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martedì 13 settembre 2016

Fed ed elezioni presidenziali: il caldo autunno di Wall Street

Quest’anno negli Stati Uniti si profila un autunno molto caldo, ricco di sfide e appuntamenti che potrebbero segnare il quadro politico ed economico della prima economia del mondo per i prossimi anni. Dal lato economico, gli investitori si chiedono quanto ancora durerà il rally degli indici americani e con quale tempistica la Federal Reserve procederà con i rialzo dei tassi d’interesse, mentre sul fronte politico si fa sempre più serrata la lotta per la Casa Bianca fra Hillary Clinton e Donald Trump.
Alla luce del crescente rischio di un “surriscaldamento” dell’economia statunitense, l’ipotesi di alzare il costo del denaro nella prossima riunione appare sempre più concreta. Tale ipotesi è stata ribadita anche da Eric Rosengren, presidente della Federal Reserve di Boston, secondo cui la mossa di un rialzo appare ragionevole.

Le parole di Rosengren, hanno contribuito ad alimentare le pressioni su Wall Street. Dopo settimane di calma piatta infatti l’indice Vix ha segnato venerdì sera un’impennata salendo di 5 punti da 12,5 a 17,5 punti, +40% in una sola giornata di Borsa, facendo scattare un vero e proprio campanello d’allarme tra gli operatori internazionali.
Questo indice rappresenta un indicatore delle aspettative del mercato sulla volatilità a breve termine dell’indice S&P500.

In questo quadro le elezioni presidenziali di novembre assumono un valore centrale anche per i mercati finanziari, che vedono senz’altro più di buon occhio un’elezione della candidata democratica Hillary Clinton. Il malore di quest’ultima occorso durante la cerimonia per l’11 settembre ha scatenato le reazioni degli antagonisti politici, secondo cui la malattia potrebbe modificare la dinamica elettorale favorendo il recupero di Trump.

Temi che potrebbero condizionare i listini Usa già colpiti venerdì sera da un pesante ribasso.

Analisi tecnica

La seduta di venerdì ha registrato un brusco ritorno della volatilità a Wall Street, che non ha lasciato scampo neanche allo S&P500.
Il paniere americano ha vio lato al ribasso importanti supporti tecnici di tipo statico e dinamico. In questo quadro, particolarmente significativa appare la rottura della trendline di lungo periodo ottenuta sul grafico giornaliero con i top crescenti del 29 dicembre 2015 e 20 aprile 2016.

Detta trendline aveva arginato le velleità ribassiste in occasione delle sedute del 2 agosto e 1 settembre. Rimane ora da completare il test della trendline dinamica ottenuta con i top decrescenti del 20 maggio 2015 e 7 giugno 2016, fondamentale per testare la forza delle pressioni al ribasso tornate sul mercato e per cominciare a valutare delle ripartenze di prezzo.
In tale ipotesi potrebbe risultare interessante anche un ritorno dei corsi in area 2.145 punti, livello che ha fatto da supporto  nel corso dei mesi estivi, proprio quando il basket rinnovava i massimi storici a 2.193 punti. Per dichiarare comunque finito il trend rialzista di medio periodo, occorrerebbe attendere la violazione della soglia psicologica dei 2.100 punti, al di sotto della quale lo S&P500 potrebbe spingersi fino ai minimi dello scorso giugno.

Strategia Long

Acquisti a 2.145 punti avrebbero come target i 2.160 punti.

Stop al cedimento dei 2.120 punti.
PRODOTTO leva Codice ISIN prezzo

Strategia Short

Ingressi short a violazione di 2.100 punti, con stop su accelerazioni oltre i 2.120 punti, avrebbero target a 2.000 punti.
PRODOTTO leva Codice ISIN prezzo
Autore: Vontobel Fonte: News Trend Online

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