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mercoledì 21 settembre 2016

Piazza Affari su un livello chiave: i titoli buoni e cattivi

Di seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, Head of Business Development and Chief Analyst presso Tier1FX, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulla situazione di Piazza Affari e sulle strategie da seguire per diversi titoli. Pietro Paciello è autore del libro appena pubblicato TRADING PLAN. Per info clicca qui
Dopo il rimbalzo di lunrdì il Ftse Mib è tornato ieri a mettere sotto pressione l'area dei 16.200 punti già raggiunta sul finire della scorsa ottava. Come è cambiato lo scenario del mercato e quali sono le attese nel breve?
Lo scenario non è cambiato per nulla e credo che al di là di una impostazione propedeutica ad un rimbalzo, si sconta l'attesa per la Yellen. C'è da considerare che il mercato, pur nella sua fase di indebolimento, sta cercando di rispettare l'unica soglia tecnica che ha sulla sua strada che corrisponde ad un ritracciamento di Fibonacci rispetto ad un movimento impulsivo precedente.
Il Ftse Mib si è fermato con molta precisione in area 16.200 da cui ha tentato di reagire, ma ora sta andando a testare nuovamente questo livello.
Il problema è che si aspetta ora per vedere cosa deciderà la Fed, ma anche la Banca del Giappone, per cui il mercato non può prendere iniziative di respiro profondo.
Il petrolio, che è una spada di Damocle sul nostro listino per via della presenza di ENI e di altri protagonisti del settore oil, sta arretrando ancora e troverà un supporto un po' più in basso. Fino a quando il greggio non arriverà in area 42,5 dollari il movimento in atto non sarà terminato.
Da un lato quindi c'è il greggio che indebolisce il nostro listino in maniera strutturale, dall'altro c'è l'attesa per la Fed e la Bank of Japan: in presenza di questi due fattori mi sembra che il mercato mostri un atteggiamento prudente e attendista.
Se il Ftse Mib romperà al ribasso l'area dei 16.200, troverà la soglia psicologica dei 16.000, sotto cui scivolerà rapidamente verso i minimi dell'anno in area 15.000. L'importanza dei 16.200 e potenzialmente dei 16.000 è fondamentale per il nostro listino.
Al momento la mia esposizione di portafoglio è tutta long dopo che ho chiuso alcune posizioni short in seguito all'avvicinamento del Ftse Mib all'area dei 16.200 punti.
Quella attuale non è una debolezza riconducibile alle Borse in generale, visto che oggi è solo Piazza Affari a perdere terreno.
Faccio fatica a pensare che il mercato possa prendere una strada prima di conoscere le mosse della Yellen.
Nel settore bancario come valuta l'attuale impostazione di Banca Popolare dell'Emilia Romagna e Ubi Banca?
Banca Popolare dell'Emilia Romagna presenta uno scenario simile a quello di altre Popolari che nell'ultimo tentativo di rimbalzo hanno palesato una difficoltà nel superare la prima resistenza dinamica degna di nota.
Il titolo ha dato un segnale fortemente ribassista quando ha rotto al ribasso area 3,6 euro, quindi la configurazione tecnica è negativa e i corsi sembrano proiettati verso il minimo assoluto a 2,5 euro.
Al momento manterrei un orientamento abbastanza negativo, quindi non entrerei al rialzo, anche se i recenti ribassi possono far ipotizzare che Banca Popolare dell'Emilia Romagna abbia un certo appeal speculativo, ma onestamente non mi sembra, almeno guardando il grafico.  
Eventuali ritorni di forza fornirebbero un segnale interessante non solo laddove il titolo fosse in grado di superare la barriera dei 3,75 euro. Sopra questo livello probabilmente lo scenario short andrà considerato chiuso e potrebbe aprirsi una stagione rialzista interessante.
Anche per Ubi Banca mi sembra opportuno sottolineare che questa fase di indebolimento riporta pericolosamente a valutare l'ipotesi di un nuovo test del minimo assoluto a 1,71 euro.
