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giovedì 1 settembre 2016

L'uccellino di Twitter vola sulle voci di possibile M&A

Dopo le paure per il calo degli utenti attivi, i pensieri sull'ottimizzazione della versione mobile, i punti interrogativi nati da un rallentamento degli utili, i tentativi falliti per cercare di capire come riuscire a sbloccare la situazione, arriva adesso per Twitter un possibile riscatto, se non altro sul fronte dell'azionario.
Una svolta per l'uccellino che adesso potrebbe permettersi il lusso di volare (un pochino) più alto nel caso in cui ci fosse conferma concreta a quello che, al momento attuale, è solo una serie di rumors ovvero la sua possibile acquisizione.

Cosa sta succedendo?

Non è la prima volta che il titolo è oggetto di speculazioni sul fronte delle acquisizioni riuscendo, questa volta, a guadagnare il 6%, come accaduto ieri.

A fine agosto si era registrato un rialzo del 9% grazie alle voci di un interesse di Microsoft, sulla scia di un'altra acquisizione, quella di Linkedin, anch'esso anello debole di una lunga catena. Ma questo era l'ultimo episodio di una lunga serie visto che in passato, l'azienda è stata spesso citata come un possibile obiettivo partendo da Alphabet, società madre di Google, fino ad arrivare, paradossalmente, a Facebook, il suo più grande rivale.
Secondo quanto elaborato dagli strategist, inglobare Twitter permetterebbe di sfruttare un grande punto di vantaggio che il social dei 140 caratteri, da solo, non è in grado di sviluppare oltre quanto già fatto; infatti la caratteristica principale di Twitter è la velocità di trasmissione delle notizie in real time, una velocità e una personalizzazione del messaggio che potrebbe essere utile anche per l'adversiting.

Perchè questa volta sarà diverso?

La differenza tra le altre volte? Semplicemente il fatto che Evan Williams, co-fondatore di Twitter, ha dichiarato che ormai la società si trova in una posizione forte e perciò deve prendere in considerazione alcune strategie di marketing tra le quali, appunto, quella di una possibile fusione.

Dall'inizio dell'anno le azioni hanno visto un calo del 17% e di circa un terzo dal giorno del suo sbarco a Wall Street nel 2014. Intanto l'azienda cerca di potenziare la sua offerta sui video con un'ottimizzazione di Amplify Video che permetterà di caricare sui video anche dei piccoli spot i cui introiti saranno attribuiti per il 70% all'utente, contro il 50% offerto da Facebook e Youtube.
L'innovazione, però, vale per il momento solo sul mercato statunitense. 
Fonte: News Trend Online

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