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mercoledì 14 settembre 2016

Report dei mercati

MERCATO USA
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Usa: Borsa chiude in forte calo, pesano energetici e bancari
La Borsa di New York ha chiuso la seduta in deciso ribasso a causa dei forti cali del settore energetico e del comparto bancario. Il Dow Jones ha perso l'1,41%, l'S&P 500 l'1,48% e il Nasdaq Composite l'1,09%.
Il petrolio ha lasciato sul terreno il 3% a 44,90 dollari al barile. L'Agenzia Internazionale dell'Energia ha tagliato le stime sulla domanda mondiale di petrolio di 100 mila barili al giorno per quest’anno e di 200 mila barili per il 2017.
Tra i singoli titoli Apple +2,55%. L'operatore telecom T-Mobile ha reso noto che gli ordini per il nuovo iPhone7 sono quattro volte superiori a quelli dei modelli precedenti. Freeport McMoRan -8,44%. Il gruppo minerario, impegnato nel tentativo di abbattere il pesante indebitamento (18,8 miliardi di dollari in luglio), ha comunicato che cederà i suoi asset offshore di petrolio e gas naturale nelle acque profonde Golfo del Messico ad Anadarko Petroleum per 2 miliardi di dollari. Intersil +9,82%. La giapponese Renesas Electronics ha annunciato l'acquisto del produttore di chip per 3,22 miliardi di dollari. Netflix -2,99%. Macquarie ha peggiorato la raccomandazione sul titolo del gigante specializzato nella distribuzione via internet di film, serie televisive e altri contenuti d'intrattenimento a "underperform" da "neutral".
Weight Watchers -6,37%. La società che offre servizi e prodotti per le diete ha comunicato le dimissioni del Ceo James Chambers.
MERCATI ASIATICI
Mercati asiatici in declino. Solo Sydney in positivo (S&P/ASX 200 +0,38%)
I mercati asiatici scivolano ai minimi delle ultime sei ottave di fronte alla constatazione che le banche centrali non stanno riuscendo a spingere la crescita economica. Se sembra allontanarsi la possibilità di un incremento dei tassi d’interesse Usa nel breve (e passato settembre è verosimile si slitti fino a dicembre, visto l’incombere delle elezioni presidenziali per il successore di Barack Obama), secondo il Nikkei, la Bank of Japan (BoJ) valuterà invece seriamente l’ipotesi di tagliare ulteriormente in territorio negativo i tassi d’interesse (portati al -0,10% con una mossa senza precedenti lo scorso gennaio), nel meeting che si terrà la prossima settimana, con il governatore Haruhiko Kuroda che avrebbe l’appoggio della maggioranza dei membri del board della BoJ che si occupa di politiche monetarie. Il risultato è stato un generalizzato declino dei listini, e neppure il modesto deprezzamento dello yen sul dollar o è servito a sostenere Tokyo: il Nikkei 225 ha chiuso infatti in flessione dello 0,69% (performance simile per l’indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,62%). Sul fronte macroeconomico, il ministero nipponico di Economia, Commercio e industria, ha comunicato che in luglio la produzione industriale ha segnato un declino su base annua del 4,2% contro il progresso dell’1,5% registrato in giugno (e il declino dello 0,4% di maggio) e il 3,8% di flessione della lettura preliminare. Su base mensile, la produzione industriale è calata dello 0,4% contro la lettura preliminare piatta e lo 0,8% stimato dagli economisti (in giugno era invece cresciuta del 2,3%).
A circa un’ora dalla chiusura, Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in flessione di circa lo 0,70% mentre limita intorno allo 0,30% le sue perdite lo Shenzhen Composite. In negativo, ma intorno alla parità, è invece l’Hang Seng di Hong Kong (peggio fa l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in declino di circa lo 0,30%). Unica voce fuori dal coro è Sydney. Nonostante il netto declino dei maggiori gruppi minerari, l’S&P/ASX 200 segna invece un guadagno dello 0,38% al termine delle contrattazioni. A Seoul, il Kospi è rimasto chiuso per la celebrazione della festività del Chusok.

