-
.....................

PER MANTENERTI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

martedì 20 settembre 2016

Fitch: le banche italiane hanno due grossi problemi


Dopo la maximulta da 14 miliardi di euro inflitta dalle autorità statunitensi a Deutsche Bank e da questa prontamente contestata, arriva anche il parere fortemente dubbioso di Fitch sullo stato delle banche italiane.

Banche italiane ed europee

Il settore del credito europeo è da tempo spazzato da più di un vento contrario: crescita lenta, tante, troppe regole per mettere in sicurezza il capitale, crediti in sofferenza come pesante zavorra, margini di crescita particolarmente risicati da una politica della Bce che ha portato a zero o poco più sopra, i rendimenti.

Partendo da queste premesse è facile capire come la scossa arrivata dalla Deutsche abbia fatto riscoprire quelle paure in realtà ai sopite. In particolare guardando le banche italiane Fitch non può fare a meno di constatare come ci siano due problemi di fondo e cioè la mancanza di risultati concreti sul fronte della gestione dei crediti deteriorati e soprattutto la mole del monte da scalare pari a 340 miliardi di euro a fine giugno 2016.
Il mercato dei crediti deteriorati è ancora particolarmente acerbo in Europa e allo stadio larvale in Italia, il che ha spinto la maggior parte degli istituti che è riuscito a dare vita a una serie di azioni a rivolgersi ad operatori esteri specializzati nello smaltimento dei Npl. Il primo e forse più complesso esempio di gestione arriva dalla Banca del Monte dei Paschi di Siena, quella che Fitch disegna come una scommessa ma anche un potenziale parametro di riferimento per le altre banche qualora tutto il piano dovesse riuscire ad andare in porto.

Una scommessa che non è certo priva di rischia. Anzi, visto lo stretto legame che c'è tra la banca e la politica, e visto l'avvicendarsi del referendum autunnale con tutte le ripercussioni del caso sul governo Renzi, la possibile soluzione del problema, già di per sé complessa, diventa ancora più incerta.
E i numeri lo fanno temere: 27,7 miliardi di euro di sofferenze da cedere sul mercato e un aumento di capitale da 5 miliardi contro un valore di mercato della banca che non arriva a 700 milioni.

Le critiche e le soluzioni 

Le strategie finora elaborate per risolvere il nodo dei No performing loans, nel migliore dei casi, potrebbero allentare la pressione sulle sofferenze ma non portare a un miglioramento delle qualità del credito in tempi brevi.
A dare una mano, e non solo a Mps, potrebbe essere, invece, l'opera di ammodernamento del diritto fallimentare e la velocizzazione dell'iter burocratico per il recupero dei debiti.

Resta, tra le poche certezze, quella di un problema che è anche urgente: il progetto di gestione della BCE dei Npl potrebbe ricevere degli incrementi che porterebbero nuovi obblighi per i rispettivi governi coinvolti. Troppi obblighi, e soprattutto troppo onerosi, che andrebbero oltre le possibilità dell'esecutivo e delle sue spese: Roma, secondo le proiezioni Fitch, potrà contare su un Pil che non dovrebbe andare oltre lo 0,8% nel 2016 e l'1% nel 2017.
Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento