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giovedì 15 settembre 2016

Draghi: derivati, un silenzio assordante!


E’ con infinita tristezza che durante la settimana abbiamo assistito alla celebrazione del genio di Mario Draghi. Mai visto una simile ondata a senso unico soprattutto sulla stampa locale,  di elogi ad un uomo che è tra i principali responsabili di questa crisi, come abbiamo visto recentemente.
Ieri su Repubblica è apparsa la seguente notizia…
La procura regionale per il Lazio della Corte dei Conti ha invitato a comparire la banca d’affari Usa e i responsabili del Tesoro che hanno stipulato contratti con la controparte statunitense: Cannata, La Via, Siniscalco e Grilli
ROMA – L’accusa è pesante: hanno scommesso con i soldi degli italiani.
E costretto lo Stato a chiudere in fretta e furia contratti con Morgan Stanley in perdita per tre miliardi di euro tra dicembre 2011 e gennaio 2012. Ora la Corte dei conti li ha convocati tutti e ha chiesto loro danni per 4,1 miliardi.
Davanti alla magistratura contabile dovranno presentarsi, oltre alla banca d’affari Usa, Maria Cannata, direttore del Debito pubblico, che dal 2000 ad oggi ha firmato molti di quei contratti e i relativi decreti di approvazione e Vincenzo La Via, predecessore della Cannata.
Insieme a loro, Domenico Siniscalco, direttore generale del Tesoro, che terminata la propria esperienza ha pensato bene di andare a lavorare proprio per Morgan Stanley e Vittorio Grilli, anche lui direttore del Tesoro, e passato, una volta uscito dallo Stato, nelle fila di un’altra banca d’affari Usa, la Jp Morgan.
Il resto lo lascio leggere a Voi a me interessa un particolare, ovvero il motivo per il quale non è stato convocato anche Mario Draghi!
Cosa centra Mario Draghi? La firma di Mario Draghi sui derivati di Stato
Quando era al Tesoro, negli anni ’90, ne sottoscrisse per centinaia miliardi.

E ora sono un problema
Dopo l’annuncio del Quantitave Easing di ieri, Mario Draghi è oggi su tutte le prime pagine, celebrato come il salvatore dell’Italia e dell’Europa. Nel passato di Draghi, tuttavia, c’è una vicenda che ancora fa sentire il suo peso nei nostri disastrati conti pubblici e che rischia di minare la ripresa della nostra economia.
La storia è quella dei derivati sottoscritti tra il 1991 e il 2001 quando Draghi era Direttore Generale al Ministero del Tesoro.
È una storia scivolosa, quella dei derivati della Repubblica, e forse è meglio cominciare dall’inizio.
Ovviamente non è il caso di chiamare un governatore centrale che ha appena ricevuto il premio come costruttore d’Europa a testimoniare su decisioni alquanto irresponsabili.
Questo non lo dico io ma un deputato del PD, un certo Galli, il quale suggerisce che di questi tempi meglio pensarci su un attimo a mettere Draghi davanti alle sue responsabilità.
Il resto lo lascio alla Vostra consapevolezza mentre osservate estasiati le gesta quotidiane di questo super banchiere, noi continuiamo ad occuparci di quello che succede dietro le quinte dove un altro ” public servant” si è trasferito in Goldman Sachs, per fare i conti della serva.
E’ quantomeno singolare che a fare le pulci a Barroso sia questo uomo, che mentre l’Europa affondava, stipulava contratti che favorivano l’elusione fiscale a danno degli altri Paesi
Pubblicati nel 2014 in maniera congiunta da alcuni giornali internazionali, e in Italia da “l’Espresso”  , i documenti hanno dimostrato come il Lussemburgo sia riuscito nel tempo a diventare il paradiso fiscale preferito dalle più famose aziende.

Un successo ottenuto attirando le grandi imprese attraverso contratti segreti e imposte bassissime. Che hanno fatto perdere, al contempo, miliardi di entrate fiscali ai governi delle nazioni in cui queste multinazionali operavano prevalentemente. Insomma, centinaia di miliardi sottratti ai contribuenti di tutto il mondo.
Si Juncker, uno che mentre si beve quattro coppe di champagne durante un’intervista nega di avere problemi con l’alcool…
Niente di particolare è solo il presidente della Commissione europea che ogni tanto fa discorsi di elevata ispirazione, se non ci credete guardatevi questo video…
E così, tra una crisi e l’altra, uno fa il banchiere centrale, l’altro il presidente dell’unione europea e … scusate se faccio la marmellata mentre scrivo, un altro ancora viene premiato con 3 milioni di euro per aver contribuito a risollevare le sorti di MPS…o sbaglio?
A dimenticavo, giusto per non farci mancare nulla, sembra che il nuovo amministratore delegato di Monete dei Paschi di Siena abbia…
L’amico di Verdini
Il 12 giugno 2008 Pisaneschi dice che c’è bisogno di una spinta nel comitato crediti, ma esulta già: “Non ho difficoltà perché se la pratica è ben istruita eccetera… lì c’è… il Morelli c’è”.

Il 17 giugno Fusi dice al suo socio Bartolomei che “Pisaneschi ormai di banda c’è” e aggiunge che “poi il passaggio va fatto anche con Marino e con Morelli … perchè loro quando va in Comitato (crediti) bisogna che ci siano”.
Ovviamente sono solo intercettazioni, per carità, magari diceva tanto per dire…per fortuna che Morelli c’è!
Tornando a mago Draghi, Istat, la cura Draghi non basta: l’Italia resta in deflazione Ieri abbiamo scoperto che l’Italia è in deflazione ormai da un anno, un particolare da nulla, sai specialmente a livello di debito pubblico, in fondo , lui il salvatore della patria ci teneva a farlo sapere, lo ha dichiarato recentemente…
“La trasmissione degli effetti della politica monetaria all’economia reale non ha mai funzionato così bene come oggi”.
Si Mario, bravo, grazie Mario!
Autore: Andrea Mazzalai Fonte: News Trend Online

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