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MERCATI EUROPEI
Borse europee poco mosse, male il settore del lusso
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta poco mosse. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,2%, il Cac40 di Parigi lo 0,1%, il Ftse100 di Londra lo 0,3%. Sotto la parità l'Ibex35 di Madrid (-0,05%).
L'INSEE ha reso noto che in Francia l'indice armonizzato dei Prezzi al Consumo e' cresciuto dello 0,3% ad agosto, in lieve calo rispetto alle attese  e alla rilevazione precedente, entrambe fissate al +0,4%. Rispetto ad un anno fa l'indice armonizzato e' cresciuto dello 0,4%. Sul fronte societario Richemont -4%. Il colosso del lusso ha dichiarato di attendersi un declino del 45% dell’utile operativo nel primo semestre (in chiusura a fine mese). Nei cinque mesi allo scorso 31 agosto i ricavi, al netto dei corsi valutari, sono calati del 13% contro l’11% di flessione del consensus di Bloomberg.
Bayer +0,6%. Secondo quanto riporta in esclusiva Reuters, il gruppo chimico-farmaceutico sarebbe vicinissima a chiudere l’accordo per l’acquisizione di Monsanto, dopo avere migliorato ulteriormente la sua offerta d’acquisto settimana scorsa portandola a 127,50 dollari per azione dai 125 dollari proposti in luglio (la prima offerta ufficiale, in maggio, era stata di 122 dollari). Dopo avere respinto le due precedenti offerte il board del colosso Usa dell’agro-chimico dovrebbe decidere di approvare in giornata la nuova proposta nonostante sia inferiore a quei 130 dollari considerati l’obiettivo di Monsanto. Hermès -6%. La casa di moda ha avvertito che non riuscirà a raggiungere i propri obiettivi a medio termine. Nestlé +0,7%. Goldman Sachs ha migliorato la raccomandazione sul titolo del gigante alimentare svizzero a buy da sell.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana poco sotto la parità: Ftse Mib -0,10%. Vendite sui bancari e FCA, sale Unipol GF
Il Ftse Mib segna -0,10%, il Ftse Italia All-Share -0,09%, il Ftse Italia Mid Cap -0,01%, il Ftse Italia Star +0,06%.
Mercati azionari europei poco mossi. DAX +0,1%, CAC 40 -0,1%, FTSE 100 +0,1%, IBEX 35 +0,1%.
Future sugli indici azionari americani in parità. Le chiusure della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 -1,48%, Nasdaq Composite -1,09%, Dow Jones Industrial -1,41%.
Tokyo negativa con il Nikkei 225 che chiude -0,69%. Borse cinesi deboli: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a -0,66%, l'Hang Seng di Hong Kong al momento cede lo 0,1% circa. Euro ancora sostanzialmente stabile contro dollaro. EUR/USD al momento viene scambiato a 1,1220 circa. Vendite sull'obbligazionario eurozona. Il rendimento del decennale tedesco sale di 4 bp allo 0,06%, quello del BTP sale di 3 bp all'1,31%. Lo spread scende di 1 bp a 125. Bancari deboli in avvio: l'indice FTSE Italia Banche segna -1,1%, l'EURO STOXX Banks -0,7%. In ribasso Banca MPS (-2,4%), con breve passaggio in asta di volatilità, nel giorno del cda per la nomina del nuovo a.d. al posto di Fabrizio Viola: grande favorito Marco Morelli, attuale responsabile di BofA-Merrill Lynch per l'Italia e in precedenza, dal 2006 al 2010, vice direttore generale e quindi CFO di MPS. Il Sole 24 Ore scrive che il cambio al vertice implicherà un rinvio dell'approvazione del piano di risanamento d i Rocca Salimbeni: l'aumento di capitale è previsto nel primo trimestre del 2017. Perde ulteriore terreno UniCredit (-2%) a causa delle incognite riguardanti il piano di rafforzamento comprendente un aumento di capitale che potrebbe arrivare a 10 miliardi di euro (indiscrezioni di venerdì del Financial Times). FCA (-2,4% a 5,66 euro) debole ma in recupero dal minimo toccato nelle prime battute a 5,54 euro, con il titolo passato per qualche minuto in asta di volatilità a -4,48%. In rosso il settore con Sogefi (-0,7%) e Piaggio (-1,1%). L'indice EURO STOXX Automobiles & Parts segna -0,3%.
