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mercoledì 21 settembre 2016

PIMCO: cosa monitorare in attesa delle elezioni Usa?


Le più discusse e imprevedibili elezioni degli ultimi anni stanno per avere luogo: due mesi scarsi per capire chi occuperà la poltrona più importante al mondo, quella di presidente degli Stati Uniti d'America.

I problemi e le incertezze

Clinton alle prese con i problemi di salute e la diffidenza degli elettori verso un sistema politico non sempre trasparente, Trump invece accusato da più parti di essere politicamente scorretto e troppo aggressivo.
Entrambi a dover continuamente dimostrare di non avere problemi di salute nonostante l'età non più giovanissima che aleggia intorno ai 70 anni per entrambi. Ma al di là delle implicazioni che potrebbero avere a livello sociale, le elezioni a stelle e strisce portano da sempre anche conseguenze sui mercati.

Libby Cantrill, Executive Vice President e Responsabile Public Policy di PIMCO si chiede quali siano gli aspetti a cui gli investitori dovrebbero prestare attenzione fino all'arrivo delle elezioni previste per l'8 novembre.

I fattori da monitorare

Attualmente i sondaggi non sembrano dare chiarezza dal momento che, sebbene dimostrino un vantaggio per la candidata democratica, non possono tener conto del fattore più importante, quello degli indecisi i quali, come sempre più spesso accade nelle tornate elettorali, saranno l'ago della bilancia.

Un ago che si potrebbe muovere in maniera determinante dopo i prossimi tre dibattiti televisivi previsti per il 26 settembre e il 9 e 19 ottobre. Non solo ma attualmente è interessante constatare anche il trend dei consensi, quelli che erano al massimo poco dopo la convention che ha investito l'ex first lady del gravoso compito e che sono poi crollati immediatamente dopo il malore accusato durante le celebrazioni del 15esimo anniversario degli attentati alle Torri Gemelle, malore che in realtà ha portato con sé tutta una serie di conseguenze e di dubbi non solo sulla salute della Clinton ma anche sulla gestione della campagna stessa, offuscata dallo scandalo delle mail che dimostravano le macchinazioni interne al Partito Democratico per favorire la Clinton a discapito dell'altro candidato Bernie Sanders .

Indecisi e sondaggi

In secondo luogo, PIMCO getta un faro sul candidato del partito libertario Gary Johnson per il quale le proiezioni demoscopiche dano il 9% di preferenze, poche per essere decisivo ma importante in una corsa dove lo scarto è sempre più minimo.

A maggior ragione nei cosiddetti Stati in bilico tra cui l'Ohio, la Pennsylvania, il North Carolina, la Virginia e la Florida. Questo perché nelle elezioni statunitensi il meccanismo è molto più complesso non basandosi su una maggioranza effettiva dei voti ma sull'aggiudicarsi o meno dei grandi elettori a disposizione di ogni stato: i candidati non dovranno solo conquistarli, ma riuscire anche a mantenerli fino alla fine.
E ancora. Volendo restare in ambito statistico, secondo Gallup, se il presidente uscente ha un tasso d approvazione superiore al 50% è facile che “trasmetta” questa scia anche al candidato del suo partito. Ebbene da PIMCo fanno notare che l'attuale presidente Barack Obama è riuscito, almeno per il momento, a mantenere alta questa soglia.

Resta poi, infine, il settore finanziario: l'azionario è stato quello che è riuscito meglio di tutti a prevedere l'esito delle votazioni. A d una performance positiva nei tre mesi precedenti le elezioni, il partito in carica è successivamente rimasto al potere.
Fonte: News Trend Online

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