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martedì 20 settembre 2016

Settimana ben intonata

Inizio di settimana positivo sui mercati, senza ovvii catalyst. Anzi, direi che il newsflow delle ultime ore non sembra particolarmente ispirato:
  • Nuova bastonata per la Merkel alle elezioni locali a Berlino. L’aspetto confortante è che i vincitori della consultazione non sono i neonazisti di AFD (che prendono comunque un 14%), ma la  sinistra.
    Ma l risvolto negativo è che il risultato, oltre ad allungare la striscia di sconfitte nelle elezioni regionali per la CDU, mostra una Merkel stretta tra 2 fuochi, il che renderà  più complesso difendere la posizione.
  • Un certo risalto anche a  livello internazionale è stato dato agli screzi tra Renzi e l’asse franco-tedesco, con il presidente del consiglio estremamente critico del  risultato del summit.

    Saranno schermaglie, ma certo non si può dire che i leaders dell’Eurozone, a cui Draghi vorrebbe passare il testimone di alfieri della crescita, mostrino molto coordinamento. Se non altro, la  proposta di estendere l’European Fund for Strategic Investment è una buona notizia.
    Naturalmente, vi è stata anche parecchia retorica rigida nei confronti della Brexit.
  • Il vantaggio Di Hillary Clinton su Trump si è ridotto a  livelli ai quali non è più totalmente fuori luogo parlare di sostanziale parità, in particolare tenendo conto del trend.

     E’ evidente che il malore alla cerimonia dell’11 Settembre ha avuto un impatto sui sondaggi (vedi grafico sotto, courtesy of Citigroup). Hillary conserva una discreta maggioranza a livello di collegi, ma l’esperienza recente ci insegna a diffidare dei sondaggi (e dei bookmakers).
     E’ comunque ancora presto, a mio modo di vedere, perchè i Democratici vadano in panico, come invece suggerisce un autorevole editorialista, ma la lotta sembra farsi sempre più incerta, il che non è foriero di stabilità  sui mercati.
Ciononostante, un Asia orfana di Tokyo (Giorno per il Rispetto verso gli Anziani, categoria in crescita in Giappone come altrove) ha mantenuto un buon tono, con discreti guadagni su tutti gli indici.
Parecchia attenzione ha attirato in Cina l’accelerazione dell’immobiliare, con i prezzi delle case in salita, in media dell 1.2% (massimo incremento dal gennaio 2010) in 64 delle 70 città monitorate.

Naturalmente si tratta di uno sviluppo positivo nel breve ma non sono mancati i commenti scettici, che hanno messo il dato in relazione con la nuova accelerazione dell’aggregate financing di agosto, e gridato alla bolla. Nel week end la BIS ha osservato che il Credit to GDP gap (differenza tra credit-to-GDP ratio e la sua media di lungo periodo) ha superato il 30% (secondo la BIS oltre il 10 implica un elevato rischio di stress bancario).
Verissimo, ma sembra che in ogni caso nel breve non dobbiamo preoccuparci, almeno in Cina, di un rallentamento macro.
In ogni caso,  alla  riapertura dopo 2 giorni di festività, gli investitori locali hanno ripreso gli acquisti, supportando A-shares e H-shares. Fortissima anche Taiwan, trainata dall’impennata dei fornitori di Apple dopo le ottime vendite dell’ Iphone 7.
Il recupero del sentiment ha offerto supporto all’Europa, che aveva chiuso sui minimi di seduta, e della settimana, venerdi scorso.

Inizialmente trainati dalle banche, gli indici hanno tenuto anche quando queste sono passate in retroguardia, aggrappandosi al rimbalzo di Basic Resources, energy e auto, e al buon tono in apertura di una Wall Street che eventualmente guardava con ottimismo al FOMC. D’altronde,  le statistiche sono favorevoli post meeting, in particolare con l’avvento della Yellen alla presidenza FED.
Ma questa volta il  compito si presenta invero complicato per la  Chairwoman, con un Committee apparentemente spaccato, e attese di normalizzazione davvero ridotte (servono oltre 12 mesi perchè un rialzo sia interamente prezzato dalla curva dei tassi).
Notevole la filosofia con cui sono stati prese alcune indiscrezioni di Market news secondo cui l’ECB starà ferma fino a dicembre, perchè le misure varate sarebbero sufficienti, e comunque non vi è appetito per Helicopter money o estensione del pool di acquisti ad altre asset class.
Sul fronte macro, un solo dato in US, ma buono! La confidence dei Homebuilders (65 da 59 vs attese per 60) è tornata prepotentemente sui massimi di periodo, con miglioramenti equamente divisi tra aree e sottoindici.

Sembra che il settore costruzioni continuerà a contribuire alla crescita nei prossimi mesi.
Il buon tono ha permesso una buona chiusura all’Europa, nonostante un € in recupero, e rendimenti core in marginale rialzo. Buona reazione dei bonds periferici, che però la scorsa settimana avevano pagato dazio pesante.
Come accennato sopra, l’esordio sontuoso delle banche europee si è  ridotto nel finale ad un timido rimbalzo (+0.65% dopo un -2.6% venerdi).
Dopo la chiusura europea Wall Street sembra aver assunto un atteggiamento più riflessivo.
Dal  punto di vista macro la  settimana prende decisamente vita mercoledi con gli attesissimi meeting di BOJ e FED (sui quali conto di raccogliere un po’ le idee domani).

Dopo di che, venerdi è gia tempo di PMI flash di settembre, assai rilevanti per capire se il rilassamento di agosto sta proseguendo. Sono assai convinto che, una volta alle spalle il FOMC, il quadro macro riprenderà, nel bene o nel male, il centro della scena.
Autore: Giuseppe Sersale Fonte: News Trend Online

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