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giovedì 29 settembre 2016

Trump presidente e dimissioni Yellen: le (eventuali) conseguenze


Le presidenziali Usa non risparmiano colpi di scena: in particolare per il candidato repubblicano Donald Trump il quale non ha esitato ad attaccare anche in maniera feroce, il presidente della banca centrale Usa Janet Yellen.

Che la guerra abbia inizio

Una serie di critiche che, per quanto siano diffuse tra gli operatori che vedono nell'accomodamento monetario della Fed ormai pluriennale, un pericolo dal quale difficilmente ci si potrà scostare senza conseguenze mondiali, è comunque inusuale per un candidato alla Casa Bianca, ancora di più se questo è alla fine delle corsa e dovrà affrontare i giudizio delle urne tra poco più di 30 giorni.

Questo il parere di diversi osservatori i quali fanno notare che l'attacco di Trump nasce da basi politiche e non da effettive argomentazioni finanziarie. Infatti Trump, già durante il primo dibattito in TV, ha detto che il presidente della Fed Janet Yellen ha mantenuto i tassi bassi per ragioni politiche creando un enorme problema per il mercato azionario, problema che verrà evidenziato nel momento in cui il costo del denaro dovrà essere inevitabilmente alzato.

Parole che sollevano paure sulla futura indipendenza della Fed. Il che porta con sé anche un'altra constatazione: se dovesse vincere Trump alle elezioni di novembre, ci si troverebbe di fronte uno scenario impensabile, quello di possibili dimissioni di Janet Yellen alla vigilia della riunione cruciale per il rialzo dei tassi di interesse.

Lo zampino della Fed 

Innegabile la presenza di una situazione finanziaria falsata dalle politiche della banca centrale Usa, la prima a dare vita ad azioni di stimolo particolarmente radicali all'indomani dello scoppio della crisi del 2008 ma è anche vero che ciò ha permesso alle borse di evitare una catastrofe forse anche peggiore.

Il problema è che, adesso, visto il prolungamento di misure che in teoria avrebbero dovuto essere eccezionali, non si sa come uscirne. Ma la questione è anche più ampia: Janet Yellen, a prescindere da quanto finora presente sui mercati, si è sempre dichiarata una forte sostenitrice delle misure di stimolo monetario il che porterebbe a una situazione paradossale: quella di una Casa Bianca repubblicana ostile alle strategie della Federal Reserve con conseguente ostilità prolungata visto che il andato del governatore della Banca Centrale scade solo nel 2018.

Facile dedurre perciò dimissioni spontanee. Ma anche in questo caso ci sarebbero problemi: un addio della Yellen sarebbe la dimostrazione implicita dell'influenza del Presidente delle scelte della Fed e quindi, l'ammissione di una non indipendenza dell'istituto centrale dal potere politico. 
Fonte: News Trend Online

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