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lunedì 19 settembre 2016

Putin stravince, Merkel... un po' meno


Ultime novità sul fronte russo: il partito del presidente Vladimir Putin ha conquistato il 75% della Duma: Russia Unita è arrivata al 54,21% con oltre 105 seggi in più rispetto a quanto avesse precedentemente. Uno strapotere che conferma la fiducia del popolo verso quello che è a tutti gli effetti uno zar e che, nonostante la crisi economica e sociale derivata dalle sanzioni e dalla crisi del petrolio, riesce ad ottenere consensi a discapito anche delle opposizioni ferme con il 13,45% del Partito Comunista e il 13,24% del Partito liberal democratico.
Intanto in Germania il popolo tedesco non perdona alla Merkel la politica di accoglienza ad ogni costo, una scelta che con ogni probabilità potrebbe decretare la sconfitta definitiva e stroncare la carriera di Angela Merkel, attuale cancelliere tedesco.

Alla base c'è dell'altro

Ma che a suo tempo venne condivisa ampiamente da molte altre formazioni politiche.

Una conferma indiretta di questo arriva dall'ultimo test elettorale in ordine di tempo e che già da sé aveva lanciato un campanello d'allarme per il partito della Merkel: le elezioni in Meclemburgo-Pomerania, una regione coinvolta molto meno delle altre dal fenomeno della migrazione e che aveva registrato il sorpasso dei populisti di Afd sulla Cdu e, in contemporanea la vittoria della Spd.
Alla base della disfatta, in realtà, hanno partecipato anche altri fattori come il caro-scuola, gli affitti, le tasse e il trasporto pubblico.

Ma fedele alla tipica testardaggine teutonica, la stessa che in ambito europeo ha imposto paletti fissi e accordi con deroghe minime (per gli altri), la lady d'acciaio ha deciso che nonostante tutto, la sua strategia di non accettare mai un tetto fisso per l'arrivo dei migranti, non cambierà.
Almeno per il momento. Il massimo che potrà concedere sarà un calo dei flussi.Anche perché fare il contrario, secondo quanto da lei dichiarato, andrebbe non solo contro la costituzione tedesca ma anche contro il diritto internazionale oltre che la stessa base ideologica del suo partito d'appartenenza.

La nuova alleanza

Intanto, guardando i numeri delle ultime consultazioni elettorali regionali di Berlino, sempre più sulla strada della città-stato, non si può fare a meno di citare il 17,6% della Cdu, partito della Merkel, appunto, in calo del 5,7% sulle precedenti elezioni.

In calo anche l'Spd a 21,5% con un -6,8%, il che fa perdere l'egemonia della grande coalizione, a favore, però, di un'altra alleanza, quella cosiddetta rosso-rosso-verde. Infatti il margine perso dalla Merkel è andato, in parte, a favore a un altro partito di sinistra che ha visto un +6% permettendo una coalizione di sinistra, formazione che è la prova di uno scetticismo crescente che, nel caso del partito della Merkel, dura da oltre 15 anni.
Resta comunque la vittoria della formazione di Alternativa per la Germania la cui avanzata continua incontrastata con una presenza su 10 dei 16 Laender tedeschi.
Fonte: News Trend Online

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