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venerdì 16 settembre 2016

MPS precipita a Piazza Affari. I nuovi scenari


Di nuovo sull’orlo del baratro Banca Monte Paschi. In una seduta difficile per tutto il comparto bancario, sul quale hanno pesato le voci sulla multa da 14 miliardi di dollari inflitta a Deutsche Bank dal Dipartimento di Giustizia americano, il titolo della banca senese è stato più volte sospeso e registra al momento un pesante calo del 7,32%, a 0,2065 per azione. 

Le indiscrezioni su una “via greca” al salvataggio

Tutto è partito con le rivelazioni filtrate questa mattina attraverso Il Sole 24 Ore, che ha prospettato per il salvataggio di MPS una soluzione “alla greca”.

Che ricalchi cioè lo schema di sostegno, gestito da un consorzio di cui era parte anche Mediobanca, utilizzato nel 2015 per l’istituto Eurobank, uno dei quattro istituti ellenici coinvolti nel 2015 in un piano complessivo di ricapitalizzazione da più di 14 miliardi.
In quel caso, l’80% della somma necessaria al salvataggio fu ricavata dal collocamento di azioni, mentre il 20% venne ottenuto mediante un piano di conversione in azioni delle obbligazioni subordinate.
Secondo questo schema, dunque, Banca MPS dovrebbe definire intanto il prezzo per la cessione dei 27 miliardi di crediti in sofferenze.

Ma dovrebbe anche riuscire portare a termine la conversione “volontaria” dei 5 miliardi di bond subordinati legati all’istituto. Il che consentirebbe di ridurre la somma degli investimenti necessari alla ricapitalizzazione.

Le voci sul nuovo presidente

Parallelamente, continuano a susseguirsi le indiscrezioni di stampa sui candidati in corsa per la presidenza della Banca, dopo la decapitazione dei vertici dell’istituto dell’istituto.

Prima le dimissioni dell’AD Viola, ricondotte a uno scontro con l’advisor su tempi della ricapitalizzazione e sulle commissioni destinate al consorzio di garanzia dell’aumento di capitale. E la sua sostituzione con Marco Morelli. Poi anche l’addio del presidente Massimo Tononi, causato secondo qualche ricostruzione dal malumore che avrebbe generato a via XX settembre la divulgazione dei contenuti della telefonata con cui si chiedevano le dimissioni di Viola.
I nomi che circolano in queste ore sono numerosi.

Ci sono Lorenzo Bini Smaghi, l’ex ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera. Ma anche Vittorio Grilli , già ministro del governo Monti e ora legato proprio a JP Morgan, l’alto dirigente del Mef Antonino Turicchi, oltre a Fabrizio Saccomanni, ex direttore generale della Banca d’Italia.

La view degli analisti

E gli esperti di Banca Imi provano a decifrare le conseguenze degli ultimi movimenti societari in vista dei prossimi giorni.

“Ci aspettiamo che il prezzo dell’azione resti penalizzato dalle incertezze relative alla strategia della banca” dice il broker, il quale vede la possibilità che “per l’esecuzione del piano sul capitale possa servire anche più tempo di quanto stimato”.
I colleghi di Kepler Chevreux, dal canto loro, mettono in rilievo nella loro analisi la sensibile  riduzione della somma richiesta per l’aumento di capitale nel caso in cui si dovesse realmente prospettare la via della conversione in azioni delle obbligazioni subordinate degli istituzionali.

Il broker, che mantiene un rating hold e target price a 0,45 euro, giudica il nuovo AD Morelli in grado di affrontare, “con il sostegno del governo italiano” la sfida della ricapitalizzazione. Che tuttavia richiede tempo e potrebbe a questo punto essere rimandata al 2017.  
Fonte: News Trend Online

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