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giovedì 29 settembre 2016

Report dei mercati


MERCATO USA
Wall Street chiude in rialzo, energetici sugli scudi dopo l'accordo Opec
La Borsa di New York ha chiuso la seduta in rialzo grazie all'accordo sul taglio della produzione di petrolio. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,61%, l'S&P 500 lo 0,53% e il Nasdaq Composite lo 0,24%. Sorprendendo gran parte degli osservatori l’Opec ha annunciato di avere raggiunto un accordo per limitare la produzione di greggio. Si tratta della prima volta dal 2008 che l’organizzazione dei 14 maggiori produttori di petrolio si accorda sull’imposizione di un tetto all’output. Dopo la notizia, i corsi del greggio hanno accelerato al rialzo chiudendo a +5,33% a 47,05 dollari al barile.
A luglio gli ordini di beni durevoli hanno fatto registrare una variazione nulla su base mensile dopo l'incremento del 3,6% rilevato ad agosto, rivisto da +4,4%. L'indice "core" è diminuito dello 0,4% su base mensile, dal +1,1% della rilevazione precedente. Gli ordini esclusi i mezzi per la difesa sono diminuiti dell'1% su base mensile.
Sul fronte societario molto forte il comparto energetico. Il numero uno del settore, ExxonMobil, ha guadagnato il 4,44%.
Nike -3,79%. Il colosso dell'abbigliamento sportivo ha comunicato risultati relativi al primo trimestre del suo esercizio segnati dal progresso dei profitti netti del 5,9% a 1,25 miliardi di dollari, pari a 73 centesimi per azione. Nei tre mesi allo scorso 31 agosto i ricavi sono aumentati del 7,7% a 9,06 miliardi di dollari. Il consensus di Reuters era per 56 centesimi di utile e 8,87 miliardi di giro d’affari. A deludere, però, sono stati i cosiddetti ordini futuri, cresciuti nel trimestre del 7% contro l’8% stimato da Consensus Metrix. Il dato è oltre tutto il peggiore degli ultimi cinque trimestri.
Alphabet -0,08%. Wedbush ha peggiorato la raccomandazione sul titolo ex Google a underperform.
BlackBerry +5,71%. Il gruppo canadese ha chiuso il secondo trimestre con un risultato adjusted in pareggio contro la perdita di 5 centesimi attesa dagli analisti. I ricavi sono calati a 334 milioni da 490 milioni (consensus 392 milioni). Per l'intero esercizio la società, che abbandonerà la progettazione degli smartphone per concentrarsi su servizi di sicurezza e comunicazione rivolti ad aziende ed enti governativi, stima un Eps tra 0 e -0,05 dollari.
MERCATI ASIATICI
Mercati asiatici sostenuti dal rally del petrolio. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna l’1,39%
Nonostante la decisione a sorpresa dell’Organization of the Petroleum Exporting Countries (Opec, l’organizzazione dei 14 maggiori produttori di petrolio con riserve provate superiori al 70% del totale mondiale), che ha annunciato mercoledì di avere raggiunto un accordo per limitare la produzione di greggio (per la prima volta dal 2008), continui a sollevare lo scetticismo di gran parte degli osservatori, alla riapertura i mercati asiatici hanno beneficiato del rally del prezzo del petrolio (apprezzatosi di quasi il 6% nella seduta precedente), che ha sostenuto i corsi dei titoli del settore nella regione. A metà seduta l’indice Msci Asia-Pacific (Giappone escluso) guadagnava quasi l’1% anche se alcune piazze, in particolare quella di Hong Kong, avevano eroso gran parte del progresso iniziale.
