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mercoledì 21 settembre 2016

Post Brexit, la quiete prima della tempesta?

Durante la recente stagione degli utili, i dati sono pervenuti a un ritmo accelerato. Oltre ai consueti aggiornamenti strategici e alle cifre sugli utili da parte delle società, gli investitori cercano di individuare i primi segnali dell’impatto  dell’esito del referendum epocale nel Regno Unito indetto a fine giugno, con l’obiettivo di valutare se il Paese sia in procinto o meno di precipitare in un’autoinflitta recessione.
In SYZ Asset Management, analizziamo il mercato del Regno Unito da un altro punto di vista. Cerchiamo, nel mercato interno, aziende interessanti e di alta qualità che potrebbero diventare convenienti per effetto del timore suscitato dalla Brexit negli investitori. Finora non si è presentata alcuna opportunità, non perché nel Regno Unito vi sia una carenza di aziende di alta qualità bensì perché i corsi azionari (perlomeno nella valuta nazionale) hanno fatto segnare  un rimbalzo molto netto dai minimi registrati subito dopo la Brexit. Oltre che alle recenti azioni delle banche centrali, il rimbalzo è attribuibile in parte ad alcuni dati sorprendentemente resistenti. Nelle ultime settimane, due sono gli interessanti frammenti di informazioni riguardanti le società che hanno attirato la mia attenzione.
Il primo giunge da Persimmon, il costruttore del Regno Unito che recentemente ha pubblicato i propri risultati per il primo semestre. Le cifre si sono rivelate positive, con utili solidi, grazie all’aumento dei volumi e dei prezzi delle  abitazioni. Tuttavia, il dato che mi ha fatto sobbalzare è il fatto che, dal 1° luglio ovvero dopo la Brexit, il numero dei visitatori sia risultato in rialzo del 20% su base annua e che i tassi di prenotazione siano aumentati del 17% sempre su   base annua. È evidente che per il momento i clienti di Persimmon non temano li profilarsi di una recessione nel Regno Unito !
Il secondo dato interessante proviene da Global Blue, che controlla la spesa esente da dazio a livello mondiale.  Secondo quanto rilevato, in luglio le vendite esenti da dazio nel Regno Unito sono cresciute del 7% su base annua. Si  tratta di una tendenza in netto contrasto con il resto dell’Europa, che ha segnato flessioni a due cifre. Emerge pertanto un quadro in cui troviamo, da un lato, turisti che hanno paura di recarsi in Francia e in Germania a causa dei recenti attacchi terroristici e, dall’altro, una rinnovata attrattiva del Regno Unito riconducibile alla debolezza della sterlina.
Dati come questi hanno fatto recuperare all’indice FTSE 250 tutte le perdite dovute passate alla Brexit e non solo.  Staremo a vedere se questo ottimismo persisterà nel tempo ma per il momento continueremo la nostra ricerca del valore a lungo termine.


A cura di Michael Clements, Head of European Equities Syz Asset Management


Fonte: www.finanzaoperativa.com

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