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lunedì 19 settembre 2016

Piazza Affari, istituzionali in fuga

Federico Izzi

lunedì 19 settembre 2016
Negli ultimi anni, durante i periodi estivi, i mercati azionari ci hanno abituato a momenti di burrasca e improvvisi aumenti di volatilità, a conferma che dopo maggio spesso è meglio liquidare gran parte dell’esposizione azionaria. Invece, negli ultimi due mesi si è creato un piacevole “limbo” dove gli indici azionari americani hanno più volte aggiornato i massimi storici assoluti aiutando gran parte dei listini del Vecchio Continente a recuperare il terreno perso nei giorni post-Brexit.

Purtroppo continua a rimane indietro il nostro listino italiano che pur recuperando l’80% del ribasso di fine giugno vede ogni volta prevalere i venditori con i corsi prossimi alla soglia dei 17.500 punti.

GRAFICO VOLUMETRICO FTSE MIB



Del resto, continua il trend ribassista dei volumi dei Big Investors che, dopo aver toccato i massimi assoluti nella primavera 2015, hanno iniziato a battere un percorso in discesa che dopo 18 mesi ancora non fornisce nessuna indicazione su un ritorno di acquisti importanti sul nostro principale indice azionario.

Osservando il grafico volumetrico risulta speculare (e al ribasso) l’andamento tra prezzi e volumi delle cosiddette Mani Forti. Entrambi continuano ad oscillare vicini ai livelli di inizio luglio e pericolosamente a un passo dai valori dello scorso fine giugno. Al contrario, il sentiment del Parco Buoi continua a rimanere pericolosamente sui livelli di massimo.

GRAFICO VOLUMETRICO EUROSTOXX



Diverso il comportamento dei Big Investors sull’indice europeo Eurostoxx50 che già alla fine di giugno, in piena tempesta post-Brexit, non dimostravano il panico mantenendo una struttura rialzista (a differenza del Parco Buoi che, invece, rivedeva i livelli di fine agosto 2015).
Inizia a diventare preoccupante l’apatia delle ultime settimane di un movimento laterale, con l’indicatore volumetrico (linea blu) che rivede i livelli della sua media mobile annuale, importante spartiacque del ciclo semestrale.


ANALISI OPERATIVA

La fase apatica che si è creata in piena estate ha visto i prezzi oscillare vicino ai massimi di periodo per oltre 50 giorni creando una condizione tecnica che non si verificava dall’estate del 1995. Una fase che tecnicamente non è favorevole a spinte rialziste dei prezzi se manca anche il supporto degli acquisti (come sembra mancare da alcune settimane).

E’ bastato un ribasso iniziato pochi giorni prima delle scadenze tecniche trimestrali per vedere annullato il movimento al rialzo dei prezzi dei due mesi precedenti. Tecnicamente, si può considerarlo un fisiologico movimento di ritracciamento purché già nei prossimi giorni i prezzi confermino la tenuta delle ex-resistenze. Resistenze ora diventate supporti.

Mercoledì prossimo i fari saranno nuovamente puntati sulle decisioni della Fed statunitense che da inizio anno ha più volte variato le aspettative sul prossimo rialzo dei tassi continuando ad aumentare le incertezze degli operatori che oramai vivacchiano appoggiandosi sulle stampelle della Yellen. Dopo sette anni il toro fatica a dimostrare di essere ancora in buona salute, riuscendo a camuffare le profonde cicatrici dell’orso con i graffi di gennaio e giugno, come semplici rughe di vecchiaia.

EUROSTOXX – Livelli operativi da monitorare (Future scadenza dicembre 2016)
Resistenze: 3005 – 3050 - 3110 (ritorno della forza rialzista)
Supporti: 2870 – 2730 (solo la violazione sotto i livelli di supporto saranno segnali di debolezza)

Federico izzi il 30 settembre 2016 alle ore 9:00 sarà relatore ad Investing Roma – Sala Focus - al convegno organizzato da SIAT “Analisi Tecnica e Tempo”: http://www.investingroma.it/index.php/sala-focus/

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