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lunedì 26 settembre 2016

Mercati finanziari e portafoglio ETF - settimana 26 settembre

La FED e la BOJ non modificano i tassi di interesse, seppure con sfumature importanti in prospettiva. Per la FED la decisione non passa all’unanimità (3 membri votano per un rialzo) e vengono abbassate le stime di crescita annua di lungo periodo dal 2.65% all’ 1.85%.
La BOJ non modifica il Quantitative Easing già in atto ma si inventa il Qualitative Easing, cioè acquisti selettivi per gestire la curva dei rendimenti obbligazionari (meno scadenze lunghe, più scadenze brevi) e più acquisti di ETF sull’indice locale (il Topix allargato): una decisione che rende le scadenze obbligazionarie lunghe tendenzialmente più rischiose.

Gli indici azionari reagiscono tutti positivamente, ma direi senza grandi entusiasmi. La cosa positiva è che una volta digerito il fatto che si riparlerà di rialzo tassi a questo punto non prima di dicembre, per un periodo relativamente lungo ci si potrà concentrare sui prezzi, accantonando il pensiero sulle mosse delle banche centrali.

Sui grafici non cambia molto. A parte per il Nasdaq che fa nuovi massimi storici, i prezzi dei principali indici sono ritornati in prossimità delle resistenze di periodo, per ora senza superarle. Eravamo in zona dubbio la scorsa settimana, dubbi non ancora completamente fugati dopo questo rialzo settimanale.


USA: allunga ancora il Nasdaq, con nuovi massimi e poi una indecisione sul finale di settimana. Sui nuovi massimi storici non si è ancora formata una resistenza monitorabile, primi supporti rilevanti in area 5000. Ma per ora nessun segnale di allarme su nessun indicatore o oscillatore.


Europa: alla fine sono proprio gli indici europei tra i più brillanti, nonostante in teoria la decisione di tenere fermi i tassi USA non avrebbe dovuto favorirli (in senso di forza relativa). Dax e Cac40 i migliori, con il primo che ritorna in prossimità della potenziale fascia di resistenze di periodo. Per ora riferimenti fermi, rimane un quadro con molti scenari aperti ma con possibili variazioni (in una direzione o nell’altra) che non dovrebbero essere importanti anche per il prossimo futuro.





Italia: ancora tra gli indici relativamente  peggiori (+1,6% settimanale rispetto al +3% di Eurostoxx). Le prime resistenze indicate di area 16.800 hanno tenuto con precisione. In generale il sistema bancario aspetta con ansia un rialzo dei tassi (che influisce positivamente sulla marginalità), e neanche questo è stato il giro buono.  Area da monitorare i 16.000, sotto probabile un nuovo test di area 15.000. Al rialzo una chiusura giornaliera almeno sopra i 17.000 potrebbe ridare coraggio agli acquirenti.




Parlando di banche italiane, questo il trend dei crediti inesigibili (NPL), che sfiora tuttora i 300 miliardi. Quasi metà dei quali “unlikely to pay”, cioè considerati praticamente persi





Asia: le aspettative del mercato erano per una ulteriore riduzione dei tassi da parte della banca centrale giapponese, che non è avvenuto. Indice Nikkei chiude in modesto positivo (+1,4%) e non cambia il quadro di sostanziale neutralità di medio periodo. Prezzi senza alcuna direzionalità nelle ultime settimane, praticamente fermi dal luglio scorso.




Indice della Turchia tra i più brillanti in settimana (+4,9%). Prezzi che hanno praticamente recuperato il livello di prezzi prima del crollo che era seguito al colpo di stato dei militari (o quello di Erdogan, fate voi). Un grafico che per ora non invita ad alcuna mossa, con una sostanziale lateralità negli ultimi due anni (in un contesto di lungo periodo fortemente rialzista)





Latin America: buon rialzo settimanale per Brasile e Messico, che tornano vicini ai picchi di periodo. In caso di superamento al rialzo, area 62.000 una resistenza a mio avviso difficile da superare in prima battuta. Guardando al rischio/rendimento, indice che torna interessante da area 54/55.000





Materie prime: riprende a salire l’Oro, rinfrancato dallo stallo sui tassi. Il quadro tecnico rimane invariato al rialzo, con i prezzi che reagiscono dalla prima area di supporto di 1300. Il superamento di 1350 potrebbe dare un buono slancio fino quantomeno ai 1400 punti, altra resistenza di rilievo.






Tra i coloniali buon rialzo del cotone, che raggiunge e poi ritraccia sul finale dalle resistenze di area 72. Ma rimane un asset interessante, da monitorare con attenzione da area 68 o da 64, supporto principale se quello che stiamo vedendo è una inversione rialzista di medio-lungo periodo, come fa pensare l’inclinazione ora positiva della media lenta.





Petrolio: scorte in forte riduzione e prezzi che provano ad allungare al rialzo, spegnendosi sul finale di settimana. Il bilancio rimane positivo (+3,4%), e rimane valido lo scenario operativo di intervento in controtendenza sugli estremi (40-42 per acquisti, 48-50 per vendita)




 
Euro-Usd: scenario invariato anche per la coppia, che mostra poca volatilità anche al momento dell’annuncio dei tassi Usa. Per il momento tiene la moderata impostazione al rialzo di breve in uno scenario di equilibrio che dura ormai da tempo. Equilibrio che nessuno pare aver voglia di toccare, alla fine è tranquillizzante per i mercati.





 
Riccardo Zarfati
Autore: Riccardo Zarfati

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