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martedì 6 settembre 2016

Eni: analisi tecnica della giornata

Nelle ultime sedute il titolo Eni ha viaggiato sulle montagne russe oscillando tra i 13.30 e 13.85 euro. Il prossimo obiettivo dei corsi è la resistenza di 14.06 euro, che una volta abbattuta, permetterà ai prezzi di raggiungere il secondo ostacolo posizionato a 14.25  e successivamente in area 14.95 euro (resistenza chiave di medio termine 15.19 euro).
Tali prospettive verrebbero invece invalidate da cali sotto quota 13.15 euro, preludio ad un ritorno dei corsi in area 12.90 euro in prima battuta. Eni in 6 mesi ha guadagnato il 2%, mentre in 1 anno ha ceduto il 5%, 20% in 3 anni,  +4% in 5 (dal 2001 ad oggi -7%).
Nel primo semestre 2016, in un mercato debole con primi segnali di ripresa, il gruppo Eni sostiene di aver conseguito risultati di rilievo.

La produzione di idrocarburi supera le attese compensando il fermo delle attività in Val d’Agri e le interruzioni di produzione in Nigeria. I progetti di sviluppo mantengono le previsioni di tempo e di costo e consentiranno un incremento produttivo di oltre il 5% nel 2017. L’esplorazione, focalizzata sulle attività near-field, ha consentito di rivedere al rialzo in soli sei mesi le aspettative di nuove scoperte.
Nel middownstream Eni ha conseguito risultati positivi in tutti i settori d’attività grazie alle azioni intraprese che continueranno come previsto. Complessivamente la strategia in atto, le azioni di ottimizzazione e la riduzione della base costi hanno consentito di compensare parte dell’effetto scenario con un beneficio sull’utile operativo di €1 miliardo.

Eni mantiene una struttura patrimoniale molto solida fondata sull’autofinanziamento degli investimenti ad un prezzo Brent di 50$/barile.

Medie mobili esponenziali:

il prezzo è collocato al di sopra di Ema20, quest’ultima è inferiore a Ema50; entrambe sono superiori alla media mobile di periodo 200 (SMA).
Secondo questa teoria non è in atto l’orientamento più rialzista possibile.

Evoluzione prevedibile della gestione

Di seguito le previsioni del management per il 2016 su produzioni e vendite: – produzione di idrocarburi: previsto un livello produttivo stabile rispetto al 2015 grazie ai rampup e agli avvii di nuovi giacimenti in Norvegia, Egitto, Angola, Venezuela e Congo.

Tali incrementi saranno in grado di assorbire completamente l’interruzione della produzione in Val d’Agri di circa quattro mesi, i declini di giacimenti maturi e il minore contributo di one-off produttivi; – vendite di gas: in un contesto di perdurante eccesso di offerta e pressione competitiva, le vendite di gas sono previste in linea con la prevista riduzione degli impegni contrattuali in acquisto.
Il management intende mantenere le quote di mercato nei segmenti “large” e “retail” incrementando il valore della base clienti facendo leva sullo sviluppo di offerte commerciali innovative, sui servizi integrati e sull’ottimizzazione dei processi commerciali e operativi; – lavorazioni in conto proprio: su base omogenea escludendo cioè l’effetto della cessione della quota di capacità nella raffineria CRC in Repubblica Ceca completata nell’aprile 2015, le lavorazioni sono previste in leggera flessione rispetto al 2015 a causa della disottimizzazione conseguente alla minore disponibilità di greggio della Val d’Agri e di manutenzioni programmate; – vendite di prodotti petroliferi rete in Italia e resto d’Europa: in un contesto di leggera ripresa della domanda e forte pressione competitiva, Eni prevede mantenere i volumi e la quota di mercato rete Italia incrementando il valore della base clienti facendo leva sulla differenziazione dell’offerta, l’innovazione di prodotti e dei servizi e l’efficienza nella logistica e nell’attività commerciale.
In Europa al netto delle dismissioni nell’Est Europa, volumi stabili; – scenario prodotti chimici: scenario moderatamente positivo con margini previsti in rafforzamento nel polietilene rispetto al 2015, pur in presenza di una contrazione a partire dal mese di giugno.

In leggero calo la marginalità del cracker e del business stirenici. Rimane debole il business elastomeri, ma in miglioramento rispetto al 2015. Volumi di vendita sostanzialmente stabili. Nel 2016 il management ha pianificato iniziative di riconfigurazione e riprogrammazione dei progetti d’investimento, selezione dei temi esplorativi e rinegoziazione dei contratti per la fornitura di beni d’investimento con conseguente riduzione attesa dello spending (-20%) a parità di cambio vs.

2015 in risposta al trend ribassista del prezzo del petrolio, senza effetti sul tasso di crescita della produzione che nell’arco di piano è confermato a oltre il 3%. Leverage entro il limite dello 0,30 grazie al closing dell’operazione Saipem, agli effetti dell’ottimizzazione della gestione industriale ed assumendo di perfezionare entro l’anno le operazioni di portafoglio pianificate.
In merito a quanto comunicato da Eni lo scorso 29 luglio circa l’approvazione da parte del CdA di interventi sulla macro-struttura organizzativa della società, Eni comunica che è stata anticipata la costituzione, alle dirette dipendenze dell’Amministratore Delegato, della Direzione Compliance Integrata, originariamente prevista entro dicembre di questo anno.

La struttura avrà la responsabilità della compliance legale (riguardante la responsabilità amministrativa di impresa, il Codice Etico, l’Antibribery, l’Antitrust, la privacy, la protezione del consumatore e le financial regulations) e opererà dal 12 settembre prossimo.
Contestualmente sarà avviato un progetto aziendale per proseguire nell’individuazione e sviluppo di azioni di miglioramento dell’efficacia complessiva dei processi di compliance.
Autore: Pasquale Ferraro Fonte: News Trend Online

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