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giovedì 15 settembre 2016

Tutte le malattie dei presidenti


La polmonite di Hillary Clinton potrebbe cambiare le sorti delle elezioni statunitensi. Una frase che si è sentita, e non a torto, molto spesso in questi ultimi giorni, dopo che la candidata democratica alle celebrazioni per il 15esimo anniversario degli attentati alle Torri Gemelle ha accusato un malore.

Una campagna di odio

Una campagna elettorale molto particolare quella delle presidenziali a stelle e strisce sia per la difficoltà che hanno avuto i due partiti nel trovare i proprio rappresentanti e soprattutto nel farli accettare, sia per l'età stessa dei candidati: 70 anni Donald Trump, 68 Hillary Clinton.

Non più dei virgulti di gioventù e che per questo devono presentare più di un attestato che certifichi lo stato di salute. Questo perché quella del presidente degli Stati Uniti, è senza dubbio un lavoro molto usurante. E i capelli bianchi di Barack Obama, divenuti tali già dopo il primo mandato lo dimostrano immediatamente.
Senza voler limitarsi al precedente storicamente più vicino, quello di Ronald Reagan con il tumore all'intestino asportato dopo la sua elezione, si potrebbe trovare più di un esempio anche tra gli altri inquilini della Casa Bianca  

I precedenti

Eppure la Clinton non è certo la prima a dover fare i conti con la propria salute, ben altri esempi ci narra la storia, con la differenza che loro erano già stati eletti presidenti.

L'esempio più famoso, se non altro per la figura carismatica e il mito che ha incarnato, è quello di John Kennedy, da sempre cagionevole di salute, ben prima di intraprendere la carriera politica. Oltre ai famosi mal di schiena, retaggi di alcune fratture alle vertebre subite in guerra, pare che soffrisse anche del morbo di Addison e di una forma particolarmente acuta di osteoporosi.
Storicamente più conosciuto è il caso Franklin Delano Roosvelt il quale a 39 anni venne a conoscenza della poliomelite che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita e che lo avrebbe costretto su una sedie a rotelle.
Ma solo nella vita privata: le esigenze di rassicurare la popolazione lo avrebbero costretto invece a tentare di camminare il più possibile sulel sue gambe nonostante anche i problemi cardiaci che lo avrebbero colpito nell'ultimo periodo della sua vita e del suo storico quarto mandato.

Ma più coriaceo di tutti, non per niente fu l'eroe della Seconda Guerra Mondiale con la carica di Comandante Supremo delle Forze Armate, è stato Dwight Eisenhower. Nel 1955, già affetto da due anni dal morbo di Crhon, fu colpito da un infarto ma riuscì dopo 7 settimane di ricovero, ad essere rieletto.
Dopo soli due anni, nel 1957, venne colpito da un ictus. Ma avrebbe resistito oltre 12 anni, morendo nel 1969.
Fonte: News Trend Online

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