Attenzione perchè queste soglie ribassiste di lungo periodo si stanno ripresentando su molti titoli del settore bancario e in particolare sulle Popolari.
Ubi Banca ha una configurazione palesemente short, per cui non vedo motivi per comprare. Un segnale di forza interessante si avrebbe con un ritorno al di sopra di area 2,85 euro, livello molto lontano dalle valutazioni correnti. Fino ad allora non comprerei Ubi Banca che sta palesemente percorrendo una dinamica short.
Nel settore petrolifero qual è il suo giudizio su Saipem e Tenaris? Quali sono i livelli da seguire per questi due titoli?
La debolezza del petrolio sta incidendo in maniera pesante sull'andamento di Saipem, di per sè storicamente debole, ed è necessaria quanto prima una chiusura sopera 0,356/0,357 euro, per scongiurare il pericolo di nuovi ribassi. Diversamente sarà meglio mollare la presa, cosa che eventualmente farò anche io, perchè la violazione di area 0,35 euro è un segnale molto negativo per un titolo che iniziava a promettere bene in ottica rialzista.
Il mio timore è che le vendite possano arrivare copiose perchè molti hanno provato un posizionamento long su questo livello tecnico di area 0,35 euro e quindi la rottura dello stesso potrebbe favorire un abbandono anche veloce di Saipem.
Determinante sarà la chiusura odierna che dovrà avvenire sopra 0,355/0,356 euro per evitare il peggio.
Per Tenaris il discorso è strutturalmente differente, perchè il titolo ha una configurazione tecnica molto più efficace rispetto a quella di Saipem. Comprerei Tenaris in area 11,4/11,37 euro dove mi sembra ci sia una base supportiva ben costruita e solida.
Visto che il petrolio è vicino ad un livello tecnico importante, in caso di discesa a 42,5 dollari probabilmente Tenaris potrebbe essere un bel titolo da comprare, specie se dovesse scendere fino al supporto dinamico degli 11,4 euro.
Cosa può dirci in merito al recente andamento di Telecom Italia che si sta riavvicinando ad area 0,7 euro?
Per Telecom Italia area 0,7 euro, fino a prova contraria, è una zona di riaccumulazione. Il titolo sta lavorando in maniera molto tecnica e pulita e sta rispettando tutte le dinamiche di accumulo e distribuzione, ma anche le divergenze ribassiste.
In area 0,7 euro il titolo realizzerebbe quella che in analisi tecnica viene definito come pull-back rialzista, per cui aspetto il raggiungimento della soglia appena menzionata per comprare.
Sono in attesa di evoluzione in questo senso e a 0,7 euro, con stop a 0,67/0,66 euro, lo shopping andrà realizzato perchè Telecom Italia potrebbe rimbalzare anche in maniera molto forte.
Non anticiperei in ogni caso l'ingresso, perchè in questo momento forse il timing è la variabile più importante.
Ci sono altri titoli di cui vuole parlarci prima di salutarci?
Un cenno ad Intesa Sanpaolo su cui ho chiuso la posizione short. Se vogliamo considerare l'importanza del titolo nello scenario complessivo di Piazza Affari, devo segnalare che a me è piaciuto molto questa mattina il test di area 2 euro, dove troviamo un piccolo supporto di breve.
Intesa Sanpaolo sta provando a rimbalzare da questo livello, ma se il titolo dovesse arretrare ulteriormente e arrivare a 0,92 euro, si realizzerebbe anche qui un bel pull-back.
Per il momento ho chiuso la posizione short sul titolo e se il mercato darà una mano quella attuale potrebbe essere una buona buy zone per Intesa Sanpaolo, con un rapporto rischio-rendimento molto favorevole perchè lo stop è stretto e se il titolo tornerà a viaggiare verso l'alto lo vedo velocemente a 2,35 euro.   
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