Unipol Gruppo Finanziario (+2,4%) balza in avanti. Il Sole 24 Ore scrive che sono vicine a una conclusione positiva le trattative tra le banche creditrici (MPS e Carige) e Holmo per la ristrutturazione del debito di quest'ultima. Holmo ha il 28,8% di Finsoe che a sua volta controlla Unipol GF con il 31,4% e quindi UnipolSai (di cui Unipol GF ha il 51,9% e Finsoe il 9,2% tramite Unipol Finance srl).

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TITOLI DEL GIORNO
Luxottica reagisce alle vendite delle ultime due sedute, beneficiando anche dell’upgrade di Deutsche Bank che ne ha migliorato la raccomandazione da hold a buy. Il titolo non è però riuscito a spingersi oltre la prima resistenza in area 44, area di transito della media mobile a 50 sedute, ed è rientrato nella fascia di oscillazione definita nella ultime settimane. Solo una vittoria sugli ostacoli a 44 circa creerebbe le premesse per la realizzazione di un rimbalzo duraturo, verso almeno 45,60, media mobile a 100 giorni e massimi di metà luglio. Segnali di forza validi anche nel medio periodo giungerebbero però solo oltre 46,70/47. Rischio di nuovi ribassi invece sotto area 42, per target negativi in area 40.
Seduta in netta controtendenza martedi' per Moncler che riesce a stabilizzarsi al di sopra dei 15,50 euro dopo aver terminato lunedi' a 15,30 euro. A sostenere il titolo collabora la decisione di Citigroup di confermare la raccomandazione "buy" e il prezzo obiettivo a 17,1 euro per il titolo. Positiva anche Mediobanca Securities che conferma la raccomandazione "outperform" con prezzo obiettivo a 20,4 euro sul titolo. Il rimbalzo delle ultime due sedute e' scaturito dal test lunedi' in area 14,85 euro dei minimi di inizio agosto (a 14,83) e del primo settembre (a 14,83), un supporto che il mercato ha dimostrato di volere rispettare e a partire dal quale potrebbe costruire una reazione rilevante. Le prime conferme in questo senso sono gia' venute con la rottura di 15,39, picco del 7 settembre, ulteriori segnali positivi oltre lo "shooting star" del 24 agosto a 15,84: in quel caso atteso il ritorno sui massimi di fine luglio a 16,13 euro. Sotto area 14,83 invece diverrebbe pro babile il test a 14,40 della linea che sale dai minimi di gennaio. Supporto successivo a 13,43, minimo del 27 giugno.
UBI Banca scivola sotto il supporto rappresentato dal minimo del 7 settembre a 2,3640 e completa il doppio massimo formatosi nelle ultime due settimane. Il titolo si è in tal modo esposto al rischio di ritorno sul bottom pluriennale del 22 agosto a 2,1680, conferme in tal senso alla violazione di 2,29. Sotto questo ultimo riferimento i prezzi ben difficilmente riuscirebbero ad evitare un test del minimo storico dell'estate 2012 a 1,8210. Concreti segnali di forza al superamento degli ostacoli a 2,50/2,55, prologo a un allungo verso 2,65 in prima battuta e quindi in area 2,90, massimi allineati di luglio/agosto e linea tracciata per i picchi discendenti di marzo, aprile e maggio. L'eventuale rottura di queste ultime resistenze aprirebbe spazi di ascesa più ampi in direzione di 3,25 e 3,70.
DATI MACRO ATTESI
Mercoledì 14 Settembre 2016
06:30 GIA Produzione industriale finale lug;
08:45 FRA Inflazione finale ago;
10:00 ITA Inflazione finale ago;
10:30 GB Tasso di disoccupazione lug;
10:30 GB Variazione n° richieste sussidi disoccupazione ago;
11:00 EUR Produzione industriale lug;
14:30 USA Indice prezzi importazioni ago;
16:30 USA Scorte settimanali petrolio e derivati.

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HEADLINES
Richemont stima declino dell’utile operativo semestrale del 45%
Compagnie Financière Richemont ha dichiarato di attendersi un declino del 45% dell’utile operativo nel primo semestre (in chiusura a fine mese). Nei cinque mesi allo scorso 31 agosto i ricavi, al netto dei corsi valutari, sono calati del 13% contro l’11% di flessione del consensus di Bloomberg. Richemont aveva chiuso in progresso dell’1,53% la seduta di martedì a Zurigo (da inizio anno il titolo è comunque in declino di oltre il 17%).
Unipol Gruppo Finanziario: ristrutturazione debito Holmo in dirittura d'arrivo
Unipol Gruppo Finanziario in rialzo. Il Sole 24 Ore scrive che sono vicine a una conclusione positiva le trattative tra le banche creditrici (MPS e Carige) e Holmo per la ristrutturazione del debito di quest'ultima. Holmo ha il 28,8% di Finsoe che a sua volta controlla Unipol GF con il 31,4% e quindi UnipolSai (di cui Unipol GF ha il 51,9% e Finsoe il 9,2% tramite Unipol Finance srl).
Giappone: per il Nikkei la BoJ è pronta a tagliare ancora i tassi
Secondo quanto scrive il quotidiano nipponico Nikkei, la Bank of Japan (BoJ) valuterà seriamente l’ipotesi di tagliare ulteriormente in territorio negativo i tassi d’interesse (portati al -0,10% con una mossa senza precedenti lo scorso gennaio). Ipotesi, per altro, che era stata più volte indicata come possibile dal governatore Haruhiko Kuroda. La differenza, secondo il Nikkei, è che ora Kuroda avrebbe l’appoggio della maggioranza dei membri del board della BoJ che si occupa di politiche monetarie e un ulteriore allentamento potrebbe arrivare quindi nel meeting che si terrà la prossima settimana.
Giappone: crolla del 4,2% annuo la produzione industriale in luglio
Netta contrazione in luglio per la produzione industriale del Giappone. Secondo la lettura finale diffusa dal ministero nipponico di Economia, Commercio e industria, il dato segna infatti in luglio un declino su base annua del 4,2% contro il progresso dell’1,5% registrato in giugno (e il declino dello 0,4% di maggio) e il 3,8% di flessione della lettura preliminare. Su base mensile, la produzione industriale è calata dello 0,4% contro la lettura preliminare piatta e lo 0,8% stimato dagli economisti (in giugno era invece cresciuta del 2,3%).
Giappone: capacità di utilizzo degli impianti cresce dello 0,6% in luglio
Rallenta la sua crescita in luglio il tasso di utilizzo degli impianti nel Sol Levante. Secondo quanto comunicato dal ministero nipponico di Economia, Commercio e industria, il tasso di utilizzo degli impianti in Giappone è cresciuto infatti in luglio su base mensile rettificata stagionalmente dello 0,6% contro l’1,5% di giugno (e il declino del 2,4% di maggio).
Lockhart lascerà la guida della Fed di Atlanta il 28 febbraio
Dennis Lockhart, president della Federal Reserve Bank di Atlanta, come previsto dalle normative dell’istituto centrale Usa lascerà l’incarico il prossimo 28 febbraio. Lo aveva assunto il 1° marzo del 2007. Lockhart era considerato un “centrista” all’interno della Fed: aperto alla necessità di tassi d’interesse più elevati e preoccupato per gli effettivi negativi dei tassi bassi sui mercati, ha però preso sul serio i timori degli economisti dell’istituto centrale sul fatto che l'economia Usa possa essere bloccata in una fase di bassa crescita.
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ADVFN III

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