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martedì 13 settembre 2016

Primo avvertimento: aerei Usa sorvolano confine tra le due Coree


Sale la tensione al confine tra le due Coree. Dopo il quinto e più potente test nucleare effettuato dalla Corea del Nord, ufficialmente per festeggiare il 68esimo anniversario della nascita della Repubblica Democratica di Corea (nome che non rispecchia minimamente la realtà della nazione), alcuni due bombardieri supersonici statunitensi ed alcuni aerei da combattimento F-15K della Corea del Sud hanno sorvolato il territorio vicino al confine della Corea del Nord.

Un avvertimento...

per ora

Si tratta di un primo avvertimento lanciato da Washington a Pyongyang che vuole sottolineare la presenza degli States al fianco dell'alleato sudcoreano ma è anche una strategia che rientra all'interno di un piano molto più vasto e che include anche la creazione di nuove sanzioni al regime di Kim Jong un.
Uno strumento che, per ammissione dello stesso presidente Usa Barack Obama non st dando i risultati sperati e che no sembra avere alcun mordente verso Kim Jong un. A quanto pare, infatti, se l'esperimento di venerdì scorso non è risultato un attacco da parte della capitale nordcoreana, è stata comunque la conferma del fatto che il regime dittatoriale sta facendo rapidi progressi sulla strada del nucleare.

Infatti Pyongyang sarebbe a questo punto in grado di installare testate atomiche su missili balistici a raggio sempre più ampio ed arrivare a diventare una seria minaccia a livello globale entro il 2020. Ipotesi non remota o almeno tanto da preoccupare non solo il Giappone ma anche la Cina, solitamente tiepida con l'Occidente per i richiami ufficiali al giovane despota ma ancora molto lontana da una condanna severa.

Le diverse posizioni

Ma per gli osservatori la crisi nascente potrebbe essere spenta con un approccio non aggressivo, come quello adottato da Seul contro il suo storico nemico, bensì giocando la carta degli aiuti internazionali: da decenni, ormai, la Corea del Nord è vittima di una serie di carestie dovute anche all'arretratezza dell'economia e dei metodi di produzione cui si è aggiunta in questi giorni la minaccia di un tifone disastroso che ha cancellato i già magri raccolti dei contadini.

Una situazione che potrebbe essere sfruttata per aprire una breccia, tanto utile quanto improbabile, con Pyongyang. Utopico sperare che possa accettare quella che, a tutti gli effetti, sarebbe un'ammissione di debolezza e povertà da parte del fin troppo fanatico Kim Jong un. Ad ogni modo un'opzione simile sarebbe quella sostenuta da Pechino la quale non appoggia il sistema delle sanzioni fini a se stesse ma utili per aprire un dialogo, al momento impossibile.
Ancora di più se si pensa che per ammissione dei servizi segreti sudcoreani, il regime di Pyongyang si sta preparando per un altro test nucleare. Il sesto.
Fonte: News Trend Online

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