Sul fronte valutario, il Bloomberg Dollar Spot Index, che monitora la divisa Usa nei confronti delle altre principali valute, è in modesto progresso dopo avere chiuso mercoledì ai minimi delle ultime due settimane. Lo yen, d’altra parte, si deprezza di circa lo 0,70% sulla valuta americana, segnando la maggiore perdita tra le principali monete. E questa è sempre una buona notizia per Tokyo. A fine seduta il Nikkei 225 ha segnato un progresso dell’1,39% (più limitato il guadagno dell’indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,94%). Sul fronte macroeconomico, secondo quanto comunicato dal ministero giapponese di Economia, Commercio e Industria, le vendite retail sono calate su base annuale in agosto del 2,1% contro lo 0,2% di declino di luglio (e quello dell’1,4% in giugno) e l’1,7% di flessione attesa dagli economisti. Si tratta del sesto mese consecutivo di contrazione. A Seoul il Kospi ha guadagnato lo 0,74% al termine degli scambi.
In positivo, ma con incrementi più limitati, la giornata dei mercati cinesi. A circa un’ora dalla chiusura Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano lo 0,30-0,40% mentre è superiore al mezzo punto percentuale l’apprezzamento dello Shenzhen Composite. L’Hang Seng di Hong Kong ha invertito la tendenza assestandosi sulla parità e virando anche in negativo seppure marginalmente (mentre continua a muoversi su un guadagno di circa lo 0,50% l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China). A Sydney è sempre l’oro nero invece a tenere banco (Bhp Billiton guadagna circa il 5% mentre titoli petroliferi come Santos e Oil Search hanno toccato progressi intorno all’8%) e l’S&P ASX 200 si è apprezzato dell’1,09% in chiusura di seduta.
MERCATI EUROPEI
Borse europee in forte rialzo
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in forte rialzo dopo l'accordo dell'Opec sul taglio della produzione di petrolio. Il Dax30 di Francoforte guadagna l'1,1%, il Cac40 di Parigi l'1,4%, il Ftse100 di Londra l'1,2% e l'Ibex35 di Madrid l'1,25%. In Spagna a settembre le vendite al dettaglio sono aumentante del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2015, risultando inferiori alla lettura precedente fissata al +4,9%.
La stima preliminare dell'inflazione (indice dei prezzi al consumo armonizzato HICP) ha mostrato una crescita dello 0,3% su base annua dopo un calo dello 0,1% ad agosto. La rilevazione odierna è superiore alle attese (+0,1%). Sul fronte societario forti acquisti sul comparto energetico.
Tra i singoli titolo EuropaCorp +14%. Il gruppo dell'intrattenimento ha annunciato un aumento di capitale da 60 milioni di euro riservato a FF Motion Invest, divisione della casa di produzione Fundamental Films. Capita -19%. La società di servizi ha lanciato un profit warning. Bankia +2%. Frob, il fondo di salvataggio delle banche spagnole, sta lavorando ad un progetto di fusione con Banco Mare Nostrum (BMN).
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana in deciso rialzo: Ftse Mib +1,63%. Petroliferi in rally dopo sorpresa OPEC
Il Ftse Mib segna +1,63%, il Ftse Italia All-Share +1,51%, il Ftse Italia Mid Cap +0,78%, il Ftse Italia Star +0,61%.
Mercati azionari europei in progresso. DAX +1,2%, CAC 40 +1,6%, FTSE 100 +1,2%, IBEX 35 +1,3%. Future sugli indici azionari americani in rialzo dello 0,1% circa. Le chiusure della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +0,53%, Nasdaq Composite +0,24%, Dow Jones Industrial +0,61%. Euro in recupero dai minimi di ieri a 1,1180/1,1190. EUR/USD al momento viene scambiato a 1,1225 circa. Obbligazionario eurozona in lieve calo. Il rendimento del Bund decennale sale di 1 bp a -0,12%, anche quello del BTP sale di 1 bp all'1,20% (+2 bp per il Bono a 0,92%). Lo spread è stabile a 132 bp.
Balzo in avanti per i titoli del settore petrolifero in scia al greggio, a sua volta in forte rialzo dai minimi di ieri pomeriggio, tocca i massimi dal 9/9. I future novembre segnano ora 49,10 $/barile per il Brent (da 46,29) e 47,00 $/barile per WTI (da 44,37). Sorprendendo gran parte degli osservatori l’OPEC ha annunciato di avere raggiunto un accordo per limitare la produzione di greggio. Si tratta della prima volta dal 2008 che l’organizzazione dei 14 maggiori produttori di petrolio si accorda sull’imposizione di un tetto all’output. Gran denaro su Saipem (+6,5%), Tenaris (+7,3%), Eni (+4,0%), Saras (+3,1%). Buone performance per i titoli industriali. L'indice EURO STOXX Industrials segna +1% circa. A Milano acquisti su FCA (+2,2%), CNH Industrial (+2,1%), Trevi Finanziaria Industriale (+5,1%), Maire Tecnimont (+4,1%), Piaggio&C (+2,2%).
Avvio positivo per i bancari. L'indice FTSE Italia Banche segna +1,3%, l'EURO STOXX Banks +1,2%. BPER (+2,4%) si conferma ben intonata, segue Intesa Sanpaolo (+1,7%). In verde Generali (+1,5%) che ha annunciato accordi per la vendita degli asset in Guatemala e Liechtenstein, senza fornire ulteriori dettagli. Buon rialzo per Aedes (+2,8%) dopo che il cda ha annunciato che il gruppo ha conseguito a partire dal secondo semestre 2016 (in anticipo rispetto alle previsioni del piano industriale approvato nel 2014) l’equilibrio economico ricorrente. Approvate anche le linee guida strategiche 2017- 2021, con equilibrio finanziario da attività di locazione nell’arco del 2017-2018 e ritorno alla distribuzione del dividendo dal 2018.
Methorios Capital (-5,2%) in forte ribasso dopo le dimissioni per giusta causa con effetto immediato presentate il 27 settembre scorso del Direttore Generale Matteo Petti, dell'Amministratore Delegato Luca Perconti e del Dirigente e Investor Relator Francesco Falconi. Tutti e tre erano membri del cda.
TITOLI DEL GIORNO
Ottima performance per Buzzi Unicem che fa nettamente meglio dell'indice di settore EURO STOXX Construction & Materials (+1,1%). Il titolo registra la chiusura più alta da quattordici sedute a 18,38 euro, ma si mantiene ancora al di sotto della duplice resistenza definita dal passaggio in questo punto della trend line che scende dai massimi di fine agosto e dalla media mobile a 20 sedute. In caso di rottura di questi riferimenti tecnici servirebbe anche il superamento di 18,60 per dare autorevolezza alla reazione di mercoledì permettendo non solo di rivedere i massimi di periodo a 19,70 circa, ma anche di estendere il movimento fino a obiettivi a 20,30 e area 21, lato alto di un canale che sale dai minimi di febbraio. Se area 18,40/18,60 dovesse invece respingere l’attacco dei compratori, aumenterebbero le probabilità di estensione della correzione verso i supporti strategici in area 17, 00.
UnipolSai riesce a mettere a segno un brillante rialzo nella seduta di mercoledi' spingendosi fino a toccare un massimo a 1,453 euro dopo avere terminato la giornata precedente a 1,413 euro. Il rialzo interrompe una serie negativa che durava da tre sedute ed evita al titolo il pericoloso test dei minimi di inizio agosto, posti a 1,382 euro. I minimi di martedi', a 1,392, sono infatti arrivati ad un passo dal sostegno che per il momento ha dimostrato di essere rispettato dal mercato. Per riportare il sereno sara' tuttavia necessario almeno il superamento a 1,48 circa della media mobile a 50 giorni. In quel caso attesa la ricopertura del gap ribassista del 12 settembre a 1,554. Resistenza successiva il top del 23 giugno a
Brusco incremento della volatilità nelle ultime due sedute per Danieli&C, con il titolo che rompe in successione una serie di supporti statici e accelera al ribasso. Nella giornata di ieri le quotazioni si sono spinte fin sui 16,50/16,70 euro, dove troviamo i minimi di inizio agosto e il 61,8% di ritracciamento di quanto guadagnato con il rally partito a inizio luglio. Su questi livelli il titolo ha reagito con decisione (record volumi da marzo) chiudendo sui massimi giornalieri e realizzando un hammer, una candela che normalmente anticipa un recupero consistente. Concrete conferme in tal senso giungerebbero con il superamento di 18,02, supporto statico la cui rottura ha dato il via all'accelerazione ribassista, per 18,70 e 19,27, massimo di inizio mese. Sopra questo ultimo riferimento il titolo potrebbe lanciare un attacco a 20,10/20,20, massimi allineati di novembre 2015 e aprile 2016 e resistenze strategiche in otti ca di lungo periodo: obiettivi successivi a 21,80 e 24,28, massimo dell'aprile 2015. La violazione di 16,50 confermerebbe invece l'ipotesi di inversione della tendenza ascendente di breve/medio periodo e il conseguente ritorno sui 15,11 di inizio luglio.
DATI MACRO ATTESI
Giovedì 29 Settembre 2016
01:50 GIA Vendite al dettaglio ago;
08:35 GIA Intervento Kuroda (governatore BoJ);
09:00 SPA Inflazione preliminare set;
09:00 SPA Vendite al dettaglio ago;
09:55 GER Variazione n° disoccupati set;
09:55 GER Tasso di disoccupazione set;
10:30 GB Indice credito al consumo ago;
11:00 EUR Indice fiducia economica set;
11:00 EUR Indice fiducia industria set;
11:00 EUR Indice fiducia servizi set;
11:00 EUR Indice fiducia consumatori finale set;
14:00 GER Inflazione preliminare set;
14:30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione;
14:30 USA PIL finale trim2;
14:30 USA Bilancia commerciale preliminare ago;
16:00 USA Intervento Powell (FOMC, Fed);
16:00 USA Indice Pending Home Sales (mercato immobiliare residenziale) ago;
22:00 USA Intervento Yellen (presidente Fed) su sistema bancario.
HEADLINES
Air Berlin annuncia ristrutturazione: 1.200 i licenziamenti
Air Berlin ha comunicato che il board ha raggiunto un accordo sul piano di ristrutturazione della seconda maggiore compagnia aerea di Germania, che modificherà il suo modello di business dopo che nei mesi scorsi aveva annunciato il passaggio a una flotta interamente in leasing. La ristrutturazione, che prevede lo spostamento delle attività turistiche in una divisione separata, comporterà la riduzione a 75 aerei della flotta core e il licenziamento di 1.200 dipendenti a tempo pieno. Air Berlin è partecipata al 29% da Etihad Airways.
Per Mester (Fed di Cleveland) sarebbe prudente alzare i tassi in questa fase
Loretta Mester, numero uno della Federal Reserve Bank (Fed) di Cleveland, ha dichiarato mercoledì che nell’attuale congiuntura la scelta prudente sarebbe quella di alzare i tassi d’interesse. "Davanti all’evidenza che l’economia è sulla buona strada per raggiungere i nostri obiettivi nel medio periodo, essere prudenti significa muovere le politiche monetarie verso l’alto”, ha spiegato. Mester, che nel meeting di settimana scorsa è stata uno dei tre membri del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie) a votare contro il mantenimento dei tassi d’interesse in un range dello 0,25-0,50% (dopo il primo rialzo dal 2006 deciso nel dicembre dello scorso anno, ha notato come alcuni rischi preesistenti tra cui la volatilità dei mercati finanziari, la debolezza economica fuori dagli Usa e l’impatto della Brexit si si ano sgonfiati.
Giappone: accelera al 2,1% annuo il declino delle vendite retail in agosto
Le vendite retail in Giappone calano per il sesto mese consecutivo e la contrazione torna ad accelerare dopo la frenata di luglio. Secondo quanto comunicato dal ministero giapponese di Economia, Commercio e Industria, le vendite al dettaglio sono infatti scese su base annuale in agosto del 2,1% contro lo 0,2% di declino di luglio (e quello dell’1,4% in giugno) e l’1,7% di flessione attesa dagli economisti. Su base mensile rettificata stagionalmente la lettura è stata invece per un declino dell’1,1% dopo il progresso dell’1,5% di luglio (rivisto rispetto all’1,4% annunciato in precedenza) e contro lo 0,8% di calo del consensus.
Fed: per la chairwoman Yellen non c’è un calendario preciso per il rialzo dei tassi
Janet Yellen, chairwoman della Federal Reserve (Fed), ha detto che l’istituto centrale non ha un “calendario fissato” per rimuovere l’attuale politica monetaria accomodante. Parlando al Congresso Usa mercoledì, Yellen ha detto che alla fine la costante creazione di posti di lavoro al passo tenuto finora potrebbe causare un surriscaldamento dell'economia. E in quel caso la Fed potrebbe essere costretta ad alzare i tassi più velocemente di quanto i politici vorrebbero, ha aggiunto. Yellen, all’interno della sua testimonianza semestrale davanti alla commissione della House of Representatives (la Camera Usa) che si occupa di tematiche regolatorie finanziarie, ha dichiarato di non essere a conoscenza di contatti tra Lael Brainard, tra i membri considerati più “colombe” del Board of Governors della Fed, e la candidata democratica alla presidenza Hillary Clinton. La chairwoman &egr ave; stata più volte attaccata dal candidato repubblicano Donald Trump che accusa lei e la Fed di avere un’agenza “politica” più che economica.
George (Fed di Kansas City) vuole progresso lento ma sicuro nel rialzo dei tassi
Esther George, president e chief executive della Federal Reserve (Fed) di Kansas City, ha detto mercoledì di volere rialzare i tassi “lentamente ma con fermezza”, ma ha sottolineato che questo non significa che desideri mettere un freno alla crescita economica degli Usa. George si è detta convinta che sia preferibile alzarli lentamente piuttosto che essere costretti in seguito ad applicare un aumento repentino. Nel meeting di settimana scorsa George è stata uno dei tre membri del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie) a votare contro il mantenimento dei tassi d’interesse in un range dello 0,25-0,50% (dopo il primo rialzo dal 2006 deciso nel dicembre dello scorso anno).
Opec annuncia primo taglio alla produzione dal 2008
Sorprendendo gran parte degli osservatori l’Organization of the Petroleum Exporting Countries (Opec, l’organizzazione dei 14 maggiori produttori di petrolio con riserve provate superiori al 70% del totale mondiale) ha annunciato mercoledì, nel corso di un meeting in Algeria, di avere raggiunto un accordo per limitare la produzione di greggio. Si tratta della prima volta dal 2008 che l’Opec si accorda sull’imposizione di un tetto all’output e la decisione segna un allentamento delle tensioni tra Arabia Saudita e Iran (la cui rivalità va ben oltre il petrolio ma riguarda politica e religione), visto che Teheran, tornata a esportare dopo l’accordo sul nucleare siglato lo scorso anno (che ha permesso la fine delle sanzioni economiche), non dovrà ridurre la produzione. Anche se i dettagli precisi di come l’accordo verrà applicato arriveranno solo con il prossimo meeting di novembre, il tetto dovrebbe essere messo a 32,5-33 milioni di barili al giorno, fino a un taglio massimo di 700.000 barili rispetto alla produzione di agosto. Sulla notizia, i corsi del greggio hanno segnato progressi di quasi il 6% mercoledì ma alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici l’andamento è piatto, visto che rimangono dubbi su con quale misura effettivamente l’accordo verrà rispettato.
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