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lunedì 19 settembre 2016

RBC: petrolio a 60 dollari nel 2017. 4 Big Cap da comprare ora


Secondo una ricerca di RBC i quattro principali bacini di produzione negli Stati Uniti dovrebbero avere un calo di 59 milioni di barili al giorno a ottobre ma le previsioni parlano di un processo che porterà il prezzo del greggio a 60 dollari nel 2017.

Chevron Corp.
(NYSE: CVX)

Titolo solido per antonomasia grazie alla diversificazione sia nei rami produttivi (si occupa infatti di tutte le fasi della lavorazione che partono dall’esplorazione e includono anche la produzione, raffinazione e commercializzazione, oltre che il trasporto dei prodotti petrolchimici) che nella presenza geografica praticamente mondiale.

Le stime di Wall Street parlano di una crescita composita del 5% per i prossimi 5 anni. la miniera d’oro, è rappresentata dallo sfruttamento dei bacini nel sud degli Stati Uniti e nel sud est del New Mexico, denominati Permian Basin (proprio perchè la loro formazione geologica è da farsi risalire al periodo Permiano) e che permetterebbero una redditività anche con un petrolio a 40 dollari al barile.
A questo va aggiunta una serie di tagli  sulle spese in conto capitale programmate tra il 2016-2018 fati per riuscire a preservare un ottimo dividendo attualmente a 4,35%. Il target è fissato a 111,33 dollari.

Exxon Mobil Corp. (NYSE: XOM)

Anche in questo caso si parla di una diversificazione geografica estrema con  Stati Uniti, Canada, Sud America, Europa, Africa, Asia, Australia e Oceania.

E anche Lee Jackson evidenzia la produttività prevede una ramificazione che va dal polietilene alla plastica e al polipropilene passando per prodotti speciali e comprendendo anche attività come il trasporto e vendita di petrolio greggio e gas naturale. Exxon è anche una società molto forte dal punto di vista finanziario.

Ha un rating del credito pari a AA+ e un eccezionale rapporto debiti-azioni di 0,23, il tutto supportato da un dividend yield del 3,55%. Il consensus sul target è di 89,63 dollari.

Royal Dutch Shell PLC (NYSE: RDS-A)

Questa società è sopravvissuto alla grande crisi del petrolio meglio delle sue concorrenti.  Anche qui si ha a che fare con una compagnia petrolifera e del gas mondiale che copre sia le attività di upstream che di downstream e che è attiva sia sul fronte dell’esplorazione che dell’estrazione di petrolio greggio, gas naturale e liquidi da gas naturale.

Inoltre Royal Dutch Shell converte anche gas naturale trasformandolo in combustibili e altri prodotti e trasforma il petrolio greggio in una vasta gamma di prodotti raffinati, tra cui benzina, gasolio, carburante per aerei, combustibile per uso marittimo, gas naturale liquefatto per il trasporto, lubrificanti, bitume e di zolfo.
Nonostante abbia prodotto guadagni inferiori rispetto a quanto previsto nel secondo trimestre, si colloca ancora tra le aziende del gas naturale più redditizie. A suo favore anche un dividend yield del 6,7%.

Total SA (NYSE: TOT)

La sede dell’azienda è in Francia, il che rende il produttore internazionale di energia, petrolio e gas internazionali, leader in Europa.

La società opera attraverso tre segmenti. Il segmento a monte è quello che si occupa praticamente dell’esplorazione, raffinazione e produzione di petrolio, gas e carbone. Il settore Refining & Chemicals è focalizzato nella lavorazione della materia prima e nella produzione di petrolchimici fornendo anche soluzioni per il trasporto.
Infine il Marketing si occupa della commercializzazione dei  prodotti petroliferi, compresi i carburanti per autotrazione, biocarburanti, combustibile per riscaldamento domestico, carburante per aerei, additivi e carburanti speciali. I principali driver che hanno permesso all’azienda di mantenere la capacità di produzione e la redditività includono un aumento nella produzione di petrolio e gas e una forte crescita nella divisione raffinazione, voce molto redditizia della società.

Gli investitori possono godere di un dividend yield del 4,95%. Il target del consensus è  54,40 dollari. 
Fonte: News Trend Online

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