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mercoledì 28 settembre 2016

Unicredit: i broker promuovono cessione di Pioneer ad Amundi


Nel giorno in cui Unicredit comunica con una nota diffusa al mercato la data di presentazione del nuovo piano industriale (il prossimo 13 dicembre) si riaccendono i riflettori sulla vendita di Pioneer Investments, una delle partite su cui l’istituto di piazza Gae Aulenti sta puntando di più nella sua strategia di rafforzamento del capitale in vista del previsto aumento. 
Appena ieri, era trapelata la notizia secondo cui si sarebbe già accorciata la short list dei concorrenti ancora in lizza per l’acquisizione, che sarebbero ora solo 4: il consorzio a guida Poste Italiane, l’altra italiana Generali, una società straniera che le voci di corridoio identificano con Axa, e l’altro colosso francese Amundi. 

La view degli analisti sull’operazione Amundi-Pioneer

E le ultime notizie riguardano proprio quest’ultima.

L’agenzia Reuters ha infatti appena diffuso la notizia che il titolo del colosso francese è stato messo nelle ultime ore sotto la lente dagli analisti, proprio nella prospettiva di una eventuale acquisizione della società di risparmio gestito controllata di Unicredit.
A fare il punto sui vantaggi che l’asset manager francese avrebbe dall’acquisto sono gli esperti di Deutsche Bank e Goldman Sachs. 
Per gli analisti dell’istituto tedesco, Amundi avrebbe dalla sua il vantaggio della complementarietà con Pioneer sia in termini di presenza geografica che per la tipologia del business.
Sulla base del prezzo complessivo orientativo dell’affare, 3 miliardi di euro, la banca tedesca stima per Amundi un aumento dell'utile per azione 2016 del 16%.

Quanto alle modalità del passaggio di proprietà, Amundi verserebbe 1,5 miliardi in contanti, mentre il resto dell’operazione sarebbe finanziato per metà (750 milioni) con debito e per l’altra metà con un aumento di capitale. 
A certificare la bontà (e forse anche le buone probabilità di successo) dell’operazione per i francesi, gli analisti di Deutsche Bank incrementano il target price sul titolo Amundi, che passa a 49 euro, e confermano il rating buy.
E a concentrarsi sul gigante dell’asset management di proprietà del Credit Agricole nelle ultime ore è anche Goldman Sachs.

Il broker, sulla base di una stima intorno a 1,5 miliardi della parte in contanti dell’operazione Pioneer, prevede un incremento dell’Eps di Amundi in una fascia tra il 15 e il 17%. E aggiorna dunque il rating sul titolo, da neutral a buy, portando il prezzo obiettivo da 45 euro a 55 euro.

Le novità sul piano industriale

E’ sempre notizia di questa mattina lo slittamento, da novembre a dicembre, della presentazione del nuovo piano industriale.
“L’esito della revisione strategica, annunciata lo scorso 11 luglio”, ha comunicato in una breve nota di stamattina Unicredit, “sarà presentato a Londra il prossimo 13 dicembre durante il Capital Market Day”. Dunque - con tutte le incognite del caso - dopo il referendum costituzionale del 4 dicembre appena fissato dal governo Renzi. 
Da qui a quella data, l’AD Mustier si sforzerà con ogni probabilità di portare a conclusione tutti i dossier aperti sul fronte della cessione asset, per ridurre al minimo un aumento di capitale che potrebbe andare soggetto alle turbolenze dello scenario politico. 
Ieri erano arrivate novità sul versante Fineco Bank.

Gli esperti di Mediobanca infatti hanno rilasciato un report che da per molto probabile la vendita di Fineco a Banca Generali. Secondo la banca d’affari, che cita l’agenzia Reuters, i vertici di Unicredit sarebbero adesso sempre più propensi ad accettare la proposta avanzata da Banca Generali.
Il punto principale di divergenza tra i due istituti, su cui si starebbe lavorando in queste ore, è la pretesa di Unicredit di ricevere il pagamento cash.
Intanto, il titolo Unicredit viaggia in forte recupero a Piazza Affari, scambiando negli ultimi minuti a 2,088 euro per azione (+2,76%)

Fonte: News Trend Online

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