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martedì 27 settembre 2016

Le analisi tecniche dei principali titoli bancari


Le analisi tecniche dei principali titoli bancari.

INTESA SANPAOLO

Torna sotto quota 2 euro Intesa Sanpaolo che al momento si attesta a 1.92 euro; monitorare il supporto a 1,85 euro la cui violazione (in particolar modo in chiusura di seduta), farà scattare una nuova ondata di ribassi con target a 1,83 e 1,77 euro in prima battuta.
Sul fronte opposto, il confronto con la prima significativa resistenza posizionata a 2.20 euro dirà poi se i corsi potranno ambire o meno al ritorno in area 2.46 euro.

Medie mobili esponenziali:

il prezzo è collocato al di sotto di Ema20, quest’ultima è superiore a Ema50; entrambe sono inferiori alla media mobile di periodo 200 (SMA).

Secondo questa teoria non è in atto l’orientamento più ribassista possibile.

UBI BANCA

Altra seduta in rosso per Ubi Banca (-2.0%, 2.01 euro) che sfiora il sostegno fondamentale a quota 2 euro. Al di sotto di questo riferimento (in particolar modo in chiusura di seduta) si aprirà un vuoto che proietterà i prezzi fino a 1.95 euro (2° target, con quest’ultima violazione, 1.83 euro; 3° target area 1.70 euro).

Medie mobili esponenziali:

il prezzo è collocato al di sotto di Ema20, quest’ultima è inferiore a Ema50; entrambe sono inferiori alla media mobile di periodo 200 (SMA).

Secondo questa teoria è in atto l’orientamento più ribassista possibile.

BANCA GENERALI

Chiusura di seduta in deciso ribasso per Banca Generali (come performance% degli ultimi 10 anni è ancora molto superiore rispetto agli altri titoli del comparto) che ha violato la soglia di sicurezza a quota 17.40 euro.
I rischi di una nuova accelerazione ribassista sono alti.  Ulteriori vendite spingeranno i prezzi fino ai successivi target posizionati a 17 e 16.40 euro. Sul fronte opposto invece, oltre quota 18 euro spazio per il raggiungimento di area 18.70 euro. Solo oltre questo ultimi riferimento (in chiusura di seduta) è possibile un rimbalzo più corposo verso quota 19.88 euro (1° target).

Il titolo in 6 mesi ha ceduto il 31%, il 30% in 12 mesi, mentre negli ultimi 3 anni ha guadagnato il 3% ed il 153% in 5 (dal 2006 ad oggi +93%).

Medie mobili esponenziali:

il prezzo è collocato al di sotto di Ema20, quest’ultima è inferiore a Ema50; entrambe sono inferiori alla media mobile di periodo 200 (SMA).
Secondo questa teoria è in atto l’orientamento più ribassista possibile.

BANCA POPOLARE DI MILANO

Ribasso senza fine per Banca Popolare di Milano (-1.10%; 0.3328 euro) arrivato a testare quota 0.3301 euro (scorsa settimana), prezzo minimo ultimi 39 mesi. Dal mese di luglio 2015 (1.0039 euro) a oggi è stata praticamente una discesa da kamikaze.

Negli ultimi tempi abbiamo assistito ad alti e bassi a causa delle forti speculazioni ed incertezze sui titoli del comparto bancario, quindi non è facile analizzare l’andamento di queste azioni. In questa fase i rischi di rotture della soglia psicologica di 0.3300 euro sono alti ed un eventuale cedimento di questo riferimento proietterà i corsi verso i target a 0.3250 e area 0.3000 euro (supporto fondamentale 0.2980 euro).
Indicazioni positive solo oltre 0.4200 euro (in chiusura di seduta) per il test a 0.4550 euro (1° target). Il titolo in 6 mesi ha ceduto il 51%, il 62% in 12 mesi, il 10% in 3 anni ed il 36% in 5 ( dal 2000 ad oggi -84%).

Medie mobili esponenziali:

il prezzo è collocato al di sotto di Ema20, quest’ultima è inferiore a Ema50; entrambe sono inferiori alla media mobile di periodo 200 (SMA).

Secondo questa teoria è in atto l’orientamento più ribassista possibile.

UNICREDIT

Vendite anche sul titolo Unicredit che al momento sta cercando di mantenersi al di sopra del primo sostegno a 2.005 euro che avrà il gravoso compito di impedire ai corsi di andare a rivedere quota 1.95 euro in prima battuta (supporto fondamentale 1,89 euro).
Sul fronte opposto invece, oltre la prima significativa resistenza posizionata a quota 2,42 (con tenuta di almeno 3 sedute) ci sarà spazio per ulteriori allunghi in direzione della seconda resistenza strategica a 2,65 euro. Il titolo in 6 mesi ha ceduto il 43%, il 63% in 12 mesi, il 58% in 3 anni ed il 62% in 5 ( dal 2000 ad oggi -92%).

Medie mobili esponenziali:

il prezzo è collocato al di sotto di Ema20, quest’ultima è inferiore a Ema50; entrambe sono inferiori alla media mobile di periodo 200 (SMA).

Secondo questa teoria è in atto l’orientamento più ribassista possibile.
Autore: Pasquale Ferraro Fonte: News Trend Online

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