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lunedì 5 settembre 2016

L'Eurozona cresce a passo di lumaca. BCE di nuovo in azione?


Mario Draghi avrà certamente di che riflettere da qui a giovedì prossimo 8 settembre, quando il board della BCE si riunirà per la sua prima sessione dopo la pausa estiva. Se infatti la BCE attendeva segnali in vista dell’annuncio dei nuovi stimoli di sostegno alla crescita, oggi si è aggiunto un altro tassello che lascia prevedere un’accelerazione sulle nuove e annunciate misure di stimolo: gli indici PMI di Eurolandia sono ai minimi da 19 mesi e si indebolisce la pressione inflazionistica.

I nuovi dati Markit: crescita in rallentamento.

L'attività economica dell’area euro non accelera, anzi: Markit, l'istituto incaricato di rilevare i dati forniti dai direttori degli acquisti e di stilare il Purchasing managers index, rivede oggi al ribasso gli indici Pmi di agosto relativo al settore servizi dell’Eurozona, abbassato a 52,8 da 53,1 punti contro i 52,9 di luglio.
La stima di oggi si aggiunge all’altra, relativa al settore manifatturiero e anch’essa negativa, della settimana scorsa (scesa a 51,7 punti da 51,8 della precedente stima).

Calo anche per il PMI composito. Stando ai nuovi dati di HIS Markit, l’indice per la manifattura e i servizi scivola a 52,9 dal 53,2 di luglio, sottoperformando una precedente stima di 53,3.

Male la Germania.

L’economia europea perde insomma forza propulsiva, con una stima di crescita del settore privato che precipita ai livelli più bassi da inizio 2015.
Stando a un comunicato diffuso dalla società di rilevazione, il calo viene attribuito in gran parte al debole tasso di crescita della Germania, principale economia dell’area euro.
I dati forniti dal nuovo report arrivano in un momento cruciale, visto che la Banca Centrale Europea si riunirà nei prossimi giorni per la sua prima sessione dopo la pausa estiva.

Cresce la probabilità di nuovi stimoli già giovedì prossimo

Una serie di economisti interpellati da Bloomberg prevede che i banchieri centrali saranno costretti alla fine ad accelerare sulle nuove politiche di stimolo per sostenere la ripresa e favorire l’inflazione.

E ciò malgrado le differenze di posizione all’interno del board francofortese su quando le nuove misure dovranno essere rese note.
E’ verosimile infatti che i numeri del nuovo report alimentino le attese che la BCE non attenderà troppo oltre, prima di iniettare nuovi iniettare nuova liquidità sul mercato” ha dichiarato Chris Williamson, capo economista di Markit.
I decisori europei sanno di essere sotto pressione. E sanno che ci si aspetta da loro che si muovano in qualche modo “per puntellare la fiducia sia riguardo le prospettive future dell’economia sia rispetto agli impegni della BCE in materia di inflazione”.
“Il rallentamento della Germania” aggiunge Williamson stando a quanto riportato da Bloomberg, “è probabilmente la più grande fonte di preoccupazione”.

Con la crescita della produzione ai minimi degli ultimi 15 mesi, l’economia tedesca ha fatto peggio della Francia, dove, secondo il report, viene letto positivamente il trend di recupero dopo una fase di stagnazione. Piuttosto debole anche l'espansione italiana (+0,1-0,2%)
E non è un mistero d’altra parte che lo stesso Draghi considera proprio i dati di oggi se non decisivi, certo rilavanti per le mosse di giovedì.
Una analisi di Ubs prevedeva che Draghi sceglierà per la riunione di giovedì prossimo di prendere tempo.

Gesto che deluderebbe i mercati, che attendono una parola certa sul rafforzamento del QE e sul prolungamento dei provvedimenti di stimolo oltre marzo 2017.

Il consiglio di Banca Generali: investimenti "asimmetrici"

E un consiglio d’investimento, in una situazione fluida come questa, e che sarà condizionata anche dall’evolvere dei colloqui in corso al G20 di Hangzhou, filtra oggi dagli uffici di Banca Generali.

Secondo Claudia Vacanti, lo scenario attuale consiglia di optare per forme di investimento “asimmetriche»: e dunque da una parte sono consigliabili scelte come i bond convertibili o i «real asset»; dall’altro, conviene valutare, per stare tranquilli, un rafforzamento nel portafoglio di commodities e oro, oltre che puntare sul segmento infrastrutture,  vista la probabile ripartenza delle grandi opere. 
Fonte: News Trend Online

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