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martedì 27 settembre 2016

Referendum: scenari di Borsa con vittoria del sì o del no


In linea con quanto già anticipato nei giorni scorsi. il Consiglio dei Ministri ha fissato ieri la data per il referendum costituzionale. Al termine di una riunione peraltro molto breve si è appreso che gli italiani saranno chiamati il prossimo 4 dicembre ad esprimersi sulla riforma della Costituzione.

C'è ancora un'incertezza di fondo su quello che potrà esser l'esito della consultazione referendaria, ma stando alle ultime intenzioni di voto il "no" sarebbe in leggero vantaggio rispetto al "si".

SG atribuisce il 55% di chance alla vittoria del no

Società Generale ritiene che ci sia il 55% di probabilità che il premier Renzi perda la sua battaglia referendaria e così in caso di trionfo si andrà incontro ad un periodo di incertezza e di cambiamenti politici, i cui sviluppi sono peraltro poco ipotizzabili al momento.

La view di Fideuram SGR e di Lazard Frères Gestion

A detta di Patrizia Bussoli di Fideuram Investimenti SGR, una vittoria del no sarebbe letta dagli investitori esteri come lentezza nelle riforme dell'Italia, con una battuta d'arresto di quel processo di cambiamento che è sì iniziato, ma che si sta rivelando più lento del previsto.


In tal caso Piazza Affari ne risentirebbe, andando incontro ad un aumento della volatilità, mentre una vittoria del si indurrebbe gli investitori a vedere nell'Italia un Paese che ha voglia di andare avanti sul fronte delle riforme.
Non è preoccupato Matthieu Grouès, managing director di Lazard e CIO di Lazard Frères Gestion, il quale ritiene che anche qualora il no dovesse avere la meglio, non ci sarà alcuno short sul mercato del debito italiano.

Si andrà indubbiamente incontro ad una certa volatilità visto che la bocciatura della riforma costituzionale sarebbe un messaggio negativo, ma è anche vero che gli effetti del "sì" sarebbero visibili nel medio termine, mentre il mercato ragiona sul breve.
Anche per questi motivi la case di gestione francese non ha modificato la sua allocazione di portafoglio in vista del referendum che viene definito necessario, ma non sufficiente, visto che molto dipenderà dalle riforme che effettivamente e concretamente saranno realizzate.

Spread e bancari sotto la lente in caso di voto negativo

Secondo UBS se ad avere la meglio saranno i no, allora si andrà incontro ad un aumento dell'incertezza politica e ad un passo indietro sul fronte delle riforme, mentre in caso contrario lo scenario politico dovrebbe diventare più stabile e si avranno ulteriori progressi nel programma riformatore portato avanti dal premier Renzi.
Una vittoria di quest'ultimo alle urne secondo la banca elvetica favorirà un restringimento iniziale dello spread BTP-Bund nell'ordine di 5-10 punti base, mentre con il trionfo dei no il differenziale tra il decennale italiano e quello tedesco potrebbe salire oltre quota 155 punti base.
Al momento gli analisti preferiscono avere una posizione lunga sul decennale spagnolo piuttosto che su quello italiano, consigliando una copertura contro una potenziale escalation dei rischi italiani con la vendita del BTP a 10 anni a favore dei Treasuries Usa.
E quando si parla di spread non si può non fare riferimento ai titoli del settore bancario che inevitabilmente risentono dei movimenti dei bond italiani, di cui sono pieni.

Non a caso Morgan Stanley segnala che un voto negativo penalizzerebbe gli istituti di credito del Belpaese, visto che diventerebbe più complicato il piano di ricapitalizzazione di Banca Monte Paschi e aumenterebbe il rischio di contagio per il settore europeo nel complesso.
Fonte: News Trend Online

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