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mercoledì 28 settembre 2016

Prelievo forzoso sui conti correnti nel 2016: la patrimoniale arriva dalle banche

Prelievo forzoso ad opera delle banche: la patrimoniale è già qui

Esiste un altro tipo di prelievo forzoso - se così vogliamo chiamarlo: quello ad opera diretta delle banche. 
Banco Popolare, Unicredit e Ubi hanno alzato i costi di gestione dei conti correnti, di fatto una “tassa” aggiuntiva per aumentare il fondo per il salvataggio delle banche in crisi.
In questo scenario non è lo Stato ad operare un prelievo forzoso sui conti correnti degli italiani, ma direttamente le banche con l’aumento improvviso dei costi.
Nello specifico Banco Popolare ha annunciato l’arrivo di una nuova tassa da pagare ai suoi clienti: si tratta di 25 euro da consegnare entro la fine dell’anno, per coprire in qualche modo gli oltre 150 milioni di euro che la banca ha già dovuto consegnare al Fondo nazionale di risoluzione. 
Un importo straordinario rispetto gli anni passati, che hanno costretto Banco Popolare ad effettuare un simil prelievo forzoso sui conti dei suoi clienti.

Patrimoniale: prelievo forzoso sui conti correnti nel 2016 in arrivo dallo Stato?

A rinnovare la paura di un arrivo nel 2016 della patrimoniale sui conti correnti, ovvero un’ulteriore tassa imposta sui conti correnti o conti deposito degli italiani, è l’arrivo e l’entrata in vigore di una nuova patrimoniale.
Nello spiegare cos’è il bail in abbiamo già evidenziato come questo imponga nuove regole per il salvataggio delle banche in crisi. 
Con il recepimento dell’Italia della direttiva europea BRRD, dal 1° gennaio 2016 saranno gli azionisti, obbligazionisti e correntisti a contribuire al salvataggio della propria banca in caso di crisi dell’istituto bancario.
Dal prelievo forzoso si salvano solo i titolari di conti correnti al di sotto dei 100.000 euro, protetti invece dal Fondo di Garanzia dei depositi.
Prelievo forzoso sui conti correnti nel 2016: la patrimoniale arriva dalle banche

conti correnti degli italiani sono a rischio patrimoniale nel 2016? L’introduzione del bail-in apre la strada allo Stato per un prelievo forzoso e per tassare liberamente i conti correnti dei cittadini nelle banche, ma non è solo lo Stato di cui dobbiamo preoccuparci.
I recenti aumenti dei costi di gestione dei conti correnti da parte di alcune banche assomigliano molto al prelievo forzoso statale - tasse che solo un giorno prima non era necessario pagare.
Lo spettro di una tassa patrimoniale sui conti correnti dei cittadini italiani e di un prelievo forzoso continua a fare paura - tanto più che non è solo lo Stato di cui dobbiamo preoccuparci, ma anche delle banche stesse. 
L’idea che lo Stato possa prelevare dal proprio conto corrente tramite prelievo forzoso, seppur ampiamente criticata, potrebbe essere presto realtà, ma è già realtà l’aumento dei costi applicato dalle banche ai propri clienti oggi a copertura del salvataggio delle banche in crisi.
Inoltre, nonostante i soldi degli italiani detenuti in banca siano già al netto di tassazione, lo Stato potrebbe agire e annunciare una patrimoniale sui conti correnti nel 2016, proprio come già successo in passato.
Dal 2016 anche i conti correnti possono essere oggetto di prelievo forzoso in caso di banca in fallimento “grazie” al bail-in e, con la crisi e il debito che continuano a pesare sull’Italia, la stessa cosa potrebbe fare lo Stato tramite il prelievo forzoso e una tassa patrimoniale sui conti correnti nel 2016.
Il fatto che, sotto gli occhi di tutti, la società abbia accettato che in caso di crisi di una banca questa possa essere salvata dai soldi dei correntisti, azionisti e obbligazionisti parla chiaro: lo Stato non ha intenzione di pagare ancora per il fallimento delle banche, ma potrebbe - contemporaneamente - stare preparando una sorpresa agli italiani.
Se i conti correnti degli italiani, composti da soldi guadagnati da ogni singolo correntista e già tassati per quanto dovuto, possono essere oggetto di prelievo forzoso in caso di banca in fallimento, perché non potrebbero essere oggetto di una tassa patrimoniale e di un prelievo forzoso nel 2016 se lo stato dovesse averne bisogno?

Patrimoniale sui conti correnti nel 2016: il prelievo forzoso del ’92

Lo Stato italiano lo ha già fatto, in un mossa entrata nella Storia. E con la crisi in corso a livello mondiale, l’Italia potrebbe essere costretta ad approvare una patrimoniale sui conti correnti anche nel 2016.
Il precedente è noto ai più: una serra d’estate del 1992, con la lira italiana vittima di una forte svalutazione, il Governo Amato mise in atto un prelievo forzoso del 6 per mille su tutti i conti correnti bancari in una mossa inaspettata, autorizzato da un decreto legge “d’emergenza”. Il prelievo forzoso e la nuova tassa sugli immobili diedero come risultato 11.500 miliardi di lire.
Ma le cose non andarono come previsto: l’economia italiana arrivò sull’orlo della recessione, la lira uscì dal sistema monetario europeo. Il resto è storia.

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