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lunedì 19 settembre 2016

Non solo Apple: anche McDonald's accusata di evasione fiscale


Si arricchisce di un altro capitolo la nuova strana guerra a colpi di multe salate tra le due sponde dell’Atlantico. Dopo la richiesta prodigiosa di 13 miliardi per evasione fiscale in Irlanda alla Apple, e la “risposta” americana con le voci di una sanzione spropositata da 14 miliardi inflitta a distanza di otto anni a Deutsche Bank per lo scandalo subprime - sanzione che ha affossato venerdì i mercati europei - arriva adesso la notizia, rivelata da un’indiscrezione del Financial Times, che la Commissione Europea avrebbe messo nel mirino un altro simbolo delle big corporate statunitense, McDonald’s, accusata come la società di Tim Cook di aver beneficiato di un accordo fiscale improprio per pagare meno tasse rispetto agli altri contribuenti.

Le nuove accuse

Cambia il teatro: il Lussemburgo invece che l’Irlanda al centro della vicenda Apple.

Ma resta invariato lo schema dell’accusa. Stando al FT, che avrebbe avuto accesso ai documenti della Commissione alla Concorrenza UE guidata dalla “terribile” Margrethe Vestager, McDonald’s avrebbe goduto proprio come Apple di un accordo fiscale di favore con le autorità lussemburghesi.
A McDonald’s viene contestato di aver pagato sui quasi 2 miliardi di profitti realizzati a partire dal 2009 un’aliquota media dell’1,49%, e dunque lontana anni luce dallo standard fiscale vigente in Lussemburgo, che è di circa il 29%.

Applicando al caso McDonalds gli stessi principi che hanno guidato la commissione nella valutazione del dossier Apple, continua il FT, ne verrebbe fuori che la multinazionale di fast-food è debitrice al fisco lussemburghese di qualcosa come 500 milioni di euro.

La posizione di McDonald’s

E anche la linea di difesa adottata dai vertici Mc Donald’s non sembra per il momento discostarsi molto da quella del colosso di Cupertino.

Tanto le autorità lussemburghesi quanto i vertici della società americana si sono affrettati a negare qualsiasi ipotesi di infrazione fraudolenta.
“Noi abbiamo pagato le tasse dovute e non abbiamo ricevuto alcun trattamento di favore» ha dichiarato in una nota McDonald’s, che valuta in circa il 27% l’aliquota applicata dal Lussemburgo sui profitti del gruppo.

Vestager da oggi negli Usa

Intanto da oggi, il commissario Vestager trascorrerà due giorni a Washington, dove incontrerà tra gli altri il presidente della commissione Finanze del senato, Orrin Hatch, e il segretario del Tesoro Jack Lew proprio per discutere anche della vicenda Apple.
Il clima che troverà non è certo dei migliori, e le nuove indiscrezioni su McDonald's aggiungono ulteriori elementi di nervosismo in un quadro già abbastanza teso.

È di appena qualche ora fa la notizia che un gruppo di CEO di multinazionali USA ha inviato una lettera congiunta ai 28 leader dei paesi UE, che invita ad un ripensamento sulla sanzione inflitta a Apple. “Nell’interesse di tutti i paesi che rispettano lo Stato di diritto”, si legge nel documento, “non si deve permettere che questa decisione rimanga inalterata.”
Ma la Commissaria al centro delle polemiche non sembra tipo da lasciarsi intimidire dal clamore mediatico suscitato dalla multa a Apple.

“La finalità dei trattati sulla doppia tassazione tra diversi paesi”, aveva detto all’inizio dell’indagine, “è quella di evitare la doppia tassazione, non quella di giustificare una doppia non-tassazione”.



Fonte: News Trend Online

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