MANTENERTI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

mercoledì 28 settembre 2016

WSJ: crisi disastrosa potrebbe arrivare dalla Germania se...

L’Europa oggi fila tranquilla: sui mercati la serenità di un apparente ottimismo. Apparente. Infatti il Wall Street Journal, per la precisione attraverso le pagine del suo MarketWatch, lancia un allarme: una crisi disastrosa potrebbe arrivare in Europa partendo dalla Germania.

Ma da dove parte l’alert?

Giorni fa il crollo delle azioni di Deutsche Bank, un crollo che, in realtà, non è altro che l’ultimo atto di una lenta erosione che ha coinvolto il colosso dai piedi d’argilla, colosso che nasconde tra le pieghe dei suoi conti incognite enormi come quei derivati pari a 20 volte il Pil della stessa Germania.

Lo stesso colosso che secondo i sospetti del FMI rappresenta la maggior fonte di rischi al mondo e i cui conti, nonostante i diversi salvataggi miliardari fatti dal governo di Berlino quando questi erano permessi,  hanno registrato nel 2015 perdite pari a 6,7 miliardi di euro e nel secondo trimestre di quest’anno un crollo dell’utile netto pari a -98% mentre sul fronte dell’andamento azionario il titolo dall’inizio del 2016 ha visto un taglio del 50% sul proprio valore.
Ad aggravare la situazione l’ultima tegola da 14 miliardi di multa richiesta all’istituto dalle autorità statunitensi per la vendita dei mutui subprime, multa che si va ad aggiungere a tutte le altre cui Deutsche è chiamata a far fronte attraverso accantonamenti che hanno finora prosciugato i conti della banca e che adesso, con quei 14 miliardi, rischiano di distruggerla.
Per questo motivo, dal WSJ, è partito l’appello alla Cancelliera Angela Merkel di dare il suo appoggio e quello del governo per il salvataggio dell’istituto (che potrebbe non essere il solo vista la generale situazione del sistema bancario teutonico) concedendo così anche al’Italia il precedente utile per procedere a sua volta al salvataggio di Mps, il colosso tricolore attualmente in bilico.     
In questo frangente si fanno sempre più insistenti le voci di una necessaria, quanto complessa opera di ricapitalizzazione, ristrutturazione e cartolarizzazione dei crediti tossici dell’istituto.

Come fare?

La strategia suggerita dal WSJ dovrebbe svolgersi su più fronti: oltre a salvare la banca in patria dovrebbe attivare una rete di collegamento con il Dipartimento di Giustizia per colloqui con le autorità statunitensi in modo da mitigare quei 14 miliardi di dollari inflitti da Washington.

Ma bisogna agire subito. Il motivo è molteplice. Prima di tutto salvaguardare al credibilità di Deutsche visto che una parte importante dell’operatività di una banca poggia sulla propria affidabilità anche reputazionale, quindi puntare agli Usa prima della possibile elezione di Donald Trump il quale, sebbene abbia perso il primo dei tre incontri diretti con la sua avversaria Hillary Clinton, non è affatto fuori gioco: basti pensare al precedente di Barack Obama attuale presidente Usa il quale pur perdendo il primo degli incontri ha poi vinto le elezioni.

Ovviamente l’elezione della Clinton non renderebbe la cosa più semplice anche perchè la neoeletta rappresentante democratica non potrebbe permettersi di dare un regalo all’Europa . Ma il vantaggio arriverebbe anche per l’economia. secondo quanto sottolinea l’editoriale, infatti, il surplus commerciale tedesco, pari ormai al 9% ed oggetto di aspre critiche perchè eccessivo rispetto ai paletti fissati dai regolamenti europei, deve necessariamente essere reinvestito nell’economia reale e questo può avvenire solo attraverso lo sfruttamento di una rete di credito sana che aiuti poi anche il resto dell’Europa.

Diversamente, infatti, si arriverebbe a una recessione non solo per l’Europa ma anche e soprattutto per la Germania.
Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento