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giovedì 8 settembre 2016

Titoli USA: banche in prima fila per la corsa presidenziale


I principali panieri USA non danno segno di voler abbandonare la fase positiva dell'ultimo periodo e, in prima fila in attesa delle elezioni di novembre, ancora una volta troviamo le banche.
Gli istituti di credito USA hanno fatto da battistrada, insieme all’hi-tech, nella corsa al rialzo dei listini USA dell’ultimo trimestre, mettendo a segno un rally di circa l’11%.
I titoli dei big della finanza USA, fa notare Bob Pisani dai canali della CNBC, sono market leaders dall’inizio di luglio, dal balzo in avanti cioè seguito alla diffusione di risultati societari migliori delle attese da parte di JPMorgan il 14 luglio scorso, e da allora non hanno mostrato segni di voler cambiare direzione. 

Non solo Fed

Ciò a dispetto del continuo susseguirsi di accelerazioni e marce indietro rispetto alle tanto attese decisioni della FED sul rialzo dei tassi, che non si sono finora materializzate.

Le banche hanno infatti tratto beneficio nel frattempo da qualche modesto miglioramento rispetto a volumi dei prestiti e commissioni, che per alcuni dei big del segmento costituiscono ora circa il 40% dei ricavi.
Ma se proprio le prossime mosse della board sono nel mirino degli investitori, ci sono anche altri fattori a suggerire che la spinta propulsiva non si sia esaurita.

Le elezioni portano bene alle banche

Un fattore su cui puntano adesso gli investitori sono le elezioni presidenziali.

Messisi alle spalle il Labor Day, la festività che si considera l’inizio della fase calda della campagna elettorale americana, è tempo di decidere come muoversi dopo i record dell'ultimo periodo in prossimità del voto.
E una dritta su dove tenere ben aperti gli occhi in vista delle presidenziali di novembre arriva da Kensho, la compagnia che ha creato uno strumento statistico per l’analisi dei big data e la quantificazione degli eventi di mercato.
I dati elaborati dal calcolatore rivelano che, nel periodo tra il Labor Day e il giorno delle presidenziali, i titoli bancari USA hanno messo a segno performance superiori a tutti gli altri segmenti dei principali indici in tutte le 6 precedenti tornate elettorali.

I vincitori

Dal 1992, i bancari hanno registrato in questo periodo guadagni medi del 6,59%, seguiti dai titoli del settore trasporti (+5,85) e ristorazione (+5,22%).
E scremando ancora nei risultati individuati da Kensho, si osserva che a svettare su tutti sono Zions Bancorporation e Bank of New York Mellon, con ritorni rispettivamente del 20,59% e dell’11,87%, seguiti da a ruota dalla big Wells Fargo.

Vediamo come si presentano ai nastri di partenza i tre titoli nella corsa finale verso il round presidenziale dell'8 novembre.

Zions Bancorp (Nasdaq: ZION)

Con quartier generale a Salt Lake City (UT), Zions Bancorporation con 10.200 impiegati sotto la guida del CEO Harris H.
Simmons, è una banca commerciale con una capitalizzazione di mercato di 6,15 miliardi di dollari.
Le quotazioni di Zions Bancorporation hanno registrato nelle ultime 5 sessioni borsistiche un rialzo dello 0,82%. Dall’inizio dell’anno, il titolo ha registrato una buona performance del 12,91%.

E il dato degli ultimi 30 giorni registra un +6.70%, il che ha garantito qualche buon ritorno agli investitori che, secondo qualcuno, potrebbero ora cominciare a pensare a qualche presa di profitto.
Ma secondo i dati forniti da First Call, la raccomandazione media degli analisti sul titolo, misurata in una scala che varia da 1 a 5 (dove 1 o 2 indicano una raccomandazione Buy, 3 Hold and 4e 5 un consiglio  Sell) si attesta al momento su un buon 2,20.
Zions Bancorp presenta un P/B ratio di 0,9 e negli ultimi dodici mesi l’EPS messo assegno dalla banca ammonta a 1,67 dollari.

Nella giornata di mercoledì il titolo ha chiuso le contrattazioni a 30.58, in frazionale rialzo dello 0,19%.

Bank of New York Mellon (codice Nyse: BK)

Dieci analisti interpellati recentemente dal gruppo di ricerca di Zacks Research forniscono al momento un target price di 45 dollari sul titolo.
La stima del broker più bullish fissa un obiettivo di 50 dollari da qui alla fine dell’anno.
Anche il titolo della compagnia finanziaria con sede a New York ha ben performato negli ultimi trenta giorni, con un +1.72%. In calo invece il dato riferito alle ultime cinque giornate di borsa in cui il titolo ha lasciato sul terreno l'1.01%.
I dati forniti da First Call mostrano consensus recommendation di 2,4.
Bank of New York Mellon ha chiuso la giornata di mercoledì poco sotto la parità a 41,29 dollari per azione (-0,19%), con un volume di scambi pari a 12.824.186 azioni, al di sotto dei volumi medi di 13.910.000 titoli registrati negli ultimi tre mesi.

Wells Fargo (NYSE: WFC)

Buona posizione nelle rilevazioni di Kensho anche per Wells Fargo, tra le big four del comparto e considerata in questa fase una delle banche meglio gestite degli Stati Uniti e da molti ritenuta una certezza in termini di profitti e di stabilità.
Nell’ultimo anno Wells Fargo ha generato un rendimento del capitale del 13%, superata soltanto da US Bancorp tra i grandi gruppi bancari americani quanto a redditività.

Cifra tutt’altro che trascurabile se si considera che la media registrata sul KBW Bank Index, benchmark del bancario che raccoglie 23 titoli dei maggiori attori del settore, è dell’8,8%.
Si aggiunga che il titolo Wells Fargo rende il 3,1%, confrontato con una media sullo S&P 500 del 2,1%.
Ciò che ne fa una delle scelte più appetibili a settembre per gli investitori interessati ai dividendi.
Wells Fargo scambiava ier in chiusura di giornata ieri a 49,7, lasciando sul terreno un lieve 0,22%.

Fonte: News Trend